Nuovi fari sul caso Palenzona. Draghi e Consob in azione. Nel mirino gli aiuti all’imprenditore Bulgarella. E Unicredit nella tempesta taglia diecimila posti

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di Monica Tagliapietra L’aria in Unicredit sta diventando irrespirabile. E lascia senza parole vedere rappresentanti degli azionisti e dirigenti che preferiscono restare attaccati alle loro poltrone piuttosto che farsi da parte per favorire così il ritorno di un clima sereno nell’istituto. La vicenda che rischia di cambiare in profondità la maggiore banca italiana è l’inchiesta sulll’imprenditore Andrea Bulgarella, sospettato di avere rapporti con la mafia siciliana, riuscito a ottenere linee di credito spropositate grazie al presunto interessamento del vice presidente Fabrizio Palenzona. Una storia dove ci sono molti aspetti da chiarire, ma anche fatti incontrovertibili come la montagna di soldi erogati, Una fortuna che senza santi in Paradiso non capita certo ai tanti imprenditori che chiedono affidamenti immensamente più contenuti. Su questa storia perciò è esploso il nervosismo di numerosi azionisti e ieri anche l’attenzione della Consob, l’Autorità di controllo sui mercati. NO AI CAPRI ESPIATORI “Abbiamo acceso un faro, abbiamo chiesto chiarimenti” a UniCredit, ha detto il presidente Consob, Giuseppe Vegas. Un faro che si accende subito dopo quello della Banca centrale europea, che ormai ha tra le sue funzioni anche la vigilanza bancaria. Un pressing, insomma, che non può far passare quasi sotto silenzio un’accusa tanto grave come quella piovuta sul vice presidente dell’istituto. La banca guidata da Federico Ghizzoni ci aveva provato a mettere la sordina, confermando la fiducia del board a Palenzona, nonostante si tratti di un personaggio universalmente riconosciuto come anello di congiunzione di molti poteri forti del Paese. Alla peggio si era deciso di far pagare il conto ai due dirigenti a capo dei crediti, Massimiliano Fossati e Alessandro Cataldo. Troppo facile secondo Consob e Bce. E adesso si attende di capire che altro può succedere mentre Unicredit deve assestare i conti col nuovo piano industriale che sarà presentato tra due settimane. E non sarà un passeggiata di salute. IMBARAZZO Il piano prevederebbe infatti diecimila esuberi di personale, un salasso necessario per far aumentare la redditività del capitale investito dai grandi soci, di cui proprio Palenzona è esponente di punta. per l’immagine della banca si tratta dunque di un duro colpo reputazionale, aggravato dalla scoperta di personaggi non dipendenti liberi di manovrare ai piani alti, come l’assistente di Palenzona, Roberto Mercuri, adesso allontanato.

AGGIORNAMENTO DEL 31 OTTOBRE 2015

Il Tribunale del riesame di Firenze ha annullato oggi il sequestro degli atti eseguito a carico del vice presidente di Unicredit Fabrizio Palenzona, nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti all’imprenditore di origine trapanese Andrea Bulgarella. Il tribunale del riesame ha ritenuto che le prove portate dai difensori degli indagati abbiano dimostrato che Unicredit non ha mai approvato il piano di ristrutturazione.

Inoltre, secondo i giudici del riesame, dallo stesso decreto di sequestro emergerebbe l’estraneità dell’imprenditore di origine trapanese operante a Pisa da anni, con Cosa Nostra e in particolare con il boss siciliano ancora latitante Matteo Messina Denaro. Il Tribunale del riesame di Firenze sottolinea che Bulgarella se ne andò da Trapani proprio per evitare questo tipo di collusione. Confermato invece il decreto di sequestro nella parte in cui tratta dei rapporti fra Bulgarella e l’ex direttore generale della banca di credito cooperativo della Cascina Vincenzo Littara per gli affidamenti “imprudenti” della banca alle imprese del suo gruppo. La banca lo scorso anno era stata commissariata da Bankitalia.