Calabretta in pole position per una poltrona in Regione Calabria. L’avvocato e conduttore televisivo è spinto da Salvini

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Vorrebbe chiudere in fretta la partita della composizione Giunta e del nuovo assetto della regione Calabria, la neo presidente Jole Santelli: entro questa settimana, al massimo all’inizio della prossima. In ogni caso non oltre i primi di marzo, considerato che la governatrice vuol presentarsi al primo Consiglio regionale (che dovrebbe essere convocato il 9 o il 10 marzo), con l’esecutivo già al completo. Tutto dipende dall’incontro che dovrebbe avere a breve con i due leader Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Ma la situazione sembra complicarsi, sia perché il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Domenico Creazzo, eletto nella consultazione elettorale del 26 gennaio scorso e sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte, nome finora tra i più quotati per la presidenza del consiglio regionale è tra le 65 persone arrestate ieri mattina dalla Polizia nell’ambito dell’operazione Eyphemoscontro la ‘ndrangheta coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, sia – soprattutto – perché accontentare tutti non è facile. La governatrice ha già provveduto a nominare Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo, assessore all’Ambiente e l’astrofisica Sandra Savaglio all’Istruzione, nomi di assoluto prestigio ma che hanno innescato non pochi malumori fra i partiti del centrodestra – che hanno garantito l’elezione dell’esponente azzurra – che si ritrovano con una coperta più corta del previsto.

Rimangono sì ancora cinque poltrone da assegnare in Giunta, più la presidenza del Consiglio regionale e la vicepresidenza della regione ma la presenza dei due nuovi assessori esterni, che Santelli non ha concordato con gli alleati, rischia di danneggiare il diritto alla rappresentanza degli altri partiti (Lega, FdI e Udc) che vorrebbero considerare De Caprio e Savaglio come espressione di Forza Italia. Particolare di non poco conto, che verrà sicuramente fatto pesare in sede di trattativa, che si preannuncia alquanto animata (per usare un eufemismo) anche per le guerre di potere interne agli stessi partiti. Assodato infatti che la vicepresidenza e la guida del consiglio regionale a questo punto potrebbero essere appannaggio dei partiti di Meloni e Salvini resta da risolvere il nodo nomi.

Soprattutto in casa Lega non tutti sembrano gradire l’intenzione del Capitano – decisore ultimo e insindacabile – di garantire l’ambitissimo posto al sole – la vicepresidenza della Regione – a Cataldo Calabretta (nella foto) da Cirò Marina. La star della tv di Stato – reduce dalla conduzione nientedimeno di Casa Sanremo, evento collaterale al Festival – già avvocato/agente, amico e confidente di Elisa Isoardi, ex fidanzata di Matteo. Anche perché i quattro consiglieri eletti in regione – Calabretta non ha partecipato alla competizione e quando si presentò nel 2014 con Forza Italia si fernò a 924 preferenze – sostengono che la regola che vieta i doppi incarichi non debba valere in una regione dove non è prevista la figura del supplente. I leghisti Tilde Minasi, Pietro Raso, Filippo Mancuso e Pietro Molinaro attendono dunque le direttive da Bellerio ma se Atene piange sparta non ride e la situazione è “calda” anche nelle file di FdI dove un’unica poltrona ha, come sempre accade, molti più pretendenti.

A scalpitare l’ex consigliere Fausto Orsomarso, che non si è ricandidato proprio in virtù di un accordo pre-elettorale secondo il quale avrebbe dovuto ottenere un posto in Giunta e l’ex sindaco di Catanzaro Michele Traversa, che sarebbe sostenuto dalla deputata commissaria regionale Wanda Ferro. C’è poi chi ha preso le preferenze sul campo, Luca Morrone, il consigliere più votato, che chiede a un riconoscimento al suo partito. Resta poi da capire se Forza Italia accetterà di buon grado di non toccare palla. Il tempo stringe e la matassa non sarà semplice da sbrogliare.