Roma, il manager multipoltrona in odore di conflitto d’interessi

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di Stefano Sansonetti

Una rete di affari che è a dir poco eterogenea. Si va dalle assicurazioni alla consulenza, dal private equity all’ingegneria, dalle costruzioni alla progettazione di aeromobili e veicoli spaziali. Che dire, è un bagaglio di business particolarmente ricco quello che si porta dietro Danilo Broggi, nuovo amministratore delegato dell’Atac, la disastrata società del trasporto pubblico locale di Roma. Il fatto è che andando a curiosare nei vari consigli di amministrazione dove Broggi siede, ci si imbatte in due settori come minimo “limitrofi” alle sfere d’azione della medesima Atac. Del manager, fortemente voluto dal sindaco Ignazio Marino, finora è stata ricordata essenzialmente l’esperienza a capo della Consip, la centrale acquisti del ministero dell’economia.

Le novità
Si dà però il caso, tanto per fornire un primo esempio, che adesso Broggi sia anche consigliere di amministrazione di Genesi, un gruppo di private equity che gestisce tutta una serie di società di gestione del risparmio. Una di queste, Fondamenta sgr, investe in settori come energia, infrastrutture e immobili. In particolare ha in pancia un “mattone” da 200 milioni di euro. Ebbene, c’è chi fa notare come il settore immobiliare sarà cruciale per l’Atac, proprio perché da eventuali dismissioni potrebbero derivare le risorse necessarie a riequilibrare i vari buchi di bilancio. E’ appena il caso di ricordare che la società del comune di Roma tra il 2010 e il 2012 ha accumulato perdite per 650 milioni e debiti per 744. Ma all’attivo di Broggi c’è anche una poltrona nel cda di Sirti, società di ingegneria di impiantistica di rete che, come si legge proprio sul suo sito internet, sviluppa soluzioni anche per il trasporto pubblico locale. E quindi lo stesso settore nel quale il manager si troverà a operare come capo dell’Atac. Broggi, tra l’altro, è pure consigliere di amministrazione di H.I.I.T. – Holding italiana investimenti tecnologici, società che controlla Sirti con un 73% delle azioni che risultano in pegno a Intesa Sanpaolo. Altra curiosità viene fuori dall’azionariato da H.I.I.T., dal quale spunta un folto drappello di società lussemburghesi: Blue Sky Financial Holdings, Mezzanove Finance, Opportunuty Investments, Stella Jones Industrial, Global System Holding.

Le altre società
Broggi, tra l’altro, accompagna all’incarico in Atac anche un altro scranno pubblico. L’ex ad di Consip, infatti, è presidente di Poste Assicura, società di consulenza assicurativa del colosso statale guidato da Massimo Sarmi. E sempre del settore della consulenza, più in generale rivolta al mondo societario, fa parte una recentissima creatura di Broggi. Si chiama Global Merchant Technology Consulting, società nata il 17 maggio del 2013 di cui il manager ha anche il 90% del capitale. Così come è nata in tempi recenti, per la precisione il 27 dicembre del 2012, la Gf srl, una holding di partecipazioni di cui Broggi è consigliere di amministrazione. Per inciso il 70% di Gf fa capo al gruppo Genesi, anche in questo caso in pegno a Intesa Sanpaolo. A completare il quadro ci sono altre due partecipazioni azionarie ascrivibili al nuovo capo dell’Atac. C’è un 27,5% detenuto in K4A srl, società che progetta aeromobili e veicoli spaziali, e un 44% in Aurora Finiture e Restauri, società di costruzioni la cui quota residua di capitale è in mano ad alcuni parenti del manager. Infine Broggi risulta presidente del Centro per la cultura d’impresa, un’associazione di ricerca fondata dalla Camera di commercio di Milano.

La spiegazione
Contattato da La Notizia, Broggi ha naturalmente escluso l’ombra del conflitto d’interessi. “Dal punto di vista del diritto”, ha detto, “quello che conta è se ci sono profili di incompatibilità. In questo momento, dopo una preventiva valutazione da parte dell’amministrazione comunale, non sono state riscontrate ipotesi del genere”. Anche perché, ha continuato, “il conflitto d’interessi non c’è in quanto nessuna di queste società lavora per Atac”. Naturalmente si tratta della posizione di Broggi, evidentemente avallata dal comune. Di sicuro, pur alle prese con un’azienda disastrata, nei prossimi mesi l’agenda del manager sarà piena anche di altri impegni.