Azouz ingaggia i detective “Olindo e Rosa sono innocenti”

di Nicoletta Appignani

Non sono solo gli avvocati di Olindo e Rosa a cercare nuovi testimoni. Nè ci sono soltanto i loro investigatori e criminologi a valutare gli elementi e a cercare nuove prove. Perché mentre Azouz Marzouk dalla Tunisia continua a lanciare appelli in difesa dei coniugi condannati per la strage di Erba, anche il legale che ora difende l’uomo, Luca D’Auria, si è messo al lavoro per dimostrare l’innocenza dei Romano.

Da vittima a innocentista
Ma perché Azouz ha deciso di parlare soltanto adesso? «È  sempre stato convinto della loro innocenza – spiega il suo avvocato – per questo poi ha revocato il mandato al suo precedente legale. E per questo abbiamo presentato un ricorso a Strasburgo». Un ricorso che si aggiunge a quello già presentato dai legali di Olindo e Rosa, in cui Azouz ha voluto contestare la logicità della ricostruzione di tutto il materiale probatorio. L’uomo, che nella strage dell’11 dicembre 2006 perse la moglie Raffaella Castagna e il figlio Youssouf, dopo aver visionato gli atti si è definitivamente convinto che i coniugi Romano abbiano semplicemente pagato per la loro ingenuità.
«Un problema che riscontriamo, dal punto di vista processuale – prosegue l’avvocato D’Auria – è che la revisione non può richiesta dalla persona offesa o da una vittima. In realtà Azouz può solo cercare di ricostruire una verità che deve essere poi eventualmente offerta alla difesa di Rosa e Olindo. Ma saremmo anche disposti, con prove valide, a richiedere un giudizio di costituzionalità in merito e ad occuparcene noi stessi». Azouz Marzouk, va ricordato, durante il processo di primo grado, poco prima che la Corte di Assise di Como si riunisse in camera di consiglio, fece inviare dei fax dalla casa circondariale di Vigevano dove era rinchiuso. In quei fogli erano descritti i dubbi dell’uomo, aumentati in seguito ad una telefonata ricevuta dalla madre, che raccontava al figlio di una strana visita ricevuta in Tunisia. Un uomo si era presentato alla porta della donna per dirle che Olindo e Rosa con quella storia non c’entravano nulla. Azouz sa qualcosa? Potrebbe essersi trattato di un omicidio legato ai suoi trascorsi in carcere? L’avvocato D’Auria risponde che il suo cliente nega qualsiasi connessione. Eppure rimane convinto dell’innocenza di Olindo e Rosa.

L’appello dalla Tunisia
Azouz ha anche chiesto all’unico testimone di quella notte, Mario Frigerio, scampato per miracolo alla strage, di “dire la verità”.
«La Cassazione ha scritto che ben venga un sollecitamento del ricordo, se questo ha permesso a Frigerio di liberarsi la coscienza – continua l’avvocato – ma può una persona in quelle condizioni ricordare? Dalle intercettazioni si comprende come abbia ricevuto degli spunti di riflessione che lo dirigevano verso Olindo. Senza neanche menzionare Rosa. Mai e poi mai mi sognerei di pensare che non sia una dichiarazione spontanea, ma è una spontaneità accettabile?»

La ricostruzione
La condanna si basa anche sulla confessione dei coniugi. Da subito talmente piena di inesattezze macroscopiche che l’accusa fu costretta varie volte ad “aggiustarla”. Ma c’è un aspetto che invece non è stato chiarito. Rosa e Olindo hanno raccontato di essere saliti in casa alle 20, al rientro di Raffaella Castagna. Ignorando che i vicini si erano iniziati ad allarmare un’ora e mezza prima: alle 18.30. Tant’è che un testimone, che abitava nell’appartamento sotto a quello di Azouz, da quell’ora ha iniziato a sentire dei “passi leggeri” al piano di sopra. Per questo motivo l’uomo continuava a guardare dallo spioncino. Sul quale poi è stato ritrovato dello scotch malmesso. Senza contare che dopo l’omicidio di Raffaella Castagna e del piccolo Youssouf, i testimoni sono stati uccisi con una capacità di modificare il programma talmente repentina e tecnicamente perfetta, da chiedersi: Olindo e Rosa ne sarebbero stati capaci? Una domanda per ora senza risposta. Così, mentre i due continuano a rimanere in carcere, condannati ormai in tutti i gradi di giudizio, si attendono gli esiti di ben 2 diversi ricorsi a Strasburgo. Mentre da un lato lavorano gli investigatori dei loro legali, dall’altro, incredibilmente, il legale di Azouz e un suo team di esperti.

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