Basta burocrazia il vero rilancio parte da qui. L’Italia ce l’ha messa tutta. Ora le banche facciano di più

di Raffaella Malito
Politica
GIUSEPPE CONTE

Ancora una volta difende le scelte fatte in passato per contenere il contagio e quelle adottate ora per consentire al Paese di ripartire. Invita i cittadini a fare le vacanze in Italia, a evitare party e assembramenti. Dà indicazioni sui test, sull’App e sulla strategia delle tre “T” per testare, tracciare e trattare. Su un piano più squisitamente economico richiama le banche al senso di responsabilità e indica le riforme che saranno in grado di assicurare la rinascita. E non perde la speranza in un dialogo con le opposizioni che oggi sembra un miraggio.

GRAZIE AGLI ITALIANI. Il premier Giuseppe Conte ieri ha riferito nuovamente alle Camere su coronavirus e fase 2. Sulle misure restrittive adottate dice: “Forse non tutti allora avrebbero assunto decisioni così sofferte, suscettibili di incidere su alcuni dei diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione. Dopo tre mesi esatti dal primo caso possiamo affermare di aver compiuto la scelta giusta”. E se “il peggio è alle spalle” è grazie ai sacrifici fatti dai cittadini. Con la stessa determinazione “ritengo oggi possibile, anzi doveroso, compiere una scelta coraggiosamente indirizzata verso un rapido ritorno alla normalità”. Non escludendo in presenza di nuovi focolai di procedere con misure restrittive.

Del resto “non possiamo fermarci in attesa di un vaccino”. Sul fronte dei test annuncia dal 25 maggio la partenza di quelli sierologici gratuiti su un campione di 150mila cittadini. Mentre nei prossimi giorni partirà la sperimentazione sull’App Immuni. Ma la riapertura delle attività non è sufficiente a riattivare il motore della nostra economia serve “un’azione costante, efficace e prolungata di accompagnamento delle attività produttive e commerciali da parte dei poteri pubblici”. Cita le misure introdotte nel decreto rilancio per le imprese, le famiglie, i lavoratori, il sistema sanitario, la ricerca. Di quest’ultimo, dice, è “il più grande stanziamento fatto negli ultimi 20 anni”.

CHIAMATA ALLE ARMI. E sprona le banche a fare di più per garantire la liquidità nei tempi più rapidi alle imprese. Quanto è stato fatto finora, però, non basta. Occorre elaborare “un ampio programma di rinascita economica e sociale”. “Il primo tassello di questo progetto riformatore non può che essere una drastica semplificazione della macchina burocratica”, a cui sarà dedicato il prossimo decreto legge “per fornire all’Italia uno shock economico senza precedenti, in particolare nel settore delle infrastrutture”. Considero – dice Conte – questa riforma la “madre” di tutte le riforme. Secondo elemento imprescindibile per lo sviluppo futuro è l’innovazione, rivolto anche alla complessa macchina della pubblica amministrazione. Terzo: l’inclusività. Che significa azzerare i divari che ci zavorrano da tempo: quelli tra nord e sud e quelli di genere.

PRIMA GLI ULTIMI. E su quest’ultimo fronte riconosce che “poco è stato fatto per le famiglie, complice anche un quadro di finanza pubblica che continua a essere complesso”. Ma si impegna a “proseguire il lavoro già avviato in vista del Family Act”, per potenziare ulteriormente le misure economiche a sostegno della famiglia e della natalità. “Abbiamo di fronte un’opportunità storica: possiamo sciogliere i nodi, le incrostazioni, che finora ci hanno impedito di produrre benessere diffuso per tutti i cittadini – conclude il premier -. Spetta a noi tutti trasformare questa emergenza in opportunità”.