Andrea Marcucci e Kedrion: possibile rischio mucca pazza, l’Aifa blocca 70 lotti di farmaci dell’azienda del senatore Pd

ANDREA MARCUCCI
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Nel pieno di una pandemia è inevitabile che l’attenzione sia totalmente assorbita dalla campagna vaccinale. Ma oltre alla fatidica domanda che attanaglia non solo gli italiani ma anche l’intera Europa – Astrazeneca sì o no? – non si può dimenticare che di malattie (e farmaci) il mondo è purtroppo pieno.

Andrea Marcucci: possibile rischio mucca pazza, l’Aifa blocca 70 lotti di farmaci dell’azienda del senatore Pd

E se il Covid ha paralizzato in molti casi settori interi della vita sociale, questo non vale per le altre malattie, specie quelle più delicate, che continuano a impensierire (e spesso far soffrire) non pochi pazienti. Meno male che ci sono i farmaci ad hoc. Certo. A meno che anche questi non vengano bloccati per qualche ragione. Come accaduto con alcuni lotti di medicinali prodotti dalla Kedrion, la società “specializzata nello sviluppo, produzione e distribuzione di farmaci plasmaderivati”, come si legge direttamente dal sito. Parliamo della multinazionale farmaceutica di proprietà – come molti sapranno – della famiglia di Andrea Marcucci, il senatore dem da poco tornato ad essere ‘semplice’ onorevole e non più capogruppo del suo partito.

Ma cos’è accaduto? Alcuni giorni fa una nota di Federfarma – che La Notizia ha potuto visionare – spiegava che l’Aifa, a seguito della comunicazione diretta della ditta Kedrion, “ha disposto l’immediato divieto di utilizzo su tutto il territorio nazionale a scopo cautelativo” di alcuni lotti nei quali sono confluite unità di plasma pericolose. È bene specificare che la responsabilità non è assolutamente di Kedrion ma, come spiega l’Aifa, è stata la stessa azienda farmaceutica ad “aver ricevuto una notifica post donazione, dall’IRCSS di Reggio Emilia, relativa ad un donatore per il quale è stata sospettata la malattia di Creutzfeldt Jakob”.

Il morbo di Creutzfeldt Jacob e la Kedrion di Marcucci

Una malattia neurodegenerativa probabilmente sconosciuta ai più, ma che – come spiega ancora l’Aifa in una nota pubblicata già il 2 aprile scorso – richiede verifiche puntuali: “Attualmente, la malattia che ha colpito il paziente è stata classificata come una ‘forma probabile di malattia di Creutzfeldt-Jakob’ – spiega appunto l’Agenzia – Tuttavia, per poterlo affermare con certezza, escludendo la ‘MCJ variante’ (cioè il cosiddetto Morbo della mucca pazza), sarà necessario attendere l’esito di ulteriori analisi”. In altre parole: l’Istituto di Reggio Emilia ha avvisato solo dopo la donazione di plasma la Kedrion di una probabile forma di malattia neurodegenerativa; la Kedrion ha avvisato l’Aifa che ha  immediatamente bloccato i lotti in cui sarebbe confluito il plasma incriminato.

Il pericolo è che ci possa essere la ‘MCJ variante’, meglio nota come morbo della mucca pazza. Questo, dunque, è il rischio da evitare e per il quale l’Agenzia ha deciso di bloccare cautelativamente i lotti. Imponendo il divieto d’uso. Tanto che la stessa Kedrion ha dovuto “assicurare l’immediata comunicazione del divieto d’utilizzo a tutti i destinatari dei lotti in questione. Nel più breve tempo possibile e non oltre 48 ore dalla ricezione della presente”. Un problema non di poco conto considerando che sono oltre 70 i lotti elencati nell’allegato alla comunicazione dell’Aifa.

In ogni caso – ed è bene precisarlo – il divieto “non deve generare timore nei pazienti. Ma, semmai, rafforzare la certezza che vengono adottate tutte le misure atte a garantire e sorvegliare la sicurezza dei farmaci”. Insomma, ci si può rivolgere al proprio medico specialista. “Che non avrà alcuna  difficoltà a prescrivere delle altre confezioni in sostituzione di quelle oggetto del provvedimento cautelativo adottato da Aifa”. In attesa di capire cosa sia accaduto con il plasma incriminato.

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