“Chi ha letto le carte sul caso Diciotti sa cosa è successo”. Salvini: “E’ stato un atto politico che rifarei. Il processo sarebbe un’invasione di campo senza precedenti”

dalla Redazione
Politica

“Avevo avvertito della lettera al Corriere della Sera la Presidenza del Consiglio e il vicepremier Di Maio. Io ero tranquillo. Ma tutti gli amici mi hanno detto che il processo sarebbe stata un’invasione di campo senza precedenti”. E’ quanto ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nel corso della puntata di Porta a Porta che andrà in onda questa sera in merito alla vicenda della richiesta di autorizzazione a procedere avanzata nei suoi confronti dal Tribunale dei ministri di Catania per il caso Diciotti.

“Il Senato – ha aggiunto il leader della Lega – dovrà dire se l’ho fatto per interesse pubblico o mio capriccio personale. E’ stato un atto politico che rifarei: ho agito da ministro, mica da milanista. So che chi sta leggendo le carte dubbi non ne ha, ma non mi voglio sostituire ai senatori. Chi ha letto le carte sa cosa è successo, che è stato un atto politico. Lascio ai M5s la loro scelta, ma penso che voteranno di conseguenza, avranno le idee chiare”.

Sul punto oggi è tornato anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Parlare di immunità – ha detto il premier riferendosi alla vicenda Diciotti e alla posizione di Salvini – è uno strafalcione giuridico, definire questo voto un salva-Salvini è un falso che rischia di favorire il dibattito pubblico. Bisogna avere chiaro il quesito giuridico a cui saranno chiamati a rispondere i senatori: se abbia agito per il perseguimento di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o di un interesse pubblico inerente alla funzione di governo o se abbia agito al di fuori del suo ruolo ministeriale per i suoi propri interessi personali”.