Terremoto Centro Italia, è caos per il dopo Errani. Sindaci in rivolta contro la possibile nomina della Boschi. Coro unanime: “Il Commissario sia un tecnico”

dalla Redazione
Cronaca

Una bocciatura secca all’eventualità che Maria Elena Boschi possa prendere il posto di Vasco Errani come commissario del terremoto del Centro Italia di un anno fa. Il no è arrivato nellea riunione dei sindaci dei comuni terremotati di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria che si è tenuta questa mattina. “No alla politicizzazione del post terremoto”, questo il grido comune dopo l’uscita di Errani che ha fatto sapere che il suo contratto scadrà il 9 settembre e non vi è l’intenzione di andare avanti.

“Pensare la Boschi commissario e i quattro governatori sub commissari è un disastro”, ha affermato Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno, “Si tratterebbe di livelli solamente politici, quando invece i sindaci chiedono una persona che capisca cosa vuol dire spalare le macerie, un tecnico ci vuole, uno poi che faccia solo quello e quindi non può essere un sottosegretario o un ministro o un politico. Gentiloni prima di decidere almeno senta i sindaci dei Comuni maggiormente colpiti. Almeno questo glielo deve e questo deve accadere. Ne va del destino dei nostri territori”. Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci che chiede una figura al di sopra delle parti. Raggiunto dall’Adnkronos, in mattinata, anche il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi aveva parlato di un commissario tecnico: “Per il dopo Errani mi auguro che venga nominato un Commissario tecnico e 4 subcommissari tra i sindaci delle zone rosse, come sancito dalla costituzione che si basa sul principio di sussidiarietà. Solo chi vive sul territorio sa come affrontare questa emergenza perché sa cosa è la distruzione e può dare un contributo fattivo”.