L’amore senza fine è Altissimo. In scena Neverending, il rapporto padre-figlia di un grande liberale. Famiglia, politica e ironia tra pubblico e privato

Uno spettacolo intimo e delicato che con struggente autoironia affronta il rapporto con un padre “scomodo”. Uno di quelli dal cognome ingombrante che, una volta venuto a mancare, non può che lasciare un incolmabile vuoto.
Ed è proprio da questa profonda assenza e dalla necessità di colmarla che prende avvio Neverending, poetico lavoro di Barbara Altissimo, performer, coreografa e regista formatasi tra Europa e Stati Uniti, in prima milanese al Teatro Out Off dal 27 al 28 marzo.
Quella di Barbara – figlia di Renato Altissimo,  scomparso nell’aprile del 2015,  esponente di punta del partito liberale, deputato e ministro, coinvolto pur tangenzialmente in Tangentopoli – è “un’Elettra brillante, amabile, a tratti scanzonata, innamorata, ma senza morbosità” che non esita a fare nomi e cognomi, mettendo in scena vicende familiari private e rivelando, con un sorriso a tratti amaro, personalissime debolezze e ossessioni. Accompagnata dalla musica dal vivo di Ivana Messina, l’artista, che nel 2002 ha fondato LiberamenteUnico, associazione che ha all’attivo ben dodici produzioni di cui le ultime quattro con gli ospiti della Casa di Cura Cottolengo di Milano – a giugno debutterà proprio all’OutOff di Milano l’ultimo lavoro, ispirato al Giardino dei Ciliegi di Cechov –  porta per la prima volta sul palcoscenico se stessa e il rapporto con la sua famiglia, in particolare con il padre, rielaborandolo in scena sotto forma di originale rituale collettivo.
E così, nel delicato racconto, i piani tra vita privata e pubblica di Renato Altissimo si mescolano e non resta che prendere atto con la giusta dose di ironia di quanto la nostra personalità e le nostre scelte di vita siano state inesorabilmente influenzate dai  nostri padri.

La vita è bella – La morte di un genitore, uno dei grandi appuntamenti della vita, qualcosa che incombe, sospeso sopra di noi, con una temporalità che non conosciamo, che non è possibile prevedere. Poi improvvisamente accade, tutto insieme e tutto diverso da come lo aspettavamo. In un istante si è travolti e trasportati in un altro mondo, un mondo al contrario, non più figli accuditi ma figli curanti dei propri genitori. L’ultimo pezzo di strada insieme, l’ultimo sguardo, le ultime parole, l’ultimo respiro da raccogliere e conservare, per sempre. Neverending.” La partitura scenica raccoglie pensieri, riflessioni e ricordi in un’atmosfera ovattata, sospesa ed onirica. Una storia universale che appartiene a tutti ma che in questo caso si colora di particolari sfumature: come si vive all’ombra di un padre importante? cosa significa essere stata e continuare ad essere la figlia di Renato Altissimo? Fin dall’infanzia un faro addosso, la politica in casa, i gossip, tangentopoli, i processi…
Neverending: il lungo cammino di una figlia, partendo da lontano, per arrivare proprio li, in quell’attimo di dolore assoluto… e trovare un senso, un dopo.
Perchè “com’è la vita Papà? La Vita è bella Barbara!”