L’azienda seria non rischia se il lavoratore si contagia. Romano (M5S) fa chiarezza sulle responsabilità degli imprenditori. Ora accelerare la sburocratizzazione

di Clemente Pistilli
L'intervista
Iunio Valerio Romano

Da giorni si dibatte sulle responsabilità dei datori di lavoro in caso di contagi da coronavirus. Un tema seguito da vicino dal senatore pentastellato Iunio Valerio Romano, componente della commissione lavoro a Palazzo Madama.

Onorevole Romano, gli ultimi chiarimenti forniti cosa prevedono?
Se un datore di lavoro applica i protocolli di sicurezza e le linee guida governative e regionali non è responsabile dell’eventuale contagio da Covid-19 di un dipendente. La circolare dell’Inail è chiara: non esiste alcuna automatica correlazione tra il riconoscimento dell’infortunio, in caso di infezione da Coronavirus, e l’accertamento di una responsabilità civile o penale in capo al datore di lavoro. Va detto però, che le patologie infettive (vale per il Covid-19, come, per esempio, per l’epatite, la brucellosi, l’Aids e il tetano) contratte in occasione lavoro sono da sempre inquadrate e trattate come infortunio sul lavoro, perché la causa virulenta viene equiparata alla causa violenta propria dell’infortunio anche quando i suoi effetti si manifestano dopo un certo tempo. Ma in questi casi va dimostrato il nesso di causalità tra l’insorgenza della patologia durante lo svolgimento della prestazione lavorativa e la mancata adozione di misure di sicurezza. Nulla di nuovo. Le tariffe Inail, invece, non aumenteranno: è una novità apprezzabile.

Date precise direttive alle aziende saranno poi necessari i controlli. Cosa verrà fatto?
Insieme al collega Donno della Camera sto lavorando ad un emendamento che prevede, in caso di illeciti accertati prima del lockdown, di accedere a un piano di pagamenti dilazionati e, per violazioni di lieve entità, ad un ‘ammorbidimento’ temporaneo delle sanzioni amministrative di carattere pecuniario. I controlli sono necessari, ma dobbiamo supportare le imprese con un’attività soprattutto di prevenzione e promozione, non vessarle. Servono misure di buon senso soprattutto ora.

Sembra che non vi siano intoppi sui bonus. Come sta andando e cosa prevede per il Reddito di emergenza?
A meno di 48 ore dalla pubblicazione del dl Rilancio, l’Inps ha pagato a 1,4 milioni di autonomi il bonus da 600 euro. Entro lunedì sarà erogato a 4,8 milioni di lavoratori. Mi sembra un ottimo inizio; talune sirene saranno costrette a tacere. Il Rem è una misura voluta dal M5S, che dovrebbe raggiungere circa 2 milioni di persone: lavoratori e tantissimi piccoli imprenditori piegati dal lockdown. Da giugno i nuclei familiari, composti anche da una sola persona, con Isee fino a 15mila euro, possono ottenere per due mesi un aiuto, che va dai 400 agli 840 euro al mese per le famiglie con disabili.

Si va verso un altro decreto utile alla sburocratizzazione. Avete già pensato cosa fare per i datori di lavoro?
Già nel dl Rilancio abbiamo introdotto misure per velocizzare iter e procedure. Una riforma degli ammortizzatori sociali era impensabile, eppure siamo riusciti ad introdurre, per la prima volta, una norma che abbatte i tempi per la Cig in deroga. L’Inps entro 15 giorni dalla domanda potrà pagare fino al 40% dell’indennità. Finora erano previsti più passaggi, in considerazione della competenza regionale. Con questo intervento snelliamo l’iter e riduciamo i ritardi accumulati dalle Regioni.