Al Cnel colpo di coda di Marzano

di Stefano Sansonetti
Economia

di Stefano Sansonetti

Non c’è niente da fare, non ne vogliono sapere. L’ultimo capitolo della resistenza del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro soppresso dalla riforma costituzionale approvata dal Senato, è stato messo nero su bianco due giorni fa. Il presidente dell’organo, l’ex ministro Antonio Marzano, ha preso carta e penna e ha scritto al presidente del consiglio, Matteo Renzi. Il fatto è che nel luglio 2015 scade il mandato degli attuali componenti del Cnel. Visto però che secondo la legge le procedure di nomina devono essere attivate 9 mesi prima, Marzano sollecita al premier un chiarimento, anche al fine “di evitare taluni possibili contenziosi”. Già si capisce l’antifona.

IL PRESSING
Tra l’altro alcune associazioni, soprattutto sindacali, stanno facendo pressione per far entrare i loro candidati nella struttura. Che nel frattempo, nonostante abbia il destino segnato, continua a stipendiare sindacalisti come Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni, Carla Cantone e big di Confindustria come Marcella Panucci e Daniel Kraus (25 mila euro ciascuno). Senza contare che si spendono ancora 6 mila euro per ogni convocazione dell’assemblea, tra spese di viaggio dei consiglieri e oneri vari. Ma come è possibile tutto questo, visto che il Cnel dovrebbe essere abolito? Semplice, perché la riforma costituzionale che lo sopprime deve ancora passare al vaglio della Camera. E c’è chi spera che il percorso possa incepparsi per salvare prebende e strapuntini. La Notizia (vedi il numero del 7 ottobre) ha già raccontato come nella struttura sia in corso un confronto acceso tra il segretario generale Franco Massi, che in varie note ha sollecitato la riduzione delle spese al minimo indispensabile in vista della chiusura, e lo stesso Marzano, secondo il quale invece l’attività dell’organo è programmata e non si può cambiare niente fino a quando il Cnel resta in piedi.

GLI SVILUPPI
Adesso il presidente sembra addirittura rilanciare. Marzano scrive a Renzi che, come prevede la legge, nove mesi prima della fine del mandato del Cnel palazzo Chigi deve dare avviso di tale scadenza sulla Gazzetta Ufficiale. Questo termine decorre dal prossimo 27 ottobre: “ed è prevedibile, come peraltro sta accadendo per le vie brevi e informali, che le componenti attuali e quelle aspiranti chiedano come ottemperare a tali scadenze”. Dal Cnel, in effetti, fanno sapere che Federdistribuzione e Confapi hanno già fatto richiesta di nominare un loro uomo. Per quanto ci sia un disegno di legge che ne prefigura la soppressione, scrive ancora Marzano, “la legge ordinaria impone alcuni obblighi che è mio dovere segnalare a questa presidenza”. Da qui la richiesta di chiarimenti a palazzo Chigi, che formalmente deve attivare la procedura di nomina, anche “per evitare taluni possibili contenziosi che potrebbero insorgere presso gli organi giudiziari competenti”. Nel frattempo “questo consiglio prosegue nello svolgimento dei propri compiti istituzionali, assicurando la propria attività di alta consulenza costituzionale”. Nessuno, nel carrozzone moribondo, vuole gettare la spugna.

Twitter: @SSansonetti

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