Colpo elettorale di Renzi. A pochi giorni dal referendum i sindacati firmano il rinnovo del contratto agli statali: aumento di 85 euro

dalla Redazione
Politica
Madia firma contratto statali

Il contratto degli statali è stato rinnovato proprio a poche ore dal referendum. Per il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è un grande colpo elettorale. I dipendenti pubblici, infatti, avranno 85 euro in più in busta paga nel 2017. L’accordo è stato firmato dai leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, alla presenza della ministra della Funzione pubblica, Marianna Madia. Per il prossimo anno Palazzo Chigi ha messo sul piatto 850 milioni di euro.

“Dopo sette anni #lavoltabuona per i dipendenti pubblici. Riconoscere il merito, scommettere sulla qualità dei servizi”, ha subito commentato Renzi su Twitter.

“Dopo sette anni di blocco della contrattazione si interviene correggendo le norme introdotte dalla legge Brunetta e dalla buona scuola che limitavano la contrattazione ridandole ruolo e titolarità”, ha spiegato la Cgil-Fp. “Si ripristina – ha aggiunto il sindacato – un sistema di relazioni sindacali in tutti i settori basato sulla partecipazione di lavoratori e sindacati all’organizzazione e alle condizioni di lavoro, alla valorizzazione professionale, che supera la pratica degli atti unilaterali. Di particolare valore la garanzia assunta dal governo di rinnovare i contratti dei lavoratori precari assunti dalle pubbliche amministrazioni in scadenza e l’impegno a superare con apposite norme il precariato all’interno della legge quadro che dovrà essere prossimamente varata”.

Il Governo “si è impegnato per un totale di 5 mld di euro nell’arco di un triennio 2016-2018″ per i rinnovi contrattuali dei 4 comparti della Pubblica amministrazione. Ci sono ancora questioni aperte”, ha messo in guardia il segretario generale della Cgil Camusso. Molto duro il commento della deputata di Forza Italia, Renata Polverini: “Trovo miserabile che discussione su contratti statali venga chiusa a poche ore da urne. Siamo alla strumentalizzazione del quotidiano”.