Altro che sabotaggio Atac. Inevitabili le fiamme dei bus. I mezzi riparati con ricambi vecchi e già rotti. L’azienda non poteva comprare pezzi nuovi

di Davide Manlio Ruffolo
Cronaca

Nessun sabotaggio ma scarsa manutenzione e veicoli più che datati. Qualcuno aveva adombrato il sospetto che i diversi incidenti che hanno funestato autobus e tram romani non fossero figli del caso o della noncuranza ma piuttosto di un sistematico sabotaggio. Nulla di più falso perché la realtà che emerge dalla consulenza tecnica disposta dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e dal pubblico ministero Mario Dovinola racconta tutta un’altra storia. Una descrizione breve e a tratti disarmante quella dei super periti che fotografa nitidamente lo stato di Atac, ovvero quello di un’azienda economicamente dissestata e incapace di far fronte a tutte le proprie necessità. Ecco spiegato il perché dietro ai sei autobus di linea che, tanto al centro della Capitale quanto nella sua periferia, sono stati oggetto di roghi improvvisi. Incendi paurosi al punto che due di queste vetture non sono state esaminate perché letteralmente divorate dalle fiamme.

La perizia – Ma i restanti 4 sono stati più che sufficienti per arrivare ad un verdetto nient’affatto sorprendente: il parco macchine di Atac è obsoleto, le vetture entrano ed escono senza sosta dalle officine meccaniche e, per via del dissesto finanziario, le riparazioni vengono effettuate sostituendo le parti rotte di un veicolo con quelle provenienti da altri non più marcianti. Assolutamente escluso, questo in sintesi il parere dei consulenti, tanto il dolo quanto la non curanza negli interventi di manutenzione. Venendo meno l’ipotesi del sabotaggio, cosa resta nell’indagine?

Nuovo fascicolo – Al momento ben poco in quanto i magistrati non hanno ravvisato alcun reato ma la partita non è ancora chiusa. Le indagini da parte della Procura di Roma proseguono e sul tavolo del procuratore aggiunto Nunzia D’Elia è già presente un secondo fascicolo relativo ai ripetuti guasti subiti dai tram di linea. Incidenti che ancora una volta hanno portato i magistrati a formulare l’ipotesi di sabotaggio in quanto in prossimità dei freni di emergenza sono stati rinvenuti elementi sospetti quali tappi, sassi e altri materiali. Semplici coincidenze oppure, questo il dubbio dei magistrati, c’è chi ha interesse a boicottare i già precari mezzi capitolini magari per far fallire il risanamento della società?

Linfa vitale – Negli ultimi mesi, da gennaio a oggi, sono più di undici i mezzi Atac letteralmente distrutti dai roghi improvvisi, più di un incidente al mese. Numeri da capogiro che alimentano la convinzione secondo cui all’interno della municipalizzata del trasporto romano i problemi siano davvero gravi e apparentemente irrisolvibili. Eppure la soluzione, seppur fortemente osteggiata da molti, potrebbe essere davvero dietro l’angolo. Grazie alla recente ammissione al concordato, fortemente voluta dal M5S, l’azienda potrebbe trarre nuova linfa vitale così da rilanciarsi e magari offrire un servizio degno di una capitale europea.