Stipendi pazzi parentopoli e fondi ai Ciellini. All’agenzia del farmaco il direttore Luca Pani verso l’addio

di Fabrizio Gentile
Primo piano

La bufera ai vertici dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, potrebbe avere presto risvolti clamorosi. A quanto pare il direttore generale dell’ente, Luca Pani, pesantemente messo sotto accusa da alcune interrogazioni parlamentari, nell’ultimo consiglio di amministrazione avrebbe annunciato l’intenzione di lasciare la poltrona. Ad aprire il fuoco contro Pani era stato il senatore di Ala Lucia Barani, che a inizio agosto aveva denunciato in un’interrogazione una sorta di parentopoli all’interno dell’Agenzia che svolge la delicatissima attività regolatoria dei farmaci in Italia.

CONTESTAZIONI
In particolare nell’atto parlamentare si ricostruiva come Pani avesse assunto a capo della segreteria tecnica Gianluca Polifrone, dopo aver imbarcato un anno prima la moglie di quest’ultimo, Caterina Latronico. Con un’altra interrogazione, presentata qualche giorno fa sempre da Barani ai ministri dell’economia, Pier Carlo Padoan, e della salute, Beatrice Lorenzin, il senatore di Ala ha invece acceso un faro sulla gestione del superamento del tetto al compenso per lo stesso direttore generale. Nel dettaglio l’interrogante ha denunciato coperture per evitare di far restituire a Pani la somma di 647 mila euro liquidati in tre anni in aggiunta al già ricco stipendio di 240 mila euro l’anno. Ancora, Barani nell’interrogazione ha puntato l’indice su un contributo di 50 mila euro che sarebbe stato disposto a favore del Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione su richiesta del presidente del consiglio di amministrazione dell’Aifa, Mario Melazzini. Insomma, fatti scottanti che stanno mettendo in non poca difficoltà i vertici dell’Aifa.

SVILUPPI
Per questo lo stesso Pani, di sicuro tra quelli più messi in difficoltà dalle interrogazioni, nell’ultimo consiglio di amministrazione dell’ente avrebbe alzato il velo sulle sue intenzioni di lasciare la tolda di comando dell’Agenzia per il farmaco. C’è chi dice che dietro il probabile passo indietro di Pani ci sia anche un confronto acceso con il ministro della salute, non molto contento dei retroscena venuti fuori dalle interrogazioni. Il presidente Melazzini, dal canto suo, ha provato a minimizzare il contributo di 50 mila euro al Meeting ciellino di Rimini. Ma con i grillini e tanti altri partiti all’attacco adesso la situazione sembra a un passo dal precipitare.Non un buon momento, quindi, per un ente strategico.