Col Governo Conte lo spreco vola basso. In un mese usati solo tre aerei di Stato

di Carmine Gazzanni
Politica

Se questo sarà o meno il Governo del cambiamento, lo scopriremo soltanto nei prossimi mesi, quando (e se) agli annunci si sostituiranno i fatti. Che, tuttavia, ci sia perlomeno un cambio di passo,  è indubbio. E non solo per la delibera approvata dall’Ufficio di presidenza della Camera con la quale sono stati tagliati 1.240 vitalizi che faranno risparmiare 40 milioni di euro l’anno. Anche sui voli di Stato c’è stato un radicale taglio alla spesa. A dirlo è il primo aggiornamento pubblicato da Palazzo Chigi e relativo a giugno, primo mese di Governo gialloverde. Secondo il report dell’Ufficio per i voli di Stato della presidenza del Consiglio, solo cinque volte membri del Governo hanno usufruito dei cosiddetti “aerei blu”. Se poi consideriamo che in due casi ad usufruirne sono stati un prefetto e un ambasciatore, restano soltanto tre voli. Nella fattispecie parliamo del ministro della Difesa Elisabetta Trenta che il 7 giugno è andata a Bruxelles per poi tornare a Roma nello stesso giorno; il 20 giugno ad alzarsi in volo, invece, è stato il titolare dell’Economia, Giovanni Tria, andato a Straburgo per prender parte al suo primo Eurogruppo; due giorni dopo, infine, a volare con l’aereo di Stato è stato Matteo Salvini, in visita a Tripoli.

Testa tra le nuvole – Un numero senz’altro risicato, non c’è che dire. La legge, d’altronde, parla chiaro. Ad avere diritto ai voli di Stato, senza autorizzazione, sono solo 5 cariche istituzionali: presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidenti di Camera e Senato e presidente della Corte Costituzionale. Tutti gli altri, ministri in primis, non possono usarli, dovendo optare per i più economici voli di linea (treni compresi). A meno che, dice la legge, non dimostrino a Palazzo Chigi che in quel determinato giorno, e in quella determinata ora, non era possibile trovare un volo di linea. E in effetti non è che i ministri del Governo di Giuseppe Conte non abbiano preso parte ad eventi in giro per l’Italia. Salvini, come si ricorderà, è andato a San Ferdinando, nelle campagne calabresi, dopo la morte del bracciante Sacko Soumalaya, la stessa Trenta ha fatto visita a SeaFuture, la maxi esposizione della Marina Militare a Imperia che si è tenuta a fine giugno, lo stesso Luigi Di Maio è andato in questo mese in lungo e in largo. Dalla Campania, a Bologna fino a Milano. Mai, però, ha utilizzato un volo di Stato. Alfonso Bonafede è sceso a Bari per la grottesca vicenda del Palagiustizia: anche lui non con un comodo aereo blu. Che si stia andando in tutt’altra direzione rispetto al passato, lo dicono i numeri. Il primo mese di Governo guidato da Enrico Letta (maggio 2013) fece registrare ben 22 voli di Stato (di 4 di prefetti, il resto ministri). Paolo Gentiloni è riuscito a fare quasi meglio: dal 12 dicembre 2016 (anno del suo insediamento) il suo Governo ha viaggiato 12 volte. In pratica, quasi un viaggio al giorno. Contrariamente a quanto si possa pensare parco di voli è stato Matteo Renzi: anche con lui il Governo nel primo mese si è alzato in volo solo tre volte (più altri 4 di prefettura).

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