Borrely, l’arte diventa essenziale. Al via la prima mostra del designer nella Capitale. Tredici stampe ispirate alla scuola tedesca di Bauhaus

di Agnese Petrosemolo
Cultura

Donne sole e malinconiche raffigurate in indefiniti contesti urbani. Sono un  mix tra fantasia e realtà le stampe di Thomas Borrely, sembrano quasi  un viaggio alla ricerca di qualcosa che a tratti sembra irraggiungibile. Sarà forse perché gli artisti dai quali prende maggiore ispirazione sono Carmen Herrera, Andy Warhol e Helmut Newton, che ancora oggi proiettano sulla società il loro stile, oppure perché nelle sue opere ha eliminato tutto il superfluo per arrivare alla vera essenza delle cose.  Quel “less is more” da cui ha preso anche il nome la sua ultima mostra in programma a Roma da venerdì fino al 20 ottobre, alla galleria Margutta Home. Un’esposizione ispirata a uno stile che parte da lontano. Nel 2019, infatti, saranno 100 anni dalla nascita della Bauhaus, la scuola tedesca di architettura fondata a Weimar nel 1919 dal fenomenale Walter Gropius. Fu l’uomo che che diede il fischio di inizio alla nascita di un movimento che portò alla rivoluzione, prima artistica poi funzionale ed industriale, i cui effetti sono oggi i principi base dell’industria mondiale moderna. La semplicità delle forme tipiche dell’architettura, secondo Gropius, avrebbero permesso la realizzazione di oggetti funzionali e liberi dal superfluo e funzionali, togliere significava aggiungere ovvero “less is more”. Una chiave di svolta necessaria per riemergere dalle difficoltà economiche in cui verteva il Paese. Il movimento sgomitò faticosamente per affermarsi nonostante l’opposizione dei conservatori tedeschi e nonostante la chiusura imposta dall’avvento del nazismo nel 1933. Fu quello l’inzio di quello che oggi definiamo design. E da lì arriva l’arte dell’artista di origini argentine Borrely. La mostra sarà anche un omaggio al grande architetto e designer Ludwig Mies van der Rohe e a tutto il movimento della scuola di architettura tedesca Bauhaus.  Tredici stampe che si rifanno a quella filosofia (lessi is more) tanto predicata che prevede l’annullamento del superfluo. Thomas Borrely Lombardi, classe 1991, ha da sempre sognato di diventare web designer. La strada inizia nel 2011 quando scopre e poi studia il concetto di brand identity. Durante gli studi acquisisce una conoscenza a 360 gradi del web design digitale. Trova subito lavoro e collabora alla creazione di importanti campagne digital per il cinema. Lavora per la Leone Film Group, 01 Distribution, Medusa film e Rai cinema. Contribuisce alla realizzazione di visual per brand del mondo dell’arte. Tra i più importanti musei romani che hanno scelto la sua mano per le loro campagne c’è il Chiostro del Bramante, Arthemisia, Palazzo delle Esposizioni, Scuderie del Quirinale. La prima vera occasione per mostrarsi veramente al pubblico arriva a maggio 2017 quando Giulia e Natalìa De Marco scelgono di promuovere la sua prima mostra personale “Novecento”. Thomas espone nel prestigioso Spazio Caffetteria del Chiostro del Bramante. Da li inizia un percorso che vede le sue opere allestire diversi locali mondani della capitale. Oggi Thomas è già all’opera con una nuova rassegna, ma l’anno di svolta, spera, sarà il 2019, quando inaugurerà una nuova personale nel Regno Unito.