Chiesti i domiciliari. Le carte su Sozzani approdano alla Camera. Consegnati a Fico gli atti della Procura. M5S e dem verso l’autorizzazione

di Carmine Gazzanni
Cronaca

Una scritta chiara e inequivocabile campeggia sulla prima pagina della documentazione che il Tribunale di Milano ha inviato al presidente della Camera, Roberto Fico: “urgentissimo”. Al centro di quelle carte il destino dell’onorevole Diego Sozzani, su cui pende una richiesta del giudice per le indagini preliminari “di autorizzazione a procedere […] all’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari”. Il forzista, come si sa, è iscritto nel registro degli indagati per la maxi-inchiesta di Milano che ha portato a 96 indagati tra funzionari, consiglieri regionali e governatore lombardo, Attilio Fontana.

Sozzani, come si sa, è coinvolto in un presunto finanziamento illecito. Nelle carte consegnate a Montecitorio, d’altronde, si legge che “il monitoraggio dei contatti di D’Alfonso Daniele (imprenditore accusato di aver corrotto diversi politici e amministratori locali, ndr) portava ad evidenziare i suoi rapporti con Sozzani Diego, all’epoca dei fatti componente del Consiglio Regionale del Piemonte e, a seguito delle scorse elezioni politiche del 4 marzo 2018, eletto alla Camera dei Deputati, al quale il 22 marzo 2018, l’imprenditore elargiva un finanziamento illecito, quantificato in euro 10.000, mediante il pagamento (con bonifico bancario) di una falsa fattura”.

Le intercettazioni riportate nell’ordinanza e ora anche nella documentazione su cui la Camera dovrà pronunciarsi, sembrano schiaccianti. Parlando col padre, D’Alfonso dice, parlando di Sozzani: “Va a Roma lui adesso, gli stiammo dando una mano per la campagna di Roma… gli ho dato… devo darli semilia! Operativo lui eh… all’ente dell’acqua di Novara, se esce la faccio (gara, ndr)”. Il contributo, come detto, alla fine sarà di 10mila, come emerge da un’altra intercettazioni in cui a parlare sono D’Alfonso e il consigliere di Forza Italia al Comune di Milano, Pietro Tatarella: da quella discussione si evince che il ras di Forza Italia a Varese, Nino Caianiello, avrebbe consigliato di fermarsi, per l’appunto, a 10mila euro con Sozzani.

Il 6 febbraio, quando manca meno di un mese al voto, Sozzani chiama D’Alfonso e parla chiaro: “L’eventuale tuo aiuto quanto potrebbe essere? Perché devo fare il … la cifra finale”. E l’imprenditore risponde che glielo comunicherà di persona quando si vedranno a Novara. Così la macchina si mette in moto. Il 5 marzo, il giorno dopo il voto, a chiamare D’Alfonso è l’assistente di Sozzani, Mauro Tolbar: “Siamo dentro… Diego è passato… È passato…Diego è passato”. Sozzani è stato eletto a Montecitorio.

LA CONTA. A questo punto, però, il cruccio è capire cosa potrebbe accadere prima in Giunta per le autorizzazioni e dopo, come vuole la prassi, in Aula. In realtà, a differenza di altre vicende del passato ben più delicate (una su tutte, la partita Salvini sul caso Diciotti), in questo caso e a meno di sorprese, la vicenda di Sozzani pare essere maggiormente segnata. Sono i numeri a dirlo. In Giunta, per dire, su 21 membri, si contano 4 parlamentari di Forza Italia, 4 della Lega (che difficilmente potrebbe votare per i domiciliari dopo la forte resistenza esercitata su Armando Siri) e uno solo di Fratelli d’Italia, il presidente di Giunta, Andrea Delmastro Delle Vedove.

Di contro il Pd ne conta altri 4, il Movimento cinque stelle 7 più un suo ex, ora al Misto, Cateno Vitiello. Se, come pare, Pd e Cinque stelle dovessero votare per l’autorizzazione a procedere non ci sarebbe partita (12 voti a favore contro 9). E stessa identica situazione si verrebbe a replicare anche in Aula. Ancora una volta sono i numeri a dirlo: in totale a Montecitorio si contano 628 deputati. Di questi il gruppo parlamentare M5S conta 219 membri; quello del Pd 112. Di fatto, dunque, le due forze arriverebbero a 331 voti a favore dell’autorizzazione a procedere, senza tenere conto anche dei 14 voti di Liberi e Uguali e qualche altro sparuto deputato del Gruppo Misto. Di gran lunga più numerosi rispetto a un centrodestra che potrebbe tornare unito su Sozzani, ma che si fermerebbe a soli 259 voti. Insufficienti per “salvare” il deputato azzurro.