Consulenze a San Marino, indagati l’ex sottosegretario Gozi e la presidente della Banca Centrale del Titano Tomasetti

dalla Redazione
Cronaca
Sandro Gozi

Per una presunta consulenza fantasma da 220 mila euro sono stati iscritti nel registro degli indagati dal Tribunale Unico di San Marino, Catia Tomasetti, presidente dal maggio scorso di Banca Centrale sammarinese, e Sandro Gozi, ex sottosegretario con delega agli affari europei alla presidenza del Consiglio dei Ministri nei governi Renzi e Gentiloni, nonché candidato alle prossime europee con la lista En Marche del presidente francese Macron.

Gozi e Tomasetti, secondo l’indagine coordinata dal commissario della legge Alberto Buriani, in concorso tra loro “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso”, avrebbero indotto “il consiglio direttivo di Banca centrale di San Marino a stipulare un contratto con Gozi per una consulenza rivelatasi poi fittizia”. La consulenza, secondo la polizia giudiziaria del Titanio, aveva come oggetto l’adeguamento normativo sammarinese per armonizzare i rapporti con l’Ue e con le istituzioni estere. Stando all’accordo la consulenza sarebbe stata pagata a Gozi 120 mila euro, con pagamenti mensili da 10 mila euro più un rimborso spese e una ‘success fee’ da 100 mila euro a sottoscrizione dell’accordo con l’Ue, a prescindere dal fatto che che Gozi vi avesse contribuito o meno.

“Leggo notizie su una presunta indagine nei miei confronti da parte del Tribunale Unico di San Marino. Personalmente – commenta Gozi – posso affermare con certezza di non aver ricevuto alcuna comunicazione giudiziaria e ciò non mi sorprende. Infatti la consulenza di cui si parla non può prestarsi ad alcuna critica in quanto rientra nel mio ambito tipico professionale e l’incarico mi è stato affidato dal consiglio di amministrazione della Banca Centrale di San Marino nel pieno rispetto delle sue procedure. Si tratta con evidenza di informazioni fatte circolare ad arte per screditarmi a seguito dell’annuncio della mia candidatura. In ogni caso sono sereno perché la correttezza del mio operato mi protegge”.