“Crescere è possibile. Ma occorre più spesa pubblica”. Per l’economista Galloni i dati negativi si possono invertire. E rilancia l’idea di una moneta parallela non a debito

di Clemente Pistilli
L'intervista

Istat e Bankitalia lanciano l’ennesimo allarme sull’economia italiana, l’Europa è preoccupata della mancata riduzione del debito e il Governo continua comunque a tirare dritto su una misura come la Flat Tax per alleggerire la pressione fiscale. Ricette estremamente diverse per risollevare il Paese, che di invertire rotta ha comunque estremamente bisogno, come specifica anche il professor Antonino Galloni, economista e presidente del Centro studi monetari.

Professor Galloni, l’Istat ha rivisto le stime sulla crescita e denunciato un calo dello 0,1% del Pil su base annua. Come va interpretato un tale dato?
Stiamo ragionando sempre dello zero virgola quando il Paese ha problemi strutturali. L’unico strumento per far crescere immediatamente l’economia è l’aumento della spesa pubblica. Va affrontato il nodo di come sta cambiando l’economia e va fatto con una moneta parallela, una riforma bancaria. Ancor più grave poi che l’Europa si basi su un’idea di crescita potenziale già raggiunta, che porta a non poter investire più di quanto ricaviamo dalle tasse. Va rimossa questa assurdità, va introdotta appunto una moneta non a debito e vanno cambiati i paradigmi e la politica economica.

Il Movimento 5 Stelle ha sostenuto che si può varare la Flat Tax anche in deficit. Lo ritiene possibile?
La Flat Tax viene introdotta per ridurre la pressione fiscale. A questo punto o il gettito resta costante, e allora devono spiegare come fanno, perché ho fatto dei conti e ho visto che servirebbe qualche decina di miliardi, o tagliano la spesa pubblica e la misura diventa deflattiva. M5S dice ok anche facendo aumentare il disavanzo, ma va accettato a questo punto l’aumento del debito pubblico e questo non si può fare. Vanno fatti tutti i passi col cervello e occorre capire di che cosa si sta parlando. Sicuramente dobbiamo ridurre la pressione fiscale, studiando come far pagare tasse a chi non le paga. Cose che diciamo da decenni senza risolverle. Una riforma davvero importante sarebbe quella sulle deduzioni per la spesa delle famiglie secondo un criterio unanime. Ad esempio dando a tutti il diritto di detrarre due paia di scarpe l’anno, con l’obbligo così di prendere gli scontrini e metterli nella denuncia dei redditi.

Tornando all’Istat, l’andamento dell’economia viene definito stagnante.
Sicuramente tale andamento implica che a Nord qualcosina stanno combinando, ma al sud va sempre peggio. Ripeto che occorrerebbe un aumento della spesa pubblica, anche con una moneta parallela non a debito che va a sommarsi alle tasse, ma addirittura si potrebbe puntare sul pareggio di bilancio con molta moneta parallela. Al gettito tributario verrebbe in tal modo aggiunta la moneta non a debito e si otterrebbe una maggiore spesa. Una rivoluzione. Ma visto che la Camera ha approvato all’unanimità i mini Bot di Borghi, che mi sembrano una buona idea, non capisco perché non proseguire sulla strada dei cambiamenti.

Bankitalia invece, descrivendo sempre uno scenario difficilissimo per l’economia italiana, sostiene che una soluzione può arrivare dall’Europa, rivedendo le politiche europee di crescita e sfruttando meglio le risorse che l’Ue mette a disposizione. Europa dunque come grande risorsa e soluzione ai tanti mali del Paese?
Ognuno può dire la sua. Io dico che il modello macroeconomico che fa decidere alla Commissione tutto ciò riguardo il nostro Paese parte dal presupposto che abbiamo la piena occupazione. Ma è davvero così? Perché se è così ok, altrimenti Visco non ha capito la cosa principale.