Bond Rai, il segreto dell’exploit. Spunta l’ex banca di Gubitosi, Merrill Lynch, che ha gestito tutta l’operazione di collocamento

di Stefano Sansonetti

Di sicuro la Rai si è affidata a una banca d’affari molto conosciuta dai vertici di viale Mazzini. Due giorni fa il direttore generale, Luigi Gubitosi, ha annunciato trionfante l’esito della prima emissione obbligazionaria dell’azienda televisiva. L’operazione vale 350 milioni di euro e come si dice in gergo tecnico è andata in “overbooking”, cioè ha fatto registrare una richiesta di titoli nettamente superiore rispetto all’offerta. Sarà stato sicuramente merito della strategia scelta all’epoca del lancio del bond dallo stesso direttore generale. Ma non c’è dubbio che un contributo sia da ascrivere anche alla banca americana Bofa-Merrill Lynch, scelta dalla Rai per seguire le fasi principali dell’operazione. E qui, è il caso di dire, Gubitosi non poteva che andare sul sicuro. Si dà infatti il caso che poco prima di diventare dg della Rai, nel luglio del 2012, Gubitosi sia stato responsabile per l’Italia proprio di Bofa-Merrill Lynch.

LA MOSSA
Ma come è arrivata la Rai a scegliere la banca d’affari americana? E quanto l’ha pagata? Naturalmente La Notizia ha posto le questioni alla società di viale Mazzini. L’azienda televisiva ha spiegato che, “pur non essendovi tenuta, ha deciso di scegliere l’advisor dell’operazione tramite una gara pubblica”. E “Bofa-Merrill Lynch ha vinto per il ruolo di global coordinator con Mediobanca sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa”. Preso atto di questa spiegazione non rimane che constatare come questa gara pubblica, citata dalla Rai, non trovi alcun riscontro all’interno del sito internet che l’azienda tv dedica ai suoi fornitori. Non ve n’è traccia né nell’elenco dei bandi scaduti, dove sarebbe più logico recuperarne i dettagli, né nella lista dei bandi aperti. Ma per quale cifra Bofa-Merrill Lynch è stata coinvolta nell’operazione bond Rai? Su questo punto specifico la Rai non ha fornito nessuna risposta, limitandosi a ribadire che le banche coinvolte sono risultate vincitrici sulla base dell’offerta più vantaggiosa. Anche qui è appena il caso di far notare che nel sito dei fornitori Rai, quando un esito di gara è riportato, naturalmente contiene anche il riferimento alla cifra di aggiudicazione.

IL GIALLO
Continuano invece a rimanere dubbi sugli effetti collaterali del lancio del bond. A rigor di normativa, come anticipato da La Notizia sin dal 28 marzo scorso, l’operazione consentirebbe ai futuri vertici della Rai di evitare l’applicazione del tetto di 240 mila euro fissato dal Governo agli stipendi pubblici. Attualmente, infatti, la soglia è esclusa per le società quotate in borsa e per quelle che emettono titoli negoziati su mercati regolamentati (come ora è anche la Rai). Nei giorni scorsi il tema era stato posto da Michele Anzaldi (Pd), segretario della commissione di vigilanza sulla Rai, e dal deputato legista Davide Caparini. La Rai, all’epoca, ha fatto sbrigativamente sapere che il tetto continuerà a essere rispettato. Ma la decisione spetta ai futuri vertici.

Twitter: @SSansonetti

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