Boiardi intramontabili. Malinconico torna in pista a tutta parcella. Boom di incarichi dal Gestore dei servizi energetici per l’ex sottosegretario di Monti

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Cadono sempre in piedi. In un modo o nell’altro riescono ad agguantare la prebenda che consente di mantenere i contatti con i settori che “contano”. Ormai gli esempi nella pubblica amministrazione si sprecano. Uno dei casi che negli ultimi tempi è spesso sfuggito ai radar è quello di Carlo Malinconico, ex gran commis di Stato sopravvissuto a innumerevoli stagioni e vicissitudini, oggi “campione” di incarichi legali, soprattutto dalla società pubblica Gse. Già avvocato dello Stato, magistrato Tar, consigliere di Stato, professore alla Ssef (Scuola superiore dell’economia e delle finanze), direttore generale dell’Autorità per l’energia (2002), segretario generale alla presidenza del consiglio con Prodi (2006-2008) e presidente della Fieg (2008-2011), Malinconico era diventato anche sottosegretario a Palazzo Chigi con il Governo Monti (novembre 2011-gennaio 2012).

IL DETTAGLIO – Poltrona che però fu costretto ad abbandonare dopo che l’inchiesta sulla cricca del G8 aveva fatto emergere alcuni suoi soggiorni di lusso all’Argentario che sarebbero stati pagati dall’imprenditore Francesco De Vito Piscicelli (quello che rideva del terremoto dell’Aquila nel 2009). Pur professando la correttezza e buona fede dei comportamenti, Malinconico non riuscì ad evitare le dimissioni. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, ma nel frattempo l’ex boiardo ha fatto incetta di incarichi legali dal Gse, la società del Tesoro che gestisce i copiosi incentivi alle fonti rinnovabili. Questi incentivi valgono circa 13 miliardi di euro l’anno, e su di essi proliferano furbate e contenziosi a non finire. Basta fare un giro sul sito dello studio legale di Malinconico per rendersi conto di quante volte abbia assistito il Gse davanti a Tar e Consiglio di Stato proprio sulla questione delle tariffe incentivanti. Un rapporto di collaborazione che va avanti da quando al vertice del Gse c’era Nando Pasquali e che oggi continua sotto il nuovo Ad Francesco Sperandini.

GLI ALTRI – Ma c’è anche un altro ex sottosegretario del Governo Monti che si sta agitando per avere un incarico. Si tratta di Vieri Ceriani, ex responsabile fiscale di Bankitalia, profilo molto vicino all’ex ministro Pd delle finanze Vincenzo Visco. A quanto pare sarebbe in ballo per diventare nuovo Ad della Sose, la società partecipata da via XX Settembre e Bankitalia che gestisce gli studi di settore. Per la stessa poltrona sarebbe in campo anche Alessandro Santoro, docente all’Università Bicocca senza troppa esperienza aziendale ma già consulente fiscale a Palazzo Chigi. A gestire la nomina, in ogni caso, c’è Tommaso Nannicini, da poco nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Infine nei giorni scorsi, come documentato da La Notizia, è ritornato in auge con la poltrona di segretario generale dell’Agcom Riccardo Capecchi, uomo vicino a Enrico Letta, già tesoriere del think tank Vedrò.

Twitter: @SSansonetti