Arriva il bazooka di Draghi. Ma non si sa quanto sparerà. Incertezza sulla quantità di stimoli della Bce. E il mercato punta su un nuovo taglio dei tassi

Mario Draghi

O ci dà una mano la Banca centrale europea, oppure la stagnazione economica è destinata a consolidarsi in tutta Europa. Di questo ormai sono convinti un po’ tutti, compresi i falchi del rigore monetario, e dunque ci si aspetta che finalmente il consiglio direttivo della Bce di domani usi il bazooka più volte evocato dal presidente Mario Draghi. Si va da un nuovo taglio dei tassi a un allungamento della forward guidance fino alla reintroduzione del quantitative easing.

Da tempo i segnali macroeconomici vanno peggiorando per tutti, a cominciare dalla Germania, e l’inflazione rimane lontana dall’obiettivo del 2% di lungo periodo. Nel corso delle ultime settimane tuttavia alcuni esponenti di spicco della Bce, non ultimo il vicepresidente Luis de Guindos, hanno sottolineato come le attese del mercato siano forse esagerate e come sia ormai ora che gli Stati facciano la loro parte con le riforme strutturali e le politiche fiscali anzichè continuare a fare affidamento solo sulla Bce.

Per questo rimane alta l’incertezza sulle misure dell’Eurotower, tenendo a mente che Draghi vorrà lasciare qualche arma a Christine Lagarde che erediterà la sua carica a partire dal primo novembre. Il consensus dei mercati è dunque che la Bce annuncerà un taglio dei tassi sui depositi che sono già ora negativi a -0,40%. Al tempo stesso potrebbe essere introdotto un sistema di tiering, ovvero l’introduzione di scaglioni in virtù del quale il tasso massimo verrà applicato solo sulle somme in eccesso di una certa percentuale mentre sulle altre verrà utilizzato un livello più basso. Più incerta la reintroduzione del Qe.

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