Guerra di poltrone in Calabria. Così la Lega paralizza la Giunta. Gli esponenti locali del Carroccio reclamano posti. Anche per l’ex agente della Isoardi, Calabretta

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Jole Santelli ha tutta l’intenzione di arrivare al primo consiglio regionale con tutti i tasselli al proprio posto. Cioè con la squadra di assessori e il vicepresidente della giunta che presiede, quella della Regione Calabria, pronti per essere operativi. Ma si sa, la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni e l’appuntamento fissato per domani in prima convocazione, potrebbe essere una data troppo vicina per trovare la squadra e “sedare” gli appetiti dei tanti pretendenti. All’ordine del giorno la surroga del consigliere Domenico Creazzo, attualmente agli arresti domiciliari, con Raffaele Sainato; e fin qui tutto liscio ma già al secondo punto potrebbero sorgere le grane: l’elezione del presidente del consiglio regionale.

LEGHISTI SPACCATI. Se con Fratelli d’Italia l’accordo è stato già raggiunto – al partito di Giorgia Meloni andranno un assessorato e due commissioni – le dolenti note sorgono con la Lega, dove le fibrillazioni interne ancora non sono giunte ad una mediazione. Da una parte “il territorio” con il deputato di Lamezia Terme, eletto in Calabria, Domenico Furgiuele, l’europarlamentare Vincenzo Sofo e i tre consiglieri regionali (Tilde Minasi, Pietro Raso e Pietro Molinaro) e dall’altro i vertici nominati direttamente da Via Bellerio (leggi da Salvini) cioè il bergamasco Cristian Invernizzi e Walter Rauti, lombardo di origini calabresi, nominato vice responsabile nazionale per gli Enti locali. Questi ultimi due chiedono la presidenza del consiglio, per la quale sarebbe già stato indicato il catanzarese Filippo Mancuso. Ma gli “autoctoni” non ci stanno e addirittura avrebbero minacciato di non votarlo.

Un vero e proprio boicottaggio, contro la gestione Invernizzi e la sua linea. Inconcepibile, a loro giudizio, non avere rappresentanti in giunta: la loro proposta, fatta arrivare alla Santelli, è infatti quella di avere due assessorati. Uno per il consigliere Molinaro e l’altro per l’avvocato di Cirò Marina Cataldo Calabretta, molto vicino a Matteo Salvini sin dai tempi del suo fidanzamento con la conduttrice Elisa Isoardi di cui Calabretta, anch’egli volto televisivo dell’ammiraglia Rai, curava i contratti. In alternativa, un solo posto in giunta (per Calabretta – ubi maior minor cessat – anche se l’ex presidente calabrese di Coldiretti, Molinaro, minaccia battaglia), un incarico nell’ufficio di presidenza del Consiglio e due presidenze di commissioni importanti.

COLPI BASSI. Troppa carne al fuoco e la governatrice pare abbia rispedito al mittente le richieste, rimanendo fedele al suo proposito iniziale di concedere un solo posto “di peso” per ogni partito o sigla del centrodestra che ha sostenuto la sua candidatura alla guida della Regione. E a passare sarà con ogni probabilità la sua linea, sposata da Invernizzi, peraltro bloccato a Bergamo per le restrizioni imposte dal governo per fronteggiare la crisi sanitaria, che sarebbe disposto ad accettare lo schema della Santelli e a opzionale la presidenza del Consiglio per Mancuso, “boicottaggio permettendo”.

Se così fosse la Lega potrebbe rimanere fuori dalla giunta regionale, in cui invece dovrebbero trovare posto Gianluca Gallo (Fi), Fausto Orsomarso (Fdi) e Franco Talarico (Udc), oltre al capitano Ultimo e all’astrofisica Savaglio, scelti personalmente dalla Santelli. Giunta che, in piena emergenza Coronavirus, dovrà essere in ogni caso operativa al più presto.