Consip non finisce mai. Altri tre mesi di indagini. Il gip chiede ai pm di Roma di indagare anche su Verdini e Abrignani e nuovi accertamenti su Lotti, Bocchino e il padre di Renzi

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Il gip del Tribunale Roma ha ordinato ai pm l’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex senatore di Ala, Denis Verdini, nel provvedimento con cui ha parzialmente accolto la richiesta di archiviazione di uno dei filoni del caso Consip. In particolare il giudice Gaspare Sturzo ha chiesto di indagare Verdini, insieme all’ex parlamentare Ignazio Abrignani e all’imprenditore Ezio Bigotti, in relazione alla gara di appalto Consip FM4. Ai tre è contestato, in particolare, oltre alla turbativa d’asta, il reato di concussione ai danni dell’ex ad della centrale acquisti della pubblica amministrazione, Luigi Marroni, “in relazione alla vicenda Cofely”.

Nello stesso atto, il giudice chiede inoltre alla Procura di indagare l’imprenditore di Scandicci, Carlo Russo, per l’ipotesi di traffico di influenze illecite in concorso con l’imprenditore Alfredo Romeo, l’ex parlamentare Italo Bocchino e Tiziano Renzi “(solo per quest’ultimo esclusa la posizione di Becchini) quanto alle posizioni dell’ex ad di Consip Luigi Marroni, dell’allora direttore del patrimonio Inps Daniela Becchini e dell’allora ad di Grandi Stazioni Silvio Gizzi“. Russo deve essere indagato anche per due episodi di tentata estorsione ai danni dello stesso Marroni avvenuti il 10 novembre del 2015 e il 18 maggio del 2016.

Ulteriori indagini, entro il termine di tre mesi, dovranno essere svolte anche sul conto di Tiziano Renzi. Il gip, accogliendo parzialmente la richiesta di archiviazione della Procura, ha chiesto infatti di verificare se ci sia stata o meno una attività di mediazione da parte del padre dell’ex premier per commesse ed appalti, in concorso con l’imprenditore Romeo e l’ex parlamentare Bocchino. Il gip ha disposto ulteriori indagini anche per l’ex ministro dello Sport, Luca Lotti e del generale dei carabinieri, Emanuele Saltalamacchia, per il reato di rivelazione del segreto d’ufficio. Anche quest’ultimi erano già sotto inchiesta.

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