L’Aifa è incurabile. In sei mesi il presidente dell’Agenzia ha speso 95mila euro per i viaggi

di Sergio Patti
Cronaca

Il coperchio sulla gestione allegra dell’Aifa, la potente Agenzia nazionale del farmaco super protetta dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin, è saltato da tempo. Vicende come lo stipendio da 767mila euro del direttore generale Luca Pani, di gran lunga più alto del tetto di 240mila fissato dal Governo, o la parentopoli del capo della segreteria tecnica della direzione, Gianluca Polifrone, sono state raccontate da questo giornale e diventate oggetto di dure interrogazioni parlamentari, sostenute in particolar modo dal senatore Lucio Barani, appartenente al gruppo di Denis Verdini e dunque politicamente persino vicino alla stessa Lorenzin. Nella bufera anche il presidente Giovanni Melazzini, preso di mira dai deputati Cinque Stelle per aver finanziato con 50mila euro l’ultimo Meeting di Comunione  e Liberazione, non proprio una finalità per cui può spendere i suoi soldi l’Aifa. Situazioni imbarazzanti e anche penalmente pericolose, che hanno convinto Pani ad annunciare l’uscita di scena, con la rinuncia a correre per una conferma dell’incarico.

SCUSE FRAGILI – Con una serie di dichiarazioni, l’Agenzia ha però garantito la correttezza dell’operato dei propri vertici, tutti impegnatissimi nel perseguire una gestione corretta e parsimoniosa delle risorse pubbliche. Assicurazioni che stridono enormemente con la realtà se solo si va a spulciare tra le cosiddette spese di rappresentanza. Qui infatti a sorpresa salta fuori che il presidente Melazzini è riuscito a integrare il suo già rotondissimo stipendio con altri 95.723,47 euro per le spese di viaggio e alloggio sostenute tra gennaio fine giugno di quest’anno. Una somma che senza considerare anche i sabato, le domeniche, Pasqua e tutte le altre festività fa una media di oltre 500 euro al giorno. Per capirsi, come se si partisse e tornasse tutti i giorni per Londra o per una qualunque altra capitale europea a scelta. L’importo delle spese di viaggio del presidente, che di fatto significano una considerevolissima integrazione dello stipendio, comprendono i biglietti aerei, dei treni, taxi e del noleggio di un’auto con conducente “adeguata alle condizioni del presidente”, affetto da una patologia grave e invalidante.

DI MALE IN PEGGIO – Per questo motivo l’Aifa il 30 luglio scorso ha pensato bene di comprare un’auto adeguata a queste condizioni, spendendo un’altra barca di soldi per un veicolo che non servirà più una volta uscito Melazzini dall’Agenzia. Un capolavoro di buona gestione, in sostanza, di fronte alla quale il ministero della Salute che dovrebbe svolgere il ruolo di controllante in realtà pare non controllare un bel niente.