Altro che invasione dei barconi. E’ boom di stranieri in Italia. Ma sono quasi tutti comunitari. A dirlo è Blangiardo, il presidente dell’Istat voluto da Salvini

di Clemente Pistilli
Politica

Altro che invasione da parte dei migranti provenienti dall’Africa profonda. Altro che emergenza dovuta a chi salta su un barcone per cercare fortuna in Europa. In Italia il numero di stranieri è consistente, è quadruplicato negli ultimi venti anni, è uno dei Paesi del vecchio continente in cui è cresciuto maggiormente, ma la maggior parte di stranieri attualmente presenti sul suolo nazionale sono comunitari. E chi varca i confini lo fa soprattutto per ricongiungersi ai familiari già presenti nell’Ue.

A mostrare per l’ennesima volta quanto sia ingannevole la campagna di Matteo Salvini sui porti chiusi e contro le Ong che salvano vite nel Mediterraneo sono i dati snocciolati dal presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, in Commissione affari costituzionali alla Camera dei deputati. Un doppio schiaffo per il Capitano, visto che proviene dal prof che proprio lui ha voluto al vertice dell’Istituto nazionale di statistica e considerato da tempo particolarmente vicino alla Lega.

L’INDAGINE. La Commissione affari costituzionali sta svolgendo un’indagine conoscitiva in materia di politiche dell’immigrazione, diritto d’asilo e gestione dei flussi migratori. In audizione è stato così sentito il presidente dell’Istat, al fine di avere una fotografia aggiornata sul fenomeno migratorio. Blangiardo ha subito precisato che dal 1998, l’anno in cui vi sono i primi dati disponibili in materia, al 2018, il numero di stranieri in Italia è quadruplicato, segnando un +419%. Uno dei tassi di crescita maggiori tra i Paesi europei, con la Polonia che ha toccato un +483%, mentre la Grecia si è fermata a un +393% e l’Irlanda a un +381%. Con il risultato che al 31 dicembre 2018 sono 5.255.503 i cittadini stranieri iscritti all’anagrafe, un +2,2% rispetto all’anno precedente, l’8,7% del totale della popolazione residente. Sono poi 3.714.934 i cittadini non comunitari con un regolare permesso di soggiorno.

OPERAZIONE VERITA’. In totale gli stranieri presenti in Italia provengono da 196 Paesi diversi. Ma le comunità più numerose non sono quelle dei migranti fuggiti dall’Africa che hanno raggiunto le coste italiane a bordo dei barconi, su cui continua a lanciare allarmi la propaganda leghista. Blangiardo, uomo tra l’altro particolarmente vicino a Salvini, ha infatti specificato in Commissione affari costituzionali che la comunità più numerosa è quella romena, composta da 1.207.000 persone. Dunque cittadini provenienti da un Paese dell’Unione europea. Un gruppo seguito da quello degli albanesi (441mila presenze), dei marocchini (423mila presenze), dei cinesi (300mila presenze) e degli ucraini (239mila presenze). Cinque comunità che da sole rappresentano quasi il 50% del totale degli stranieri residenti. Del popolo dei barconi non c’è traccia.

E c’è di più. Sempre il presidente dell’Istat ha infatti assicurato che la maggior parte delle partenze non sono più legate alla ricerca di un lavoro, ma ai ricongiungimenti familiari. Più che disperati pronti a tutto, uomini e donne che cercano di far tornare insieme la loro famiglia. “Se le migrazioni per lavoro sono state prevalenti fino al 2010, dal 2011 il motivo di ingresso più diffuso è divenuto invece il ricongiungimento familiare; nel 2017 le migrazioni per lavoro hanno toccato un nuovo minimo storico con il 4,6% (12.200) del totale dei nuovi permessi”, ha dichiarato Blangiardo, aggiungendo anche che gli stranieri contribuiscono ma non risolvono la piaga del calo demografico. Con buona pace della Lega.

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