Conte ad Atreju parla di manovra, istruzione e ambiente. Ma anche del suo futuro: “Potrei sposare un progetto politico se serve al Paese”

di Paolo Garante
Politica

Il premier Giuseppe Conte è intervenuto, questa mattina, ad Atreju 2019, la festa dei giovani di Fratelli d’Italia. Il presidente del Consiglio, intervistato da Bruno Vespa, ha parlato della manovra economica, di istruzione, ambiente, immigrazione e altri temi al centro di dibattito. “Mi pare praticabile”, ha detto commentando la proposta del ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, di tassare merendine, bibite gassate e aumentare i biglietti aerei di un euro per i voli nazionali e di 1,5 euro quelli internazionali per reperire risorse destinate alla scuola.

“Chiederò un patto con tutto il mondo industriale e produttivo – ha aggiunto Conte parlando di ambiente -: io devo poter orientare il nostro sistema ma non posso mettere meccanismi incentivanti o disincentivanti senza nessun discernimento. Elaboriamo un piano industriale con un patto con tutto il mondo produttivo per cui progressivamente, attraverso meccanismi soprattutto incentivanti, riusciamo a orientare tutto il sistema verso la transizione energetica, verso un Green New Deal”.

“Nel tete à tete con Macron – ha aggiunto il premier – il tema dei migranti economici è stato al centro della nostra discussione. Non darò tregua a Macron. La Germania ha addirittura dato grandi aperture. Inutile annunciare: dobbiamo avere un meccanismo automatico che si applichi subito. Devono partecipare tutti e 28”.

“Questo pomeriggio viene Orban: chiedete a lui perché non ha seguito Salvini. La Lega – ha aggiunto Conte – s’è trovata isolata, con altre forze più a destra di Visegrad. L’Italia dai Paesi di Visegrad raramente è stata sopportata, a partire dai migranti”.

“Non ho motivo di crederlo”, ha aggiunto Conte rispondendo alla domanda di Vespa su cosa pensasse della definizione – “demolition man” – data dall’Economist al leader di Italia Viva Matteo Renzi. Per quanto riguarda il futuro, il premier ha aggiunto: “Il presente è già tanto sfidante, mettermi qui a ragionare del futuro è un salto nel buio. Io lo dico sinceramente, ho avuto anche la disponibilità di continuare a fare il premier… Posso sposare un progetto politico se serve al Paese”.

“Non ho mai ritenuto – ha detto ancora il presidente del Consiglio – di dover chiarire dei frammenti di un’ampia conversazione che si è svolta tra me e la Merkel. Era una chiacchiera un po’ rilassata. Vedo che Salvini su questo ci sta ricamando tantissimo. Non mi sarei mai permesso di denigrare una forza politica che sosteneva quel governo. Eravamo nella prospettiva di una competizione europea e io dicevo che la Lega, dal suo punto di vista, si stava predisponendo ad una campagna molto ‘anti’ e il rischio dell’isolamento, dal mio punto di vista, era evidente. La Lega si è ritrovata completamente isolata perché con Afd e altre forze sono ancora più a destra di forze di Paesi di Visegrad. E l’Italia da Visegrad raramente è stata supportata. Se io oggi trovo grande apertura nei meccanismi di redistribuzione non è dai Paesi di Visegrad”.

“Il M5S – ha aggiunto in un altro passaggio – è stata una forza anti-sistema che ha avuto un ruolo di rottura, di pungolo rigenerante per il sistema. E’ chiaro – ha detto il premier accennando alla prossima manovra – che il vero ostacolo, e quindi il vero risultato, sarà evitare l’incremento dell’Iva. Nella manovra potremo solo dare dei primi significativi assaggi del progetto politico. Ho preteso, ad esempio, asili nido gratuiti per famiglie con redditi medi e bassi. Un suo aumento potrebbe comprimere ulteriormente la domanda interna”. Mentre per quanto riguarda Alitalia: “L’obiettivo è perseguire la soluzione di mercato”. E sulle banche, riferendosi a Carige: “Stanotte ho dormito in modo più rilassato”.

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