Ancora molto da fare. C’è voglia di proseguire il lavoro già iniziato. Parla il sottosegretario Durigon: “Abbiamo il contratto da realizzare”

“Sono molto ottimista: sono convinto che abbiamo fatto tanto e possiamo fare ancora molto”. Claudio Durigon, sottosegretario leghista al Lavoro diffonde ottimismo sulla tenuta del governo. E allungando lo sguardo a dopo le Europee non vede all’orizzonte cambi di squadra o rimpasti, che dir si voglia.

Il decreto sicurezza bis slitta a dopo le Europee. Benché la Lega insistesse per la sua approvazione prima del 26 maggio. Dietro questo pressing alcuni leggevano un fine elettorale…
“C’è un’emergenza, una situazione abbastanza critica e nessun tornaconto elettorale. Noi chiediamo di farlo subito. Come ribadito da Matteo Salvini noi siamo pronti. Prima si fa meglio è. Sono state fatte delle osservazioni, c’erano alcuni punti da sistemare e si è provveduto. Riteniamo che l’emergenza sicurezza c’è, esiste ed è dunque una necessità approvare questo decreto al più presto. Per noi non andava rinviato a dopo le Europee ma si poteva fare anche prima. Prima o dopo cosa cambia?”.

Reggerà il Governo dopo il voto? A leggere le dichiarazioni dei due leader, il dubbio che non si vada avanti 
sorge…
“A me sembra proprio il contrario: entrambi gli alleati hanno detto di voler andare avanti. È normale che ci sia la volontà di procedere e costruire tutto quello che è stato concordato nel nostro contratto di governo. È ovvio che se dopo le elezioni dovesse continuare questo clima di mancanza di affiatamento e di diversità nella visione delle priorità che ci accomuna, e di cui fa fede il contratto, si potrebbero creare situazioni diverse. Ma io non vedo nulla di tutto questo. Vedo invece una campagna elettorale un po’ troppo spigolosa. Noi siamo per il fare. E Matteo Salvini ha già detto che vogliamo andare avanti quattro anni: sono tante le cose da realizzare ancora”.

A che condizioni si può andare avanti?
“Rispettando le priorità del contratto. Abbiamo già fatto tanto: la pace fiscale, quota 100, il primo decreto sulla sicurezza, i successi sull’immigrazione. Adesso abbiamo altri obiettivi importanti, primo su tutti la flat tax e l’autonomia. Dico quindi che c’è tanto da fare, e gli anni che restano al governo li adopereremo per realizzare quel contratto”.

Ci sarà un rimpasto o si andrà avanti con questa squadra di Governo a prescindere dal risultato elettorale?
“Non penso che in questo momento il rimpasto sia argomento principale della discussione politica in maggioranza. Non  credo si tratti di una questione di poltrone, ma di abbassare i toni di una campagna elettorale che secondo me sono troppo alti e di portare a compimento il contratto di governo”.

Questo clima eccessivo che c’è attualmente nel governo va dunque ridimensionato? 
“Assolutamente sì. Non si può andare avanti così. Questo clima è frutto di una campagna elettorale in cui qualcuno ha cercato di alzare i toni perché qualche sondaggio lo vedeva un po’ più giù rispetto all’altro”.

Eppure lei non perde l’ottimismo nel futuro di questo esecutivo.
“Sono molto ottimista. Sono convinto che abbiamo fatto tanto e possiamo fare ancora molto”.