Altro che “vacanze romane”. Il Campidoglio sbanda sui festival. Il Tar annulla gli eventi a Villa Ada per errori nel bando. Torna invece il cinema a Trastevere sfrattato dai Cinque Stelle

di Carmine Gazzanni
Roma

Un tempo le vacanze romane erano un qualcosa di unico. Cultura, luci, atmosfera. Ogni angolo della “città eterna” era vivo e vitale. E lo era per iniziativa di ragazzi e giovani che, autonomamente e senza troppi introiti, si davano da fare. La comunità che si riprende i suoi spazi, li rielabora e li rimette a disposizione della stessa comunità. Peccato che la burocrazia a volte ci metta del suo. E peccato che altre volte sia l’amministrazione a mettersi di traverso. Quando poi burocrazia e amministrazione intervengono a gamba tesa insieme, il risultato non può che essere quello che sta accadendo a Roma. Uno degli eventi più attesi dell’estate capitolina è il festival di Villa Ada. Ecco: per quest’anno dimenticatevelo.

Il disastro – Il colpo di scena si è materializzato poche ore prima che il rapper romano Noyz Narcos salisse sul palco di “Roma incontra il mondo” (questo il nome della kermesse). Evento annullato, così come tutti gli altri a seguire. La ragione? La sentenza del Tar, pubblicata il 12 giugno, con la quale si accoglie il ricorso della società Nosb srl. Prima di entrare nel merito di questo ricorso, però, facciamo un passo indietro: Nosb srl è la società che organizzava il festival di Villa Ada (allora si chiamava “Vite-culture Festival”) fino all’anno scorso prima dell’intervento del Comune di Roma. Esattamente un anno fa, infatti, l’amministrazione guidata da Virginia Raggi si impuntò:  “bisogna fare tutto secondo regola, ci vuole un bando pubblico”. Tutto giusto, ci mancherebbe. Avrebbero potuto semmai pensarci prima e invece la decisione blocca l’evento, tanto che alcuni concerti vengono spostati all’ex Dogana del quartiere San Lorenzo. Il bando, alla fine, viene vinto da un’altra società, la D’Ada srl. Ma Nosb presenta ricorso e, alla fine, vince. Ma come mai? Secondo quanto emerge dalla sentenza, i giudici hanno legato la loro decisione alle carenze dell’istruttoria svolta dalla Commissione giudicatrice, visto che “la proposta progettuale del Rti D’Ada fosse in parte irrealizzabile, perché diversi artisti indicati nel programma presentato dal concorrente erano in realtà già impegnati con Nosb”. I numeri aiutano a capire i passaggi: “nel bando non sono state presentate 54 attività, come sostiene la controparte in molteplici interventi sulla stampa ufficiale e online, bensì 21”, spiega ancora Nosb. Che continua: “Di questi 21, 10 erano gia stati contattati e pre contrattualizzati da Nosb”. Un disastro di cui, a quanto pare, l’amministrazione – la stessa che chiedeva il rispetto della legge – non si è accorta.

Bicchiere mezzo pieno – Chi avrebbe voluto assistere ad un concerto potrà ora consolarsi con il cinema all’aperto. Il 2 luglio, infatti, l’arena del Cinema America torna in piazza San Cosimato. Come si ricorderà, Roma Capitale aveva negato l’area di Trastevere all’associazione che dal 2014 vi allestiva il maxi schermo estivo. La ragione? Anche qui, lo spasmodico desiderio di indire un bando pubblico, contestato dai ragazzi del cinema America che non avevano partecipato. Alla fine nessuno si è presentato. Così, si è arrivati al compromesso, di fatto una vittoria per i ragazzi: il Comune, e nella fattispecie il vicesindaco Luca Bergamo, ha accolto la nuova richiesta di occupazione di suolo pubblico presentata dall’Associazione. Un consiglio ai ragazzi del Cinema America: si potrebbe proiettare “Vacanze romane”, capolavoro di William Wyler, con la splendida Audrey Hepburn. Un idillio per gli occhi. Un augurio per burocrazia e politica.

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