Agol, il giovane think tank delle vecchie lobby. Vogliono cambiare il Paese, ma tra maxifeste, aperitivi e cocktail in realtà viene servito un super inciucio tra soliti noti

di Stefano Sansonetti
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di Stefano Sansonetti

Ormai è impossibile farne una lista anche solo indicativa. I pensatoi o think tank fatti in casa sono diventati talmente tanti che risulta sin troppo chiaro come l’unico vero obiettivo sia quello di fare lobby a tutto spiano, tessendo rapporti a destra e a sinistra. Basta vedere quello che è successo l’altro ieri sera a Roma, nella centralissima Lanterna Fuksas di via Tomacelli. Qui si celebrava il secondo compleanno di Agol, non proprio umile acronimo che sta per “associazione giovani opinion leader”. Il cui scopo, si legge sul sito, è quello di “affrontare in modo innovativo ed ambizioso le sfide della nostra generazione”, rispettando “il passato, con curiosità e slancio”. Poi si scopre che Agol dopo soli due anni vanta già sponsorizzazioni e appoggi economici non indifferenti. La serata, per dire, è stata organizzata con la collaborazione di Coca-Cola, presente attraverso Vittorio Cino, il capo delle relazioni istituzionali. Tra gli sponsor c’erano Edison, rappresentata dal direttore delle relazioni esterne Andrea Prandi, e il gruppo Maccaferri, da cui è arrivato il capo della comunicazione Piero Tatafiore. Tra gli altri sponsor c’erano anche Poste e Lottomatica. Ebbene, presidente di Agol è Pierangelo Fabiano, un comunicatore che si è fatto le ossa in discoteca organizzando feste ed eventi. Sarà per questo che va molto d’accordo con un altro protagonista della serata, ovvero Michelangelo Suigo, capo delle relazioni istituzionali di Vodafone che non perde mai un appuntamento mondano. Segretario generale di Agol, invece, è Antonio Vella, che fa l’assistente del presidente del Campus Biomedico di Roma (zona Opus Dei, quindi). Tra gli intervenuti c’era un po’ tutto il gotha del lobbismo fatto in casa. Da Gianluca Comin (ex Enel) a Paolo Messa (editore e consigliere Rai), da Luigi Antonio Madeo (rapporti col Parlamento per Poste) a Maurizio Masciopinto (già relazioni esterne del Dipartimento pubblica sicurezza). Così, tra sbandierati nuovi progetti per l’Italia, e molto più concrete preparazioni di cocktail, parte il solito giro della giostra (molto romana) delle relazioni. Con quali effetti per il Paese non è molto chiaro.

Twitter: @SSansonetti