Sequestrati i vestiti donati all’ammiraglio Vecciarelli. Per i magistrati l’ex capo di Stato Maggiore avrebbe avuto regali in cambio di aiuti nelle gare della Difesa

ENZO VECCIARELLI
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Acquisiti dagli investigatori, su ordine della Procura della Repubblica di Roma, i capi di abbigliamento e gli oggetti che gli inquirenti sospettano siano stati il prezzo pagato da alcuni imprenditori, al timone di due aziende, per corrompere l’ex capo di Stato Maggiore, Enzo Vecciarelli.

A piazzale Clodio, facendo scattare il blitz tra la capitale e Biella, hanno così impresso un’accelerazione all’inchiesta che coinvolge l’alto ufficiale. I materiali acquisiti finiranno nel fascicolo e serviranno a valutare la sussistenza delle contestazioni. L’indagine nel luglio dell’anno scorso portò a una serie di misure cautelari per pubblici ufficiali appartenenti alle forze armate e imprenditori, accusati, tra l’altro, di frode nelle forniture e turbativa d’asta, relativamente ad appalti per le forniture all’Esercito, all’Arma dei Carabinieri, all’Aeronautica Militare e alla Guardia di Finanza, per un valore complessivo di 18,5 milioni di euro.

Ben 49 le persone indagate e 15 le aziende coinvolte. Ma a far alzare il livello dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma è stato il coinvolgimento appunto di Vecciarelli, che a novembre ha ceduto il posto all’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone (leggi l’articolo). Solo “un legittimo reciproco scambio di regali tra la famiglia del generale e quella degli imprenditori”, assicurano intanto i difensori dell’ex capo di Stato Maggiore. E lo stesso Vecciarelli ha sempre negato di essersi lasciato corrompere, assicurano di aver servito il Paese con il massimo impegno e con senso delle istituzioni.

Dall’archivio: Appalti truccati nelle Forze Armate, rischiano in 17. Chiusa la prima tranche dell’indagine. Nella seconda è coinvolto l’ex capo di Stato Maggiore Vecciarelli.

Riceviamo e pubblichiamo

Il sottoscritto Avv. Lorenzo Contrada, del Foro di Roma, difensore di fiducia dei sig.ri Eugenio GUZZI e Rosa LOVERO, indagati nell’ambito del procedimento penale n. 40761/2021 RG.N.R, pendente dinanzi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma nei confronti di Vecciarelli Enzo più altri soggetti, rappresenta quanto segue.
Nell’ambito del procedimento penale indicato in epigrafe, il Generale Enzo Vecciarelli, nel negare ogni addebito in ordine alle contestazioni formulate dalla Procura, ha chiarito come con i sig.ri Guzzi e Lovero esista un rapporto di amicizia consolidato nel corso degli anni e che, pertanto, i capi di abbigliamento di cui al capo di imputazione devono essere ricondotti nell’ambito di uno scambio di regali reciproco, avvenuto proprio in considerazione di tale rapporto amicale. Tale dato è stato confermato anche dai sig.ri Guzzi e Lovero, nonché successivamente diffuso dagli organi di stampa in data 28 ottobre 2021.
Ebbene, dopo aver assunto l’informazione in merito alla reciprocità dei regali tra Vecciarelli e i coniugi Guzzi-Lovero, la Procura di Roma, proprio al fine di riscontrarne la veridicità, con decreto del 1 dicembre 2021, ha disposto che la Polizia Giudiziaria procedesse all’ispezione delle abitazione dei coniugi Guzzi- Lovero e della società Technical Trade S.r.l. (società riconducibile ai due coniugi), con il fine precipuo di rinvenire beni donati dal Generale Vecciarelli.
Nel verbale di ispezione, redatto presso l’abitazione dei miei assistiti in data 14 dicembre 2021, si è dato puntualmente conto di tutti i beni ivi rinvenuti, risultando, dunque, riscontrate le dichiarazioni rese circa la reciprocità dei regali effettuati.
Alla luce di quanto evidenziato, lo scrivente difensore intende smentire categoricamente le notizie riportate dagli organi di stampa che hanno riferito in merito a presunti “sequestri” e “perquisizioni” nei confronti dei sig.ri Guzzi e Lovero, risultando tali informazioni fuorvianti, errate ed atte a distorcere la realtà sull’attività in concreto espletata dall’Autorità procedente.