“Destre irrispettose verso il Csm, i cittadini iniziano a capirlo”: parla Moretti, presidente del Comitato Avvocati per il No

Franco Moretti, presidente del Comitato Avvocati per il No, sostiene che il No sia in rimonta perché i cittadini stanno cominciando a capire

“Destre irrispettose verso il Csm, i cittadini iniziano a capirlo”: parla Moretti, presidente del Comitato Avvocati per il No

La leghista Simonetta Matone, ex magistrato, ha detto che sul referendum sulla Giustizia “se prima, grazie all’involontario endorsement di Gratteri, il rapporto tra i sostenitori del sì e quelli del no era 10 a 0. Oggi, grazie all’improvvida iniziativa di Nordio siamo, purtroppo, 10 a 10”.
Franco Moretti, presidente del Comitato Avvocati per il No, è così? Nordio con i suoi attacchi scomposti ai magistrati è diventato il testimonial del No?
“Credo che si tratti di una semplificazione. A mio avviso il pareggio tra il no e il sì e quindi la netta rimonta del no dipendono da una progressiva comprensione, da parte dei cittadini, del significato vero di questa riforma. Attribuire la rimonta a delle singole affermazioni a mio avviso rappresenta un’operazione di sottovalutazione dell’intelligenza degli elettori”.

Matone aggiunge un passaggio pesantissimo: “Tutti noi pensiamo le cose che Nordio ha detto, ma sono cose che non si possono dire pubblicamente”. Voi, dal fronte del No, come leggete questa ammissione: gaffe comunicativa o rivelazione dell’obiettivo reale della riforma?
“Credo che si tratti di un’affermazione gravissima ancor più perché pronunciata da un parlamentare della Repubblica. Se la senatrice Matone condividesse veramente le affermazioni di Nordio, dovrebbe dare evidenza delle prove a sua disposizione. Poiché non lo fa, definirei questo intervento della senatrice Matone come un improvvido tentativo di difendere il Ministro della sua maggioranza, che tuttavia aggrava la mancanza di rispetto per il Consiglio superiore della magistratura opportunamente stigmatizzata da parte del Presidente della Repubblica”.

Secondo voi quali sarebbero, nel merito, queste “cose” che non si possono dire pubblicamente? Qual è il “non detto” della maggioranza: controllo della magistratura, compressione dell’autonomia, oppure una resa dei conti politica?
“Bisognerebbe chiederlo agli esponenti della maggioranza, che tuttavia credo che siano consapevoli del fatto che questa riforma non dà nulla ai cittadini e dà molto alla politica. Probabilmente il ‘non detto’ è proprio questo”.

Sul referendum di marzo: il No, secondo gli ultimi sondaggi, è in rimonta. In uno scenario di affluenza bassa, è dato in vantaggio.
“Penso che il No sia in rimonta perché nel momento in cui ai cittadini si spiega il significato vero di questa riforma, gli stessi non possono che essere contrari”.

Mattarella è intervenuto al plenum del Csm con un richiamo al “rispetto vicendevole” tra le istituzioni. La premier Meloni si è detta d’accordo ma ha interpretato un passaggio del Capo dello Stato come un invito affinché una istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe politiche. A noi è sembrato più un invito a rispettare la magistratura.
“Penso che il significato del messaggio del Capo dello Stato non sia suscettibile di interpretazioni: è stato un chiaro monito a non mancare di rispetto ad un organo di rilevanza costituzionale qual è il Consiglio superiore della magistratura”.

Meloni parla di “parte politicizzata della magistratura pronta a mettersi di traverso” sulla questione dell’immigrazione, per esempio con riferimento alle ultime sentenze. Secondo voi questa narrazione serve a spiegare i problemi del sistema o a costruire un nemico interno per portare a casa il referendum?
“Serve a costruire un nemico interno e certamente non serve a spiegare i problemi del sistema. La magistratura applica le regole. Se il governo non è soddisfatto di alcune sentenze, dovrebbe, nel reciproco rispetto istituzionale, correre ai ripari adottando dei provvedimenti che siano conformi ai principi del diritto nazionale e sovranazionale piuttosto che ribadire che c’è una parte politicizzata della magistratura che rema contro il governo. Questa narrazione è vecchia ormai di decenni e credo che convinca sempre meno persone”.

Domanda secca di credibilità: perché un elettore moderato dovrebbe fidarsi più di voi che del governo quando dite “questa riforma è pericolosa”? “
“La concretezza della nostra critica dipende dal fatto che in questa riforma non c’è nulla di utile per i cittadini. I problemi veri della giustizia che vengono percepiti dalle persone non sono stati nemmeno presi in considerazione. Quindi il nostro no è tutt’altro che ideologico. È concretissimo: è il no ad una riforma che la politica fa per sé stessa e non per le persone”.