Napolitano conferma Renzi. Per Re Giorgio il premier deve restare anche se perde il referendum

dalla Redazione
Politica

Una bocciatura senza appello alla campagna elettorale per il referendum. L’ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ospite a Porta a Porta, ha disapprovato i toni del confronto: “È diventata una sfida largamente aberrante”. “Non ritengo – ha aggiunto il senatore a vita –  che uno degli obiettivi della riforma debba essere tagliare il numero dei parlamentari, ma avere un sistema più snello e un Senato rappresentativo delle realtà territoriali”. Ma, come ampiamente previsto, ha garantito pieno sostegno alla nuova Costituzione: “Voto Sì perché questa riforma consente all’Italia e al nostro sistema democratico di fare un grosso passo avanti rispetto a quello che non ha funzionato in questi anni”. E ha quindi sottolineato un altro aspetto:  “Non votiamo al referendum per giudicare Matteo Renzi. Per quello c’è il voto politico”.

Re Giorgio si è allineato con i toni allarmistici su scala internazionale, individuando possibili fibrillazioni sui mercati dopo il voto del 4 dicembre: “I rischi di crisi finanziaria ci sono sempre e, in questa fase, possono anche accrescersi per conseguenza di eventi internazionali che conosciamo. Non vorremmo vedere elevarsi il famoso spread, dobbiamo stare molto attenti, comunque vada il referendum”. Nel corso dell’intervista ha anche affrontato un altro nodo politico: la modifica dell’Italicum. E ha benedetto l’operazione: “Rispetto a quando questa legge elettorale è stata confezionata e approvata molto è cambiato nel contesto politico”.

Immediata è arrivata la replica di Forza Italia. “Se, come dice il senatore a vita Napolitano, per giudicare Renzi ci sono le elezioni politiche nel 2018 e non il referendum, perché allora per giudicare il presidente Berlusconi nel 2011 è bastato l’imbroglio dello spread e non si è aspettato invece che si arrivasse alla fine naturale della legislatura?”, ha affermato la deputata azzurra, Elvira Savino.

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