Le Lettere

Epstein & Sharia

Sono sempre stato contrario alla pena di morte, ma quando leggo dei misfatti di Epstein e suoi amici, il mio credo umanista traballa e penso che forse la pena capitale sarebbe adeguata a tali crimini.
Egidio Leoni
via email

Gentile lettore, confesso che anche le mie più radicate convinzioni vacillano. Cosa può esserci di più disumano di ciò che esonda dagli Epstein files? Lo stupro sistematico di minorenni è il crimine più veniale. Leggiamo di gente che assiste alla tortura di bambini, poi presumibilmente uccisi: “Mi è piaciuto molto il video delle torture” scrive un miliardario in un’email a Epstein. “Ti sei perso una festa grandiosa con 12 bimbe dell’East Side di un anno d’età” gli scrive un noto agente letterario. Gente che uccide neonati e ne mangia le viscere in riti di cannibalismo satanico. Mi chiedo: per costoro non sarebbe adeguata la pena di morte? A scanso di equivoci avverto che queste mie considerazioni personali non sono state discusse né avallate dalla direzione de La Notizia. La giustizia di noi popoli “civili” è incardinata sul doppio concetto di espiazione e recupero sociale. Ma quale recupero è possibile per chi commette crimini siffatti? Una pena detentiva, magari mitigata nel tempo da trattamenti di clemenza, può dirsi adeguata? In alcuni Paesi islamici vige la regola – prevista, credo, dalla sharia – che sia la famiglia della vittima a decidere se applicare la pena di morte. Confesso che tale sistema, pur tra mille dubbi, mi appare forse più adeguato e umano che non la condanna detentiva elargita da aridi codici penali. Ma in definitiva sulla questione non ho una risposta, ho solo dubbi.

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