Fonseca si sta riprendendo la Roma. Il tecnico ha dato una nuova identità alla squadra. Merita la fiducia dei tifosi e della società

Le voci di inizio stagione, ancora prima che la squadra entrasse in campo nelle prime partite di campionato, parevano esagerate, fuori contesto e soprattutto ingenerose verso un allenatore che nello scorso anno aveva già dimostrato di saper lavorare bene in mezzo alla difficoltà e di avere la capacità di valorizzare i giocatori presenti in rosa, adattandosi alle loro caratteristiche e amalgamando sapientemente pregi e difetti dei propri giocatori.

L’arrivo della nuova proprietà Friedkin e l’assenza di un direttore sportivo erano segnali di una nuova situazione con poche certezze per la piazza di Roma, una situazione in bilico che ha coinvolto pure l’allenatore. Fortunatamente, si è potuto tornare a parlare e discutere di “calcio giocato”: è qui che Fonseca e la sua Roma, la cui quota vincente di inizio stagione in campionato ed Europa League era piuttosto elevata, hanno dimostrato invece di possedere un buon valore tecnico, capace di garantire una stagione positiva sia in chiave italiana che in ambito europeo.

Accontentato dalla proprietà, in extremis, sull’acquisto di Smalling, ma non nel completamento delle diverse lacune presenti in rosa, l’allenatore ex-Shakhtar Donetsk si trova a lavorare su una squadra composta da un bel mix di gioventù ed esperienza, che però denota una scarsa profondità soprattutto nel ruolo di esterno destro, a centrocampo e nella batteria dei trequartisti dietro alle punte Dzeko e Borja Mayoral: l’armeno Mhkitaryan e Pedro sono accompagnati, infatti, solo dalla verve del canterano Carles Perez, e occasionalmente potrebbero essere aiutati da Pellegrini. Troppo poco per una squadra che si appresta a giocare più volte ogni tre giorni, impegni che porteranno a un ampio consumo di energie fisiche e mentali.

Proprio il nome di Lorenzo Pellegrini dimostra come l’allenatore sia un vero e proprio conoscitore del gioco: Paulo Fonseca sta infatti cercando di adattare il trequartista italiano a un ruolo più arretrato, nel cuore del campo al fianco di Jordan Veretout. Un ruolo inconsueto per Pellegrini, più abituato a giocate più estemporanee sulla trequarti: davanti alla difesa dovrà trovare più continuità nella giocata nei novanta minuti, più affidabilità e soprattutto più peso specifico anche in fase di non possesso. La strada che ha scelto l’allenatore è però questa: il tentativo è quello di schierare e sfruttare al massimo la quota tecnica presente in rosa, non alternando così Pellegrini ai due trequartisti avanzati, ma cercando di aggiungere la sua qualità in un ruolo più arretrato, aiutando così anche la circolazione della palla nella prima impostazione, un fondamentale che non può garantire né il polivalente Veretout né il tentennante Cristante.

Fonseca si sta riprendendo pian piano, con il lavoro quotidiano e la sua indubbia abilità calcistica, la Roma. Sta alternando una fase difensiva a tre e a quattro, sta rilanciando lentamente un elemento come Karsdorp, sta valorizzando al pieno delle sue potenzialità Spinazzola sulla corsia mancina, ha dato fiducia a Mirante e ha recuperato Dzeko, vicino alla Juventus fino a pochi giorni dalla fine del calciomercato estivo. Fonseca ha consegnato un’identità alla Roma: merita la fiducia della piazza e della società.

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