Da Scientology ai santoni, nel silenzio del Governo. Le sette guadagnano adepti e lo Stato sta a guardare

di Carmine Gazzanni
Primo piano

Rocco Politi è un ex testimone di Geova. Un anziano, per la precisione. Un ruolo ragguardevole, paragonabile al “vescovo” per i cattolici. Un giorno, però, sua nipote si ammala gravemente. Sarebbe necessaria una trasfusione di sangue per salvare la piccolina. Impossibile, però, all’interno dei Testimoni. Talmente impossibile che si preferisce la morte alla cura. E così accade: la piccolina muore. Un colpo tremendo per la famiglia Politi, che decide, con gran fatica, da uscire da quel mondo, un mondo in cui era nato, cresciuto, in cui aveva conosciuto la moglie e messo su famiglia. “Puoi immaginare – ci dice Rocco – lo shock una volta abbandonati i Testimoni di Geova. È come rinascere, ma essere impreparati alla vita vera”.

Una situazione, quella di Rocco, che purtroppo colpisce tanti. E non a caso l’impegno oggi di Politi è dedito all’assistenza di tutti coloro che chiedono aiuto per uscire dal mondo dei Testimoni (che, per inciso, premono affinché nessuno li bolli come “setta”), con la sua associazione Quo Vadis. Basti questo: “Da quando abbiamo registrato Quo Vadis (nel luglio 2013, ndr) io ho ricevuto 120mila mail di richieste di aiuto, da tutto il mondo. Lo Stato, però, preferisce non intervenire”. Verrebbe da chiedersi, a questo punto, come sia possibile che non ci sia il benché minimo controllo di tale fenomeno. Semplice: l’Italia non ha una legge ad hoc. “C’è un vuoto che non è colmato da nessun sistema”, sottolinea Pier Paolo Caselli, ex scientologist che, per la Chiesa di Ron Hubbard, ha versato 100mila euro (“e 70 non li ho più rivisti”). Peggio è andata a Maria Pia Gardini che, come denunciato nel 2012 in commissione al Senato, ha dato a Scientology quasi 2 milioni di dollari. Una cifra esorbitante “per comperare dei corsi, per fare delle donazioni, perché io facendo Scientology sarei diventata superman o superwoman, non avrei più avuto malattie”. Oggi Pier Paolo cerca di prender spunto dalla sua vicenda, anche lui per rendersi in qualche modo utile agli altri. “Ho preso spunto dalla mia vicenda – ci racconta – per portare avanti, tramite il mio sito, un discorso di rafforzamento rispetto alle tematiche legate alla resilienza, quando ci sono importanti sfide da affrontare”.

STATO ASSENTE – Insomma, c’è tanto impegno nel mondo associazionistico, di soccorso alle vittime del mondo dell’occulto e ai loro familiari, ma resta il fatto – come da tempo denuncia anche Maurizio Alessandrini, fondatore dell’Associazione Familiari Vittime delle Sette – che manca un intervento deciso, da parte dello Stato.

Non a caso, la Fecris, la Federazione Europea dei Centri di Ricerca e di Informazione sulle Sette e i Culti, ha inviato una lettera a Matteo Renzi, ai ministri Stefania Giannini, Beatrice Lorenzin, Angelino Alfano, Andrea Orlando e Paolo Gentiloni e ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, esprimendo “forte preoccupazione e sconcerto per il mancato recepimento delle indicazioni contenute” in una Raccomandazione del Consiglio d’Europa (la numero 1412 del 1999) con la quale si intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitando a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione anche in ambito scolastico”. Peccato, però, che tale raccomandazione, nonostante vari solleciti e diversi interventi parlamentari, non sia mai stata recepita. Col risultato che in Italia manca, a differenza di come accade in Spagna o in Francia, il reato di plagio o manipolazione mentale.

L’ultimo tentativo di peso si è avuto nel 2005, quando un ddl sull’introduzione del reato di plagio è stato approvato dalla commissione Giustizia. Arrivato però in Aula a Palazzo Madama, dopo vari rinvii, è stato congelato, fino a scomparire dall’agenda politica. Anche in questa legislatura qualcuno ci ha riprovato. Come Pino Pisicchio che, il 15 marzo 2013, ha presentato una nuova proposta di legge, ma il ddl, però, non è mai stato nemmeno calendarizzato.

METODI MAFIOSI – Si spera, questa volta, che l’appello della Fecris vada a buon fine, dato che è l’ultimo di una serie interminabile. “Questa lettera – ci dice infatti la dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e fondatrice del CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici) – è fondamentale e sintetizza quanto denunciato da anni dalle nostre associazioni. Vi sono in Italia diverso gruppi che agiscono secondo modalità settarie, ma nessuna tutela legislativa per le vittime. Questo vuoto, assieme anche alla impreparazione dei giudici su questo argomento, finiscono per creare un doppio danno alle vittime che denunciano”. Ed è questa la ragione per cui, continua la Tinelli, “chi esce da un gruppo non denuncia. Un altro motivo è che si temono ritorsioni dei medesimi gruppi, che sguazzano nel vuoto legislativo, facendosi passare palesemente per le vere vittime della situazione, gridando spesso alla violazione della libertà di religione, ma agendo in modi similari ai contesti mafiosi, rovinando la reputazione di chi parla sino a commettere altri reati più gravi, quali l’effrazione di email, pedinamenti, molestie e a volte induzione al suicidio”.

GUERRA TRA ASSOCIAZIONI – Intanto, denuncia la Fecris nella sua lettera, “è da lungo tempo in corso una pressante e grave campagna di discredito delle associazioni italiane federate Fecris”, nonché della Sas, la Squadra Anti Sette della Polizia Italiana. Tale attività, peraltro, “mira a negare il fenomeno”. Domanda: chi è che sta portando avanti tal campagna, secondo la Fecris? La European Federation for Freedom of Belief (FoB), che ovviamente respinge puntualmente ogni accusa mossa dalle associazioni antisettarie e che si pregia di frequentare l’Osce (Office for Democratic Institutions and Human Rights), cui puntualmente ogni anno nella propria relazione illustra le ragioni per cui, a loro dire, andrebbero abolite la Squadra Anti Sette, CeSAP e tutti coloro che si occupano del mondo settario e di assistenza a vittime e familiari sconvolti da esperienze con le organizzazioni controverse.

La Fecris, però, a sua volta è impegnata a denunciare il fenomeno settario e i ripetuti tentativi di infiltrazione degli stessi apologeti dei culti in sedi istituzionali. Perché resta un fatto: chi troviamo all’interno della FoB? Lo dice la stessa Fecris: “l’associazione […] vede tra i suoi direttori e membri esponenti di rilievo di organizzazioni controverse come Scientology, Damanhur, Misa Yoga”. Per dire: il leader del Misa, Gregorian Bivolaru, è stato arrestato a febbraio. Era tra i 45 latitanti più pericolosi d’Europa. Insieme a Matteo Messina Denaro e Salah Abdeslam.

Tw: @CarmineGazzanni

  • Pier Paolo Caselli

    Un sentito ringraziamento a Carmine Gazzanni che è uno di quei pochi giornalisti che in Italia segue costantemente questa problematica che, nonostante sia decisamente sottovalutata, è fonte invece di grande sofferenza per centinaia di migliaia di persone che così si ritrovano ad essere totalmente abbandonate a se stesse.

    Mi auguro che anche grazie ad articoli come questo le istituzioni si sensibilizzino e decidano di mettere in campo gli strumenti adeguati per contrastare un fenomeno di così vasta portata così però “stranamente” sottaciuto.

  • Pingback: Rocco Politi | Le sette guadagnano adepti e lo Stato sta a guardare.7/11/2016()

  • Dino Polesello

    Sono d’accordo con l’articolo quando si riferisca veramente ad una “setta”; mi sa però che c’è un a tale difficoltà a definire ed individuare una vera “setta” che anche i migliori studiosi della materia sono in qualche difficoltà, giusto Sig. Gazzanni? Forse sarebbe meglio chiamarli “culti”, secondo la World Book Encyclopedia il termine “culto” ….”viene oggi applicato a gruppi guidati da un leader vivente che propugna dottrine e pratiche nuove ed eterodosse”; oppure secondo una risoluzione congiunta dello Stato del Maryland USA ….”un gruppo o movimento che rende eccessiva devozione a una persona o a un’idea e adotta disoneste tecniche manipolatorie di persuasione e controllo per promuovere i fini dei suoi capi”. Bene, sta di fatto che sono d’accordo sulla pericolosità di uno o più “culti” che corrispondano all’ultima definizione che ho menzionato. A ben guardare però di questi “culti” ne troviamo parecchi anche all’interno della Chiesa Cattolica, è d’accordo con me Sig. Gazzanni? Occorre che le faccia nomi? Me lo dica, le scriverò volentieri l’intero elenco. Sono meno pericolosi? Uhm, mi viene il dubbio che chi scrive sia di parte, come mai? (il dubbio intendo) Quanto a certo Sig. Politi penso che dopo tanto tempo lo strazio della sua espulsione dai Testimoni di Geova sia stato elaborato considerato lo spessore della persona che non ha altro da fare che fare il paladino dei malcontenti o degli ingannati (dipende dal punto di vista) consiglierei il Sig. Politi di aprire un’Associazione per tutti coloro all’interno della Chiesa Cattolica che sono vittime del plagio, della manipolazione, dell’ignoranza religiosa, si dia da fare seriamente Sig. Politi. (grande mente!)
    Quando il Papa stesso parla contro Medugorje, quando Radio Maria dice che i terremoti sono un castigo di Dio….Caro Sig. Gazzanni meglio cominciare a far pulizia in casa o almeno dalla casa più grande non le sembra ovvio?
    Bene, se il suo zelo è genuino, lo vedremo dal seguito.
    Saluti.
    D. Polesello

  • alessiaissela

    questo articolo mi pare la fotocopia di altri a stessa firma, stesse fonti, stessi protagonisti, stesse notizie parziali. Tanta solidarietà umana a Politi, ma dev’esserci dell’altro visti artt. 330/333 cc sulla decadenza della patria potestà in caso di grave pericolo per il minore. Il/la figlio/a di Politi, co-genitore della bambina deceduta, era stato allevato/a in quella disgraziata convinzione proprio dal Sig. Politi, che magari doveva prendere coscienza prima della pericolosità di certe credenze. (Io ne presi atto a 17 anni). Rif. Caselli e Gardini, mi chiedo se Gazzanni ritiene che lo Stato debba intervenire (o limitarsi a guardare) se un cittadino decide di spendere 100.000 (o 70.000?) euro per un’automobile o quasi 2 milioni per un’appartamento. Rif. Birolavu, la sua storia è molto più complessa (con l’intervento di Svezia e CEDU) dell’affermazione molto emotiva e ad effetto, ma poco esaustiva, dell’elenco dei 15 più ricercati d’Europa. In breve, Gazzanni può continuare a fare l’ideologo antisette attingendo sempre e inesorabilmente alle stesse fonti, oppure fare il giornalista e indagare. Perché magari potrebbe uscire un quadro diverso da quello che è solito propinare a chi ci crede (proprio come si crede alle verità propugnate dalle cosiddette sette…)

    • Ethan04

      Che il sig, Gazzanni attinga a determinate fonti non esclude abbia fatto approfondite indagini sull’argomento trattato. E in ogni caso se questo aspetto le sta particolarmente a cuore, non vedo cosa le impedisca di suggerire eventuali fonti a cui fare riferimento, osservato che da quanto scrive, lei risulta addirittura convinta che “potrebbe uscirne un quadro diverso”. Sulla vicenda di Gregorian Bivolaru, controverso guru del Movimento per l’Integrazione dello Spirito nell’Assoluto (MISA) mi perdoni, ma pur nella indubbia complessità della vicenda,direi che la nota dall’articolista, peraltro riportata da prestigiose testate giornalistiche internazionali, sia semplicemente un dato di fatto, non certo una “affermazione molto emotiva e ad effetto”.

      Cordialità

      • Pier Paolo Caselli

        Chissà come mai chi parla sempre di “quadro diverso” accusando gli altri non si firma mai con nome e cognome. Forse perché ha paura che qualcuno scopra il suo di “quadro diverso”?

  • alessiaissela

    @ Ethan04

    Gentile Ethan, concordo sicuramente con quel che scrive nel suo commento: il fatto che Gazzanni abbia scritto 3 articoli-fotocopia (+ 1 intervista a Radiophonica Perugia) usando sempre le stesse fonti non esclude che abbia indagato. Al più indica che ha ritenuto credibili e affidabili SOLO quelle stesse medesime fonti e le loro istanze. Un po’ come chi crede al “guru” della sua cosiddetta “setta” e scarta tutto il resto, dopo “accurata indagine”? Ben sappiamo che è insito nella natura umana credere a quel che si vuole credere ed eliminare tutto ciò che va in direzione contraria. Tecnicamente si chiama bias cognitivo.

    Non concordo invece su quel che lei dice in seguito: non sono certo io a dover suggerire all’esperto giornalista Gazzanni quali sono le fonti da sentire. Mi chiedo solo perché faccia riferimento sempre e solo a quelle poche e selezionate fonti che ha usato in 3 articoli-fotocopia (+ 1 intervista radiofonica).

    Propongo un argomento di riflessione, sia all’esperto giornalista Gazzanni, sia ai suoi lettori: nel momento in cui si toglie una disciplina/evento/movimento dal suo ambito di pertinenza, cambiano anche i punti di riferimento?
    Esempio. Se togliamo arbitrariamente il cancro dal suo ambito di pertinenza (oncologia) e, come fanno certi ciarlatani della salute, lo collochiamo nell’ambito delle “energie sottili”, chi diventa il punto di riferimento, l’esperto da sentire? Mi sembra chiaro: si passa dall’oncologo al ciarlatano, l’autoproclamato “esperto” di “energie sottili”. Anche se magari è solo un ragioniere comunale in pensione sconosciuto al dibattito scientifico e senz’altra qualifica professionale se non l’autoreferenzialità.

    Lo stesso vale per i movimenti religiosi. Se togliamo un movimento dal suo ambito (la religione) e lo spostiamo arbitrariamente in quello delle “sette” (e chi sa che cosa sono ce lo spieghi, Gazzanni in testa), chi diventa l’esperto da sentire? Il socio-antropologo che studia le manifestazioni/prassi religiose, con decine di pubblicazioni scientifiche all’attivo, o l’autoproclamato “esperto di sette”, magari ragioniere comunale in pensione, o guardia giurata, o ferroviere, o vigile urbano, o prete ossessionato dal demonio? (non sto facendo esempi a caso, ma citando la cruda realtà di certe realtà antisette italiane).

    E attenzione: anche lo psicologo clinico (magari criminologo, magari grafologo) non necessariamente rileva, a maggior ragione se non ha mai pubblicato alcuno studio specifico. E per “pubblicazione” non intendo un’intervista su Gente (come ho tristemente rilevato in alcuni curriculum chilometrici fatti di nulla), ma su rivista scientifica del settore. Perché l’affiliazione religioso-spirituale non è una patologia, né è necessariamente criminogenetica. Né necessariamente l’affiliazione è dovuta a “manipolazione mentale” (ondepercui lo Stato dovrebbe intervenire a bomba con leggi specifiche).

    Lo Stato ha già leggi che tutelano l’incapacità cognitiva, la minorata difesa, il benessere dei minori. E ha leggi che puniscono la truffa e l’abuso di credulità popolare. Si tratta solo di applicarle senza creare fattispecie di reato già cassate in passato. E giusto per rifarmi a quanto dice nell’intervista alla radio perugina, forse Gazzanni non s’è accorto che le proposte di legge fin qui presentate per la reintroduzione del reato di plagio presentano la stessa indeterminatezza e la stessa apertura all’arbitrarietà di quella già cassata. Inoltre vorrei sapere da lui, perché è lui che ne parla, quali altri “numerosi” stati europei prevedono il reato di “manipolazione mentale” (peraltro già presente anche in Italia, vedi truffa e circonvenzione), e quante volte la legge About-Picard francese che pure cita indirettamente è stata applicata in Francia dal suo anno di introduzione (2000?).

    Per quel che ne so avendone letto, Caselli fece pure ricorso all’AG rif. sua esperienza scientologica, ma la sua denuncia fu archiviata. Quindi non è che lo stato sia “stato a guardare”. Ha invece valutato che le sue richieste non erano accoglibili.

    A me pare che le persone sentite da Gazzanni che oggi piangono sul latte versato fossero del tutto consapevoli di quel che stavano facendo (un anziano dei TdG con 40 anni di carriera alle spalle, un paio di scientologi che ho avuto la (s)ventura di leggere sui forum dedicati, dove hanno scritto chiaramente che avevano perseguito il loro scopo con eccezionale determinazione, in particolare il Caselli), ma che oggi preferiscono declinare le proprie responsabilità. E delle scelte sbagliate del passato, e della difesa/diffusione/finanziamento di quei movimenti in cui allora credevano fermamente e che oggi arbitrariamente definiscono “sette”, grazie anche agli autoproclamati “esperti” che cercano di vendere la propria visione del mondo/ideologia (e che alcuni comprano acriticamente, esattamente come facevano ieri con altri “esperti” di vattelapesca). E se le comprano non in base alle conclusioni della scienza sociale, al cui dibattito quegli “esperti” sono del tutto sconosciuti e estranei. Non va infatti dimenticato che gli antisette italiani latitano tristemente nelle pubblicazioni scientifiche e nei convegni che pure esistono, e che fanno la loro comparsa – quando la fanno – solo agli autoreferenziali e privati convegni Fecris, dove si entra solo su invito. E mi pare chiaro che si invita solo chi condivide quella ideologia, come accade nelle “sette”.

    Mi chiedo quali “abusi psicologici” abbia poi studiato il Cesap, fonte privilegiata di Gazzanni. Sul sito dell’associazione non compaiono studi di sorta… quando va bene sono solo testimonianze di ex membri sulla cui affidabilità resta un grosso punto interrogativo (almeno secondo i crismi della scienza sociale).

    Rif. Bivolaru, quel che rileva non sono le “prestigiose testate giornalistiche” (quali??) che al limite riportano la cronaca per dovere di cronaca (magari foraggiate dalle stesse fonti unidirezionali di Gazzanni, che pure da freelance è stato pubblicato dall’Espresso), ma la vicenda nella sua completezza (su cui Gazzanni sorvola). In fondo se una “prestigiosa testata giornalistica” si limitasse a dire che un certo Mandela era un pluripregiudicato, un galeotto con alle spalle 30 anni di galera starebbe dicendo la pura verità. Ma starebbe anche raccontando solo una parte della storia, quella che magari fa il paio con l’ideologia dell’articolista di turno. Una mezza verità, che alla fine non aiuta alla comprensione ma che vuole colpire l’emotività e creare un effetto. Che poi in fondo è il succo della manipolazione mentale. E’ d’accordo, Ethan?

    Ricambio la cordialità.

    • Pier Paolo Caselli

      Rispondo brevemente visto che sono stato tirato in ballo sempre dalla solita persona che da anni perseguita me e non solo (e che in questo momento per questo motivo tra l’altro è alle prese con qualche serio problemuccio).

      Scrive: “A me pare che le persone sentite da Gazzanni che oggi piangono sul latte versato fossero del tutto consapevoli di quel che stavano facendo (…….un paio di scientologi che ho avuto la (s)ventura di leggere sui forum dedicati, dove hanno scritto chiaramente che avevano perseguito il loro scopo con eccezionale determinazione, in particolare il Caselli)”.

      Come la signora dovrebbe ben sapere, ma che ignora bellamente, pur avendoglielo fatto presente decine e decine di volte, io sono sempre stato del tutto consapevole di quello che stavo facendo e “non ho mai pianto sul latte versato” per questo, ne ho mai evitato le mie responsabilità, quello che ho sempre DENUNCIATO è la NON ATTUAZIONE delle stesse norme interne codificate da L.Ron Hubbard che PREVEDONO IL RIMBORSO DELLE SOMME VERSATE SE NON SODDISFATTI DEI RISULTATI OTTENUTI (Rif. direttiva interna “Refund Policy”). Questo è il punto. Delle mie scelte ne ho pagato le conseguenze in modo diretto e ne ho tratto gli opportuni insegnamenti.

      Come vede cosa ben diversa da quella che lei usa come pretesto per cercare di MANIPOLARE da anni le opinioni ed i giudizi altrui. E se l’unica credibilità che è riuscita a crearsi in tutti questi anni di questi pressoché inutili sforzi le deriva da quella attribuitale dal sostegno di quattro gatti (la maggior parte dei quali sono amici di vecchia data) che la seguono sul suo auto creato forum, un motivo evidentemente ci sarà. Mi dispiace se lei non è riuscita nel suo intento di screditarmi e per questo si trova a rosicare ogni volta che vengo intervistato. Deve essere un’atroce sofferenza per lei leggere ogni volta il mio nome (NOME VERO, non come lei che ricorre sempre a nick diversi perché non ha nemmeno il coraggio di metterci il suo vero nome e cognome). Provi a farsene una ragione ed andare avanti nella sua vita. C’è qualcosa di meglio da fare che dedicarsi incessantemente ad infangare il prossimo con la scusa di fare la paladina delle “nobili” cause. Alla sua non più tenera età avrebbe dovuto ormai esserci arrivata da sola. Ma forse avrà bisogno di qualche lezione un po’ più pesante per capirlo. Poi però non “venga a piangere sul latte versato”, mi raccomando! :-)

      Andiamo avanti.

      Per quanto riguarda il fatto di aver “perseguito il loro scopo con eccezionale determinazione”, non vedo cosa questo possa cambiare nell’economia del discorso, visto che è un modus operandi che applico in tutto ciò che faccio nella mia vita. Certo se Scientology non facesse della continua autoreferenzialità, del continuo millantare risultati incredibili, e di un impareggiabile contorno che ti mette in condizione di credere ancora di più alle loro pretestuose “promesse”, la loro UNICA FONDAMENTALE strategia, magari quella determinazione sarebbe scemata prima. E lei dovrebbe ben conoscere a quale livello di “scenografia” psicologica sono in grado di arrivare.

      Un altro punto su cui lei da anni continua a battere è “l’autorevolezza” dei cosiddetti antisette. Il suo ragionamento un po’ bigotto e provinciale, se me lo consente, è: non sono autorevoli perché non hanno titoli accademici e non hanno “pubblicazioni” prestigiose a loro conforto. Come se le uniche persone degne di essere ascoltate fossero solo i titolati e gli studiosi. Beh le recenti elezioni americane hanno dato un ottimo esempio in questo senso, scusate la digressione ma era giusto per rendere l’idea.

      Lei stessa si è laureata solo dopo i 50 anni. E non mi risulta che abbia delle sue pubblicazioni su autorevoli testate medico/scientifiche. Giusto? Però per anni lei si è dedicata a queste tematiche, in particolare Scientology. Dunque adottando il suo stesso criterio, la sua “autorevolezza” formale sta più o meno allo stesso livello di quella di coloro che lei così ostinatamente critica. Con una notevole differenza però. Mentre lei di tutte queste questioni ne “discute” stando dietro ad un monitor al calduccio della sua bella casetta facendo lo sforzo massimo di leggere notizie riportate da fonti di seconda, terza, quarta, etc. mano, la maggioranza di quelle persone quelle realtà le vivono, o le hanno vissute, in maniera più approfondita e diretta perché fanno parte della loro abituale e concreta attività.

      E tra uno studioso chiuso nel suo orticello accademico ed una persona “normale” che vive quello di cui si discute quotidianamente, io mi fido certamente più del secondo. Ad Hillary permettendo! 😉

      Mi stia serena Alessiaissela e si goda il suo dolce auto pensionamento! 😉

    • Pier Paolo Caselli

      Ah dimenticavo: l’AG non è potuta intervenire, pur rilevando dei “potenziali” reati, proprio perché nell’attuale ordinamento giuridico non sono previste certe tipologie di crimini. Che sono per l’appunto quelli di cui si parla nell’articolo.

  • alessiaissela

    @ Caselli

    Mi perdoni, ma faccio fatica a seguirla sul punto che le spiego: lei si sarebbe rivolto alla giustizia (penale) per ottenere quanto promesso in una scrittura dottrinale religiosa (un rimborso). Forse mi sbaglio, ma queste cose sono o regolate internamente al movimento, o dal codice civile quando un contratto sottoscritto dalle parti non viene rispettato.
    Al di là di una (risibile) scrittura dottrinale, lei ha un contratto sottoscritto dalle parti in cui ci si impegna a un rimborso in caso di insoddisfazione? Se sì, lo faccia valere. Se no, se ne faccia una ragione e ne tragga insegnamento per il futuro.
    Da quel che riporta Gazzanni, vedo che le sono stati restituiti 30.000 su 100.000 euro versati nell’arco di (leggo da altri articoli) una ventina d’anni di affiliazione. A che titolo le fu reso il 30% di quanto versato?

    Riguardo all’aver “perseguito uno scopo con eccezionale determinazione”, a mio avviso c’entra eccome. L’articolo di Gazzanni sottolinea la mancanza in Italia di una legge contro la “manipolazione mentale” (plagio), e lo stesso Gazzanni le attribuisce la frase secondo cui in Italia ci sarebbe un “un vuoto che non è colmato da nessun sistema”.

    “Manipolazione mentale” (o plagio che dir si voglia) significa in sostanza fare qualcosa contro la propria intima volontà, essere indotti da terzi ad agire contro la propria volontà e in base alla “sua” (di terzi) volontà, senza l’uso di violenza o di sostanze che inibiscono i processi cognitivi. Lei mi conferma di aver perseguito il suo scopo scientologico con eccezionale determinazione, quindi di sua propria volontà. Nessuna “manipolazione”. Lei voleva quella particolare “bicicletta spirituale” e alla fine se l’è comprata. Verificato che la “bicicletta spirituale” non funzionava come dottrinalmente promesso, lei pretenderebbe un rimborso totale di quel che ha versato in 20 anni di affiliazione. Anche dei corsi per imparare a guidare qualsiasi bici, della tuta da ciclista, delle scarpette, del casco, ecc. Allora: se c’è truffa c’è truffa ma, a quanto pare, secondo il giudice che archiviò il suo procedimento truffa non c’è stata. I 30.000 euro della “bicicletta” le sono stati resi. E quindi?

    Lei dice che “l’AG non è potuta intervenire, pur rilevando dei “potenziali” reati, proprio perché nell’attuale ordinamento giuridico non sono previste certe tipologie di crimini. Che sono per l’appunto quelli di cui si parla nell’articolo.”

    Stupisco. Potrebbe rendere pubblica la sentenza di archiviazione con il nome del giudice e tutti i numeretti che rilevano? Glielo chiedo perché è innegabile che in qualsiasi condotta si potrebbe ravvisare un “potenziale reato” se solo “esistesse la legge” che la punisca. Che so, mio marito ha bruciato l’arrosto. E il giudice mi dice che in assenza di una legge che punisce la bruciatura dell’arrosto da parte del marito, allora non si fa nulla. Per quel poco che ne so le sentenze non funzionano così, ed è per questo che le chiederei gentilmente di rendere pubblica la sua di archiviazione.

    Allo stesso modo rilevo che quand’anche il giudice le avesse davvero risposto così in sentenza (e mi permetta di dubitarne), questo significherebbe che lei gli si era rivolto invocando una presunta “manipolazione mentale”, così contraddicendo la “eccezionale determinazione” che invece anche qui ci conferma.

    Sorvolo su tutto il resto che ha scritto, che è un lungo e noioso attacco personale. Constato che secondo gli “esperti antisette” certi comportamenti tesi a diffamare, sminuire ecc. sarebbero attribuibili alle “sette” e ai loro seguaci, non certo alle “povere vittime”.

    Leggo nell’articolo di Gazzanni che ora lei “istruisce” (a pagamento) altre persone (posso chiederle in base a quale qualifica professionale?) su come vincere le asperità della vita. Mi auguro che non insegni ad essere aggressivo e, mi permetta, “paranoico” come si è mostrato nel rispondermi e contraccambio gli auguri di una vita serena.

    • Pier Paolo Caselli

      Alessiaissela, si curi una volta per tutte. Ma vada da uno BRAVO! Al suo paesello andare in giro con la laurea in tasca la farà sicuramente sentire importante ma come al solito i suoi interventi invece che centrare il bersaglio (tentare di sminuire il suo interlocutore) dimostrano un’ignoranza imbarazzante. La può mascherare finché vuole con la sua prolissa ed inconcludente dialettica ma la sostanza rimane sempre quella. E con questo spero riprenda a pensare ai suoi diversi problemi giudiziari che l’attendono piuttosto che alle qualifiche ed ai curriculum altrui.

    • Pier Paolo Caselli

      Quella del formatore non è una professione codificata e standardizzata (per fortuna) e non esistono Albi e Ordini professionali. Allo stesso modo non esistono albi professionali e esami ufficiali per diventare Coach. Dunque per fare formazione non vi è bisogno di qualifiche professionali.

  • Ethan04

    @ alessiaissela

    Gentile alessia, quello che innanzitutto meraviglia nella sua risposta, è che al mio semplice invito a indicare lei stessa eventuali fonti che,a suo parere, potrebbero fornire “un quadro diverso” rispetto quello tratteggiato dal sig. Gazzanni, preferisce non farlo. C’è da chiedersi perché, considerate le critiche che ha avanzato e naturalmente volendo presumere lei abbia a cuore la corretta e obiettiva informazione. D’altro canto, valutato con attenzione il contenuto del suo articolato commento, la particolare insistenza con cui rimarca alcune considerazioni e vocaboli (quelli utilizzati all’indirizzo di coloro che definisce “autoproclamati esperti”, compreso lo stesso giornalista), e, non me ne voglia, una certa supponenza espressiva, sorge il dubbio sia essenzialmente interessata a screditare/denigrare l’autore dell’articolo e le fonti di riferimento. Dubbio che trova conferma, a parere di chi scrive, già a partire dallo stesso incipit della sua risposta, su cui mi permetto di soffermarmi, dato che mi chiama personalmente in causa. Lei afferma…<>.
    Che un autore scriva alcuni articoli, lei ne precisa il numero, affidandosi ad alcune specifiche fonti, non solo non esclude che abbia indagato, come precedentemente avevo osservato, ma, a differenza di quanto lei sostiene, nemmeno indica abbia ritenuto credibili e affidabili SOLO quelle medesime fonti e le loro istanze. Semplicemente, per tali articoli, si è avvalso di quelle fonti, il resto, ne converrà, sono mere congetture. Tira poi in ballo il cosiddetto “bias confirmatorio”, ma vede, lo si potrebbe applicare al suo stesso modo di ragionare. Peraltro, la sua definizione di bias cognitivi non è propriamente corretta. Con tale espressione ci si riferisce infatti a preconcetti o pregiudizi astratti e percezioni distorte o erronee non basate su dati di realtà, ma acquisite a priori in modo acritico o privo di giudizio. Quindi è del tutto infondato attribuire bias o euristiche cognitive a un giornalista che ha riportato negli articoli a sua firma quanto sostenuto e denunciato non solo dalle fonti citate ma da autorevoli esperti europei e peraltro ripetutamente evidenziato anche dallo stesso Consiglio d’Europa. Il Rif. è al mancato recepimento da parte del nostro Stato (non è il solo purtroppo), delle indicazioni contenute nella Raccomandazione 1412/1999. Detto in altri termini, ad oggi, chi ci governa, rispetto lo specifico fenomeno sociale, non ha mai provveduto ad attuare politiche informativo/preventive a tutela della popolazione e, in particolare, delle fasce maggiormente vulnerabili. Commette al più un errore Gazzanni, quando scrive che la Spagna è dotata di una legge sulla cosiddetta “manipolazione mentale”. Vero è, semmai, che da anni autorevoli specialisti spagnoli del fenomeno ed associazioni di tutela delle vittime, denunciano, al riguardo, un vuoto normativo, proprio come accade nel nostro paese. E analoga denuncia, proviene da studiosi e associazioni di altri stati europei.
    Mi consenta anche una riflessione personale e una domanda, senza voler dar adito a polemiche di sorta. Come persona indubitabilmente interessata alle questioni trattate nel pezzo di Gazzanni, suppongo avrà preso visione anche dei non pochi articoli a firma di un altro giornalista free lance, individuabile tra i fondatori della European Federation for Freedom of Belief (FOB), della quale è stato membro del Direttivo sino all’agosto 2016, e che ha ripetutamente espresso considerazioni del tutto analoghe alle sue. Le fonti a cui tale autore fa riferimento, sono sempre le medesime e, per usare una sua espressione alessia, si tratta di articoli-fotocopia. Lo definirebbe un “esperto giornalista” e ideologo pro-sette che si avvale di bias di conferma, <>?
    In relazione a quelli che definisce, con una punta di sprezzo, e credo di essere stato magnanimo, “auto-proclamati esperti”, ossia ai referenti delle associazioni italiane di tutela delle vittime delle cosiddette sette, le suggerisco invece vivamente di informarsi meglio, sia rispetto alla loro oramai ventennale attività sul territorio sia alle loro collaborazioni. Un buon punto di partenza, a mio parere, è consultare la composizione dei comitati scientifici. Troverà, unitamente a stimatissimi esponenti delle varie discipline scientifiche, anche neuro-scienziati del calibro di Pietro Pietrini e Giuseppe Sartori nonché, Janja Lalich, Professore Emerito di sociologia presso la California State University, Chico (Stati Uniti d’America) nonché una delle massime esperte internazionali di culti coercitivi e gruppi estremisti. Laddove lo ignorasse, vorrei farle anche presente che l’attuale presidente CeSAP, il dott. Luigi Corvaglia, oltre ad avere all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche, è autore di un recente ed eccellente lavoro sulle donne nei culti realizzato insieme alla menzionata Prof. Lalich http://griess.st1.at/gsk/fecris/sofia/Lalich1_EN.pdf e posso anticiparle, senza tema di smentita, che un saggio del dott. Corvaglia sarà inserito nel libro di prossima pubblicazione negli Usa, sempre a firma di quest’ultima. Le ricordo anche che gli “autoproclamati esperti” hanno partecipato a dibattiti e convegni scientifici in qualità di relatori presso alcune delle più prestigiose università italiane. Può agevolemnte verificare questo e molto altro, contattando direttamente le associazioni. D’altra parte, che nelle cosiddette associazioni anti-sette, così come in qualunque associazione di volontariato, operino a vario titolo, affiancati da studiosi, pensionati, vigili, ferrovieri, casalinghe, etc, quale rilievo dovrebbe avere? Secondo una stima del 2014, il 23,5% di coloro che ci governano, non possiede laurea, pochissimi hanno un master e solo qualcuno un dottorato di ricerca. Lei dovrebbe fare il finimondo!
    Rif. Bivolaru. In merito scrive: “quel che rileva non sono le “prestigiose testate giornalistiche” (quali??) che al limite riportano la cronaca per dovere di cronaca (magari foraggiate dalle stesse fonti unidirezionali di Gazzanni, che pure da freelance è stato pubblicato dall’Espresso), ma la vicenda nella sua completezza (su cui Gazzanni sorvola)”. Concordo, quello che rileva non sono le prestigiose testate giornalistiche ma la vicenda nella sua completezza, (mi permetto tuttavia di sorridere, stando al suo discorso, pensando che ad es il Daily Mail, che ha trattato il caso, sia stato foraggiato dalle stesse fonti unidirezionali di Gazzanni), vicenda che allo stato, vede il leader spirituale di MISA scontare una pena a sei anni per atti sessuali con una minore, inflittagli con sentenza definitiva dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia rumena. Si può aggiungere che proprio ieri la stampa rumena ha riferito che il tribunale di Bucarest, con sentenza non definitiva, ha diminuito la pena di un anno, avendo il condannato già scontato periodi di arresto in altri paesi. https://huff.ro/stiri/gregorian-bivolaru-pedeapsa-scazuta-cu-un-s-redus-perioada-de-arest-din-suedia-si-franta-94920
    Bivolaru ha poi recentemente presentato istanza per l’annullamento del citato processo, poiché celebrato in contumacia essendo egli all’epoca latitante. Si può infine ricordare che questo controverso guru, imputato nel suo paese anche in altro procedimento per plurimi crimini, è stato altresì indagato nel nostro paese dalla Procura di Firenze insieme a vari esponenti di MISA. Vicenda quest’ultima, come certamente saprà, di cui si attendono gli sviluppi. E per inciso, il sig. Gazzanni non sorvola affatto sul caso,…è ovvio anche al lettore più disattento che l’oggetto del suo articolo era altro.
    Avrò voluto manipolare emotivamente anch’io i lettori mettendoli al corrente solo di questa parte della vicenda? Online è consultabile ampia documentazione per chiunque voglia approfondire l’intera storia.
    Il resto evito di commentarlo, ancora non me ne voglia, ma si tratta di sue opinioni personali che rispetto ma non condivido. Cordialità

    • Pier Paolo Caselli

      Buongiorno Ethan. Le impressioni che lei ha ricavato sono condivise anche da diversi esponenti dell’autorità giudiziaria, visto che la signora in questione è attualmente imputata in almeno due processi proprio per ciò che lei ha rilevato. E le accuse sono pesantine. Nel mio caso dopo essere stato diffamato ed insultato per diversi anni, sia pubblicamente che alle spalle, parliamo di fatti risalenti già al lontano 2008, ho provveduto a sporgere diverse querele, ma visto che la “signora” cerca con tutti i mezzi di non rendersi riconoscibile, il tutto è stato archiviato senza andare a confrontarsi nelle opportune sedi. Questo giusto per chiarire da quanto tempo questo soggetto mi sta tormentando. E come dicevo purtroppo non sono l’unico a cui dedica tali attenzioni. Ma altri sono riusciti perlomeno a portarla davanti ad un giudice. Ed ora sono proprio curioso di vedere come andrà a finire.

    • Pier Paolo Caselli

      Probabilmente Gazzanni è stato tratto in errore da una mia risposta durante l’intervista. Sono stato io, erroneamente a questo punto, che ho citato la Spagna tra i paesi dotati di apposita normativa antiplagio. Ero convinto di ciò e dunque me ne assumo la responsabilità. Non che cambi di molto la sostanza del confronto, ma giusto per essere precisi. La ringrazio comunque Ethan per l’opportuna precisazione.

      • Ethan04

        @pierpaolocaselli:disqus

        Buongiorno Pier Paolo. In realtà, il caso della Spagna è un po’ particolare e quindi è del tutto comprensibile si possa incorrere in errore e nemmeno io sono stato sufficientemente chiaro al riguardo. Vedo dunque di provvedere, ringraziando per l’opportunità offertami con il suo commento.Il codice penale di quel paese prevede infatti possano essere perseguiti quei gruppi che ricorrono a meccanismi di controllo della personalità, tuttavia è una norma giuridica che non è mai stata applicata alle cosiddette sette per la difficoltà della prova periziale. Per tale, motivo studiosi e associazioni, da tempo portano avanti una battaglia al fine per sollecitare l’approvazione di una legge specifica. Cordialità

  • Pier Paolo Caselli

    @ alessiaissela

    Ho trovato un attimo di tempo per provare a risponderle, so che è tempo perso, ma è un interessante esercizio per capire il suo livello cognitivo.

    Lei scrive: “Glielo chiedo perché è innegabile che in qualsiasi condotta si potrebbe ravvisare un “potenziale reato” se solo “esistesse la legge” che la punisca. Che so, mio marito ha bruciato l’arrosto. E il giudice mi dice che in assenza di una legge che punisce la bruciatura dell’arrosto da parte del marito, allora non si fa nulla.”

    Quindi lei attribuirebbe a chi mi ha risposto che il potenziale reato non può essere punito con l’attuale ordinamento giuridico un’interpretazione arbitraria sulla base di una mancata corresponsione alla sua propria personale FANTASIA.

    Dunque stando al suo ragionamento un professionista che lavora quotidianamente nell’ambito della giustizia improvvisamente si è reso conto che bisogna cambiare il sistema che norma la creazione delle leggi. In poche parole bisogna prima inventarsi la legge che sanziona e poi accertarsi (od anche no) se esiste il corrispettivo reato.

    Indubbiamente un interessante lavoro creativo!

    Un po’ come hanno fatto ultimamente, giusto? Hanno pensato, dunque mmhh….. quale legge potrebbe mancare di questi tempi nel nostro ordinamento? Questa suona bene: norme contro il cyberbullismo! E vai allora di leggi, poi se esistono i crimini relativi oppure no chissenefrega! L’importante è essere CREATIVI!

    Ovviamente sto scherzando, non vorrei che lei mi prendesse alla lettera, non sarebbe ne la prima ne ritengo l’ultima volta. Tornando all’esempio sopra riportato (cyberbullismo) è evidente che ci si è resi conto che esisteva un problema che non era sufficientemente tutelato con le precedenti normative, e così si è pensato di intervenire con dei provvedimenti ad hoc.

    Un po’ lo stesso con quella che è la problematica “manipolazione mentale”. Chi non è IDEOLOGICAMENTE schierato e vive certe situazioni sulla propria pelle sa che è un problema reale e concreto (altro che non “scientificamente” dimostrabile), mentre gli altri si comportano come lei, che considera con così totale superficialità ed approssimazione una reale problematica che coinvolge centinaia di migliaia di persone nel nostro paese, pur di non andare contro un’ideologia ormai del tutto anacronistica (e ce ne da conferma pure lei affermando quanto poco sia stata usata la legge About-Picard in Francia, alla faccia di chi pensava che una volta entrata in vigore una legge del genere addio libertà!).

  • Napoleon

    All’attenta lettrice alessia vorrei suggerire di visionare, di tanto in tanto, non li avesse notati, anche i commenti in margine agli articoli di stampa che raccontano il fenomeno delle sette nel nostro paese o riportano testimonianze di vittime. Commenti, per così dire, copia-incolla e quale sia l’autore degli articoli o la testata su cui vengono pubblicati. Al di là dei contenuti, lo stesso stile usato potrebbe addirittura far supporre si tratti spesso di una stessa mano o al massimo che a intervenire siano pochissimi soggetti tra loro piuttosto affiatati. Ma mettendo da parte questa ipotesi, non credo di sbagliare né di esagerare definendo detti interventi così come ho fatto. I contenuti sono sempre rigorosamente identici e uno campeggia su tutti: il discredito rancoroso nei confronti della dott.ssa Tinelli, psicologa ed ex presidente del Centro Studi sugli Abusi Psicologici -Cesap onlus. Né sarà un caso che nei confronti della stessa, con il palese intento di danneggiarne l’immagine e la reputazione, siano del resto stati attivati numerosi siti e blog anonimi o che in un forum frequentato anche dal sig. Caselli, venga dileggiata a ogni piè sospinto…confido che il sig. Caselli, che preciso non avere alcuna parte in questa molesta attività, possa e voglia dare conferma di quanto da me affermato. Non serve io lanci sassi a favore della professionalità e serietà di questa specialista, la sua ventennale attività sul campo parla da sé ed è giustamente riconosciuta dai suoi assistiti, dai colleghi e dagli studiosi del settore così come dalle istituzioni e dagli stessi media. Oppure vogliamo credere che tutti siano sedicenti o auto-proclamati esperti nel loro ramo di competenza?
    Concludo con un invito a tutti i lettori interessati a prendere pienamente atto del clima di ostilità in cui si trovano a operare le associazioni, i loro rappresentanti e le stesse ex vittime che coraggiosamente decidono di raccontarsi. Un clima presumibilmente alimentato da pochi ma agguerriti “fomentatori”, capaci di ricorrere, al di là di beceri commenti “fotocopia” finalizzati alla derisione, anche a quei metodi in stile mafioso denunciati nell’articolo di Gazzanni.

    • Pier Paolo Caselli

      Buonasera Napoleon. Quello che lei afferma corrisponde effettivamente a quello che accade ed è accaduto in quasi ogni spazio da me frequentato. In un forum dedicato alla discussione su Scientology una ben nota persona, che ritengo sia la stessa che qui scrive, mi ha ostracizzato in tutti i modi coinvolgendo gli utenti a lei amica in modo che appena intervenissi mi si rivoltassero tutti contro. Un vero e proprio atto di cyberbullismo. Uno dei tanti modi di “civile” confronto messo in atto da chi si propone come paladina dei diritti civili altrui violati.

  • Pier Paolo Caselli

    Ritengo che sia ormai palese a tutti come questo tipo di iniziative vengano ostacolate dalla controparte senza avere seri argomenti con cui controbattere. Ethan, che ha così ben argomentato il suo punto di vista, sta ancora attendendo la risposta alla sua UNICA domanda da parte di alessia e reputo che mai l’otterrà! L’unico scopo infatti che si prefigge chi si oppone a certe sgradevoli situazioni è quello di cercare di sminuire, diffamare, denigrare chi si fa portatore di tali istanze (come ha giustamente fatto rilevare Napoleon emblematico è il caso della Dr.ssa Tinelli, ma il suo purtroppo non è l’unico caso che ha dovuto subire questo tipo di “trattamenti”).

    I culti abusanti e le sette si sviluppano e continuano ad attuare i loro sporchi traffici proprio per l’incapacità dello Stato di mettere dei BEN PRECISI PALETTI AL LORO AMPIO MARGINE DI MANOVRA.

    E’ ora di dire basta, di reagire e di fare in modo che non possano più accadere in futuro episodi di sfruttamento delle più o meno debolezze altrui. Io ho vissuto sulla mia pelle e sono stato testimone di vite rovinate da parte di queste fameliche organizzazioni che dietro il paravento dell’attività “religiosa” depredano gli individui della loro autodeterminazione e dei loro averi (siano essi materiali e/o morali).

    Non si può e non si deve SUBIRE TUTTO CIO’ PASSIVAMENTE! E’ una gravissima omissione che stride con i più elementari principi di democrazia e di civiltà perché pone il singolo individuo che subisce tali torti nell’assoluta incapacità di potersi difendere da un sistema perversamente subdolo e manipolatore.

    Io sono un semplice cittadino che ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica la sua storia come monito appunto per difendersi da queste associazioni a delinquere camuffate. Mi auguro che certe ormai numerosissime testimonianze simili alla mia (e ve ne sono di ben peggiori ve lo assicuro) possano servire FINALMENTE a smuovere le acque. Altrimenti saremo costretti a vivere sempre in una società dove l’indifferenza e la mancanza di empatia la faranno continuamente da padroni.

    Buona continuazione.

  • alessiaissela

    @ Ethan

    Gentile Ethan,

    il suo commento tratta diversi punti e cercherò di andare in ordine cercando di non saltare nulla e di essere breve.

    1) Come le ho detto, non spetta a me indicare a un giornalista quali fonti deve sentire.

    2) Se un giornalista scrive 3 articoli-fotocopia avvalendosi sempre delle stesse, poche fonti, mi pare evidente che siano le uniche a cui ha deciso di dare voce. Non credo occorrano particolari doti per ipotizzare che, forse, a sentire un’unica campana non si sta facendo informazione, ma propaganda.
    La sua domanda non va quindi posta a me, ma a Gazzanni: perché hai scelto di ascoltare e di dare risalto sempre e solo a quelle stesse, poche voci?
    Tutto il resto è congettura – la sua quanto la mia.

    3) Non vedo in quale modo criticare l’articolo di Gazzanni o quanto riportato dalle sue fonti sia iscrivibile alla voce “cercare di gettare discredito”. Credo sia d’accordo con me che il diritto di critica è sacrosanto.

    4) Non vedo in che modo sia iscrivibile alla voce “cercare di gettare discredito” constatare che le fonti esperte che Gazzanni ha scelto di citare sono sconosciute al dibattito scientifico. E’ sufficiente segnalare come e dove quelle fonti hanno portato i propri contributi a tale dibattito. Se Gazzanni sceglie di non farlo avrà i suoi motivi. Chiediamolo a lui, magari?

    5) La ringrazio per le spiegazioni sul “bias confirmatorio” (io avevo parlato di bias cognitivo), ma è la spiegazione più benevola che mi do della scelta operata da Gazzanni in merito alle stesse, poche fonti di cui ha scelto di avvalersi. Lascio a lei congetturare su quelle meno benevole.

    6) Non vedo alcun bias cognitivo o “confirmatorio” in chi, come me, critica la scelta operata da Gazzanni di ascoltare una sola campana. Anzi, il contrario.

    7) Non ho criticato Gazzanni per il riferimento alla Raccomandazione 1412/1999. Lo ho criticato per 3 articoli-fotocopia con l’uso delle stesse, poche fonti di cui quelle da lui ritenute esperte sono sconosciute al dibattito scientifico.

    In merito al mancato recepimento ecc. ecc., direi che non è alla mancata attuazione di politiche informativo/preventive a cui Gazzanni si riferiva nel suo articolo. Infatti poco dopo aver citato quella Raccomandazione, Gazzanni chiosa che: “Col risultato che in Italia manca, a differenza di come accade in Spagna o in Francia, il reato di plagio o manipolazione mentale”. E prosegue evidenziando come le proposte per reintrodurre il reato di plagio nel nostro ordinamento non abbia sortito effetti, tanto che, cito Gazzanni, la “nuova proposta di legge [ddl]” presentata da “Pino Pisicchio …il 15 marzo 2013 …non è mai stato nemmeno calendarizzato”.
    La reintroduzione del reato di plagio (da noi abolito più di 30 anni fa) riguarda il versante legislativo, diverso dall’informativo/preventivo a cui si riferisce la Raccomandazione COE.

    Va invece notato che quel documento così raccomanda al punto III: “l’uso delle normali procedure della legge penale e civile contro le pratiche illegali svolte in nome di gruppi di natura religiosa, esoterica o spirituale”. Ripeto: normali procedure della legge penale e civile (quello che in definitiva è stato fatto in Francia con le condanne a due enti di Scientology. Tra parentesi, in quell’occasione non si è fatto ricorso alla About-Picard, cionondimeno le condanne hanno resistito fino in Cassazione).

    Sempre in tema di Racc. 1412/1999, al punto VI leggo: “incoraggiare un approccio ai nuovi gruppi religiosi che favorisca comprensione, tolleranza, dialogo e risoluzione dei conflitti”. Cosa che non fa Gazzanni con i suoi articoli, che non fanno le associazioni antisette italiane, che non fa la Fecris, che non fa evidentemente una Squadra specializzata della polizia italiana che si chiama “anti sette”.

    8) In merito al giornalista che lei cita (e abbia almeno il coraggio di chiamarlo per nome e cognome, suvvia: si chiama Camillo Maffia) lo colloco alla voce “specialista in santini a Scientology”. Ma gli va dato atto che è il solo cronista italiano a mia memoria ad essersi interessato alle vittime degli antisette, che pure ci sono. E che le fonti esperte di cui ha scelto di avvalersi nel trattare il fenomeno “sette” sono ben note al dibattito scientifico.

    • Pier Paolo Caselli

      @ alessiaissela

      Dovrebbe ben sapere quanto difficile sia trovare persone disposte a parlare apertamente della loro passata adesione a Scientology. Ed i motivi alla base di questa ritrosia li conosciamo molto bene.

      Gazzanni è un giornalista, non è un accademico che deve dimostrare con questo suo articolo un qualcosa che abbia una valenza scientifica. Questo suo continuo appellarsi alle sue fonti “non conosciute in ambito scientifico” è un atteggiamento che dimostra quanto pretestuose e risibili siano le sue argomentazioni.

      Non è che una fonte risulta credibile solo se è conosciuta in ambito scientifico. Ripeto: questo è un modo di pensare da paesotto del dopoguerra. Cerchi di aggiornarsi. Se non fossi credibile stia tranquilla che Scientology si sarebbe adoperata già da mo per tutelare i propri “interessi”, ma se da oltre 8 anni ne sto parlando in ogni dove senza aver mai ricevuto nemmeno una mezza querela forse significa che Gazzanni può tranquillamente ritenermi sufficientemente credibile per considerarmi una fonte su cui poter contare tutte le volte che lo ritiene opportuno.

      Cosa di cui di lei non ritengo si possa dire lo stesso.

  • Ethan04

    @alessiaissela

    Gentile alessia, la ringrazio per il commento e cercherò a mia volta di risponderle punto per punto anche se temo di non possedere la sua capacità di sintesi e me ne scuso con lei e con gli eventuali lettori.

    1) Non ho scritto spetti a lei indicare a un giornalista le fonti, ma nulla vieta di suggerirne, se si reputa che l’informazione non sia obiettiva e che tali fonti non siano attendibili

    2) Se un giornalista cita alcune fonti è indubitabilmente evidente che sono quelle a cui ha scelto di dar voce nel contesto di tre articoli pubblicati, ma non significa necessariamente, perdoni se mi ripeto, le consideri le “ SOLE credibili e affidabili” come da lei sostenuto. Lei da inoltre per assodato che lo stesso abbia sentito “un’unica campana” e che questo possa ipotizzarsi come fare propaganda. Tuttavia, converrà, che in tal caso bisognerebbe avere la certezza che alcuna altra fonte sia stata consultata. Se, in questo caso, un giornalista, ritiene che il proprio corpus informativo sia insufficiente o inadeguato, come ovvio, può ricorrere a fonti di diversa natura, non soltanto e non necessariamente alla persona (ente umano). Né io né lei possiamo essere a conoscenza dell’attività svolta in tal senso dall’articolista. Per cui ogni considerazione rimane mera congettura. Personalmente mi limito a dire quello che so, lei è libera di immaginare quello che crede. D’altro canto, mi sembra che in questo stesso articolo, sia correttamente evidenziata, seppure in sintesi, la diversa posizione delle associazioni facenti capo alla Federazione europea dei centri di ricerca e informazione sul settarismo (Fecris) e della European Federation for Freedom of Belief (FoB) e peraltro, considerato l’oggetto del pezzo, quest’ultima non denuncia certo l’assenza dello Stato in relazione al fenomeno del settarismo abusante, aspetto che presumibilmente esula dai suoi obiettivi. Quindi a che pro avvalersi di interviste dirette con i suoi esponenti?

    3) Certo che il diritto di critica è sacrosanto e ben venga in qualunque contesto. Le dirò di più, il diritto di critica concretizzandosi come espressione di opinioni, valutazioni e/o giudizi, non richiede di essere rigorosamente obiettivo e imparziale ma converrà che esiste una critica costruttiva che va distinta da quella distruttiva. Non è chiaramente l’asprezza dei toni o la corrosività dei termini né la particolare aggressività con cui vengono espressi i concetti a renderla distruttiva ma il palese intento di screditare l’altrui reputazione (la invito a rileggere i suoi interventi)

    4) Personalmente le ho già risposto e in modo piuttosto dettagliato. Le fonti citate non sono sconosciute al dibattito scientifico, né risulta vero, come aveva precedentemente scritto, non abbiano prodotto pubblicazioni scientifiche. Le ricordo inoltre che si tratta di associazioni federate FECRIS e che i rappresentanti della suddetta Federazione europea, sono tutt’altro che sconosciuti: Friedrich Griess, vicepresidente dal 2002 al 2005 e successivamente presidente sino al 2009, è stato onorato del premio alla carriera dalla prestigiosa International Cultic Studies Association –ICSA- e la stessa associazione ha conferito il “Margaret L. Singer Award” a Janja Lalich, membro del Comitato scientifico CeSAP e del Comitato scientifico FECRIS. http://www.icsahome.com/aboutus/awards Non mi risulta siano stati invece omaggiati studiosi italiani presentati da certa stampa come esperti di fama internazionale. Occorre le faccia nomi?

    5) Lei aveva parlato di bias cognitivo, ma appunto definendolo male. Per il resto le ho già risposto anche a questo appunto.

    6) Se non vede alcun bias confirmatorio nel suo intervento, la invito cortesemente a rileggersi

    7) Non ho detto che ha criticato Gazzanni in relazione alla Raccomandazione 1412/1999. In questo caso, se non le spiace, provi a rileggere meglio quanto le ho risposto io. Il mio appunto era finalizzato a spiegare perché attribuire bias o euristiche cognitive a tale giornalista era del tutto infondato. E ho citato, come esempio, l’atto del Consiglio d’Europa, relativamente il quale le fonti consultate dal sig. Gazzanni, hanno riferito concordemente con altri autorevoli studiosi ed esperti europei. Vale anche, preciso, per tutte le altre considerazioni evidenziate dalle fonti di riferimento. In altri termini Gazzanni, per veicolare le informazioni non è affatto ricorso a “preconcetti o pregiudizi astratti e percezioni distorte o erronee non basate su dati di realtà e acquisite a priori in modo acritico o privo di giudizio” (tali sono appunto i bias cognitivi)

    8) Il giornalista intendeva riferirsi all’una e all’altra questione (Racc. 1412/1999 e disegni di legge sulla cosiddetta manipolazione mentale). La About-Picard a cui non si è fatto ricorso nello storico processo a Scientology, ha trovato piena applicazione in altri casi collegati a gruppi settari abusanti. Una semplice ricerca online le consentirà di verificarlo agevolmente. In Rif. alla nota in cui lei alessia evidenzia il punto VI della citata Raccomandazione 1412/1999, mi permetto di farle osservare che le Raccomandazioni sono indicazioni per gli Stati membri non per le associazioni di volontariato e in ogni caso temo lei continui a ragionare per “partito preso”, senza informarsi sulla reale attività di tali enti e continuando evidentemente a pensare che esista una sorta di “pensiero unico”, tra gli associati. Non se ne abbia se sorrido. Ma mi chiedo anche come si facciano a sostenere simili sciocchezze quando lo stesso presidente CESAP, il dott. Luigi Corvaglia, è un riconosciuto e apprezzato libertario. Alessia lei non fa altro che usare i vecchi, triti e insulsi argomenti di taluni studiosi apologeti dei culti che tacciano puntualmente chi critica gruppi e organizzazioni controverse, di essere un illiberale, un nemico del confronto, un intollerante o peggio. Ma non aveva detto che il diritto di critica è sacrosanto? Esercitare tale diritto in riferimento a sette coercitive, organizzazioni estremiste e totalitarie o a movimenti ad alto controllo dei membri significa forse “non incoraggiare un nuovo approccio ai nuovi gruppi religiosi che favorisca la comprensione, la tolleranza, il dialogo e la risoluzione dei conflitti?” Direi di no, significa semplicemente esercitare un sacrosanto diritto. Apro una parentesi, dato che lei riporta anche il punto III della Raccomandazione del 1999, per ricordarle che in tempi molto più recenti, ossia nel 2012, i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa, ben consci dell’espansione e gravità del fenomeno e dei nuovi inquietanti scenari che si sono delineati negli anni, hanno espresso viva preoccupazione per il fatto che molti Stati membri non risultano, a oggi, aver disposto misure di osservazione e informazione sul fenomeno ma anche legislative, così da contrastare efficacemente la sfida rappresentata dalle sette

    9) Non è mancanza di coraggio non aver nominato il giornalista che lei stessa definisce, immagino non benevolmente, “specialista in santini a Scientology” ma che di fatto apprezza poiché reputa il solo cronista italiano, a sua memoria, a essersi interessato “alle vittime degli antisette”. Cosa rilevava la sua identità? A me premeva mettere in luce la sua attività giornalistica come membro del Direttivo FOB. Quale che siano le fonti contattate dal sig. Maffia è dato di fatto siano state sempre le medesime e quelle che, presumo di non essere in errore dato che lo puntualizza, lei ritiene attendibili perché esperte e ben note al dibattito scientifico…ma, se tanto mi da tanto, si tratta di fonti unidirezionali che hanno informato supportandolo o confortandolo nelle sue considerazioni, e in qualcosa di più che tre articoli fotocopia, uno “specialista in santini a Scientology”. 2) Se il sig. Maffia è il solo cronista italiano a essersi interessato alle “vittime degli antisette” che per lei esistono, io qualche domanda me la farei…che esista, ad es., una potente lobby di attivisti anti-sette che manipola la stampa? O forse è più probabile esista uno “specialista in santini a Scientology” che ha tutto l’interesse ad attribuire il ruolo di vittime a membri di organizzazioni controverse? Suvvia, concludiamo con un sorriso mentre cerchiamo di risolvere l’arcano…

    Cordialità.

    • Pier Paolo Caselli

      Gomplotto!

      Allora è riuscito a smascherarli anche lei Ethan! Mi dica dove ha scoperto che i terribili antisette, alleati degli untori con scie chimiche e degli illuminati rettiliani, stanno dominando il pianeta? L’ha scoperto anche lei dalla Wanda, la parrucchiera su al paesello? L’unica “fonte” affidabile scientificamente certificata.

      Scherzi a parte ci sarebbe da piangere, meglio invece farsi qualche sana risata va là! 😉

      La sua conoscenza della problematica è notevole, complimenti. Anch’io non ero al corrente di condanne comminate grazie alla About-Picard, ma andando a verificare ho scoperto che, cito: “L’incontro organizzato per il decennale della legge n. 2001-504 il 26
      ottobre 201186, presso l’Assemblea nazionale dal titolo “Initiative
      parlementaires et lutte contre les dérive sectaires: bilan et perspectives”,
      ha rappresentato l’occasione per una ricognizione sull’attuazione,
      soprattutto facendo riferimento allo stato di applicazione del delitto di
      abus frauduleux de l’état d’ignorance ou de faiblesse introdotto dalla legge de qua all’art. 223-15-2 cod. pen. assunta, in un certo senso, quale previsione cardine del sistema.
      Rispetto ad esso si riferiscono solo un centinaio di procedimenti in
      corso e 35 condanne dal 2004; poche secondo la Direttrice degli affari
      criminali presso il Ministero della giustizia, Maryvonne Caillibotte,
      incaricata della relazione, soprattutto se si ha presente che tra queste
      ultime solo un numero ancor più esiguo è riconducibile nello specifico a
      derive settarie. Così le uniche sentenze note, alle quali è possibile fare
      riferimento sono quelle che attengono al capo del movimento Néo Phare –
      prime di condanna ex art. 223-15-2 cod. pen. – per aver abusato dello stato di debolezza di alcuni adepti, i quali nell’imminenza della affermata data fissata per l’apocalisse tentano il suicidio o lo portano a compimento.”

      Il testo da cui l’ho ripreso è del 2012, di sicuro vi saranno state da allora ulteriori condanne. Bastava semplicemente farsi una googlata per scoprirlo; la nostra Alessia, esperta “scientifica” dal bollino blu avrebbe dovuto saperlo.

      Io quando ho un dubbio su qualcosa o se qualcuno mi fa notare che ho una lacuna chiedo delucidazioni, oppure mi informo personalmente a riguardo e se del caso ammetto la mia ignoranza. Ma questo mi accorgo che è un lusso per certe persone, persone che invece di ammettere la loro non conoscenza preferiscono ricorrere sistematicamente alla denigrazione altrui come unico modo per confrontarsi cercando ostinatamente ed ottusamente di aver ragione.

      Ma ormai il soggetto lo conosciamo, purtroppo, molto bene. Chissà che il Dr. Corvaglia, visto che è intervenuto nella discussione, non sia in grado di fare qualcosa. 😉

      • Ethan04

        Quello che lei cita Pier Paolo è il primo caso collegato a gruppi settari. Ci sono state altre condanne e diversi procedimenti sono in corso. E’ ovvio che la legge in oggetto, così come formulata, non trova facile applicazione per una serie di ragioni evidenziate, tra l’altro, dalla stessa Missione interministeriale di vigilanza e contrasto alle derive settarie(MIVILUDES) nonché da esperti del fenomeno che da tempo sollecitano necessarie modifiche. Le stesse associazioni italiane sono state le prime, e forse le sole, ad aver dato voce a questi soggetti di cui condividono le posizioni e va ricordato inoltre che anche la FECRIS, in una lettera pubblica dello scorso anno a firma dell’allora vicepresidente e attuale presidente, pur ritenedo che nel contrasto alle sette coercitive il modello francese resti un esempio per gli altri paesi europei, (in riferimento appunto alla legge contro l’abuso di debolezza e all’istituzione dell’apposito organo interministeriale MIVILUDES), non ha mancato di evidenziare come tale modello sia sempre perfezionabile…Cordialità

        • Pier Paolo Caselli

          Lei mi sembra molto ben documentato e pacato, oltre che obiettivo, nell’esporre il suo punto di vista. Qualcun altro dovrebbe prendere esempio da lei prima di sparare a casaccio rendendosi così pateticamente ridicolo.

          Buona giornata.

          P.s. Visto che non ho smanie di protagonismo, a differenza di altre persone che per questo motivo, come abbiamo avuto modo di vedere, sfogano la propria frustrazione repressa denigrando il prossimo, la proporrei al sig. Gazzanni in qualità di esperto della materia qualora in un prossimo futuro volesse nuovamente affrontare la questione.

  • Luigi Corvaglia

    Intervengo brevemente perché, dando una rapida scorsa ai commenti, mi sono imbattuto nella definizione “l’altra campana”, un ritornello davanti al quale faccio, in genere, valere il mio diritto di mettere mano alla fondina. Questo non perché non sia giusto ascoltare più voci, cosa che è il sale della democrazia, ma perché si presuppone che questa povera democrazia sia garantita mettendo a confronto chi dice che la terra è piatta con chi dice che non lo è. Vede, Alessia, un conto è discutere sul senso e l’efficacia della manipolazione mentale portando opposti argomenti a confronto, ed altro dare eguale voce a chi dice che i dati oggettivi sono veri e chi dice che non lo sono. Il primo caso è democrazia, il secondo psichiatria.
    Il mito post-moderno della eguale dignità delle voci comporterebbe, a voler essere consequenziali, che per parlare di Shoa si dovrebbe anche sentire l’opinione di un nazista. Questo sarebbe ingiusto dal punto di vista logico prima che morale. Poi è ovvio che in democrazia ognuno è libero di dire anche che le camere a gas non sono mai esistite, ma un giornalista ha tutto il diritto, in base alla propria idea di chi sia più affidabile, di decidere a quale fonte attingere.

  • Ethan04

    @alessiaissela

    Gentile Alessia, intervengo nuovamente poiché mi è stata segnalata una sua risposta al mio commento su un newsgroup nel quale lei scrive abitualmente. Leggo inoltre nel thread che lamenta il fatto che LA NOTIZIA non le abbia passato tale replica ed altri commenti. E’ accaduta la medesima cosa anche al sottoscritto. Credo non abbia motivo di preoccuparsi. Contatti la redazione e avrà modo di verificare se, come è stato per me, si tratta di un semplice problema di natura tecnica la cui risoluzione, dopo la segnalazione, è peraltro immediata. Sarà senz’altro mia premura rispondere alle sue osservazioni e domande

    Cordialità

  • Ethan04

    Esattamente Pier Paolo, il bias di conferma o confirmatorio e’ uno dei differenti bias cognitivi. Penso che questo appunto mosso dalla commentatrice al giornalista, sia stato sufficientemente esaminato e per parte mia non ci tornero’ sopra. Sono altre le questioni che personalmente ritengo degne di nota e sulle quali, come ho gia’ scritto, saro’ ben lieto di confrontarmi. Cordialita’

    • Pier Paolo Caselli

      Concordo Ethan, era solo per sottolineare quanto sia informata Alessia sulle questioni su cui pretende di dare lezioni o patenti di autorevolezza. Purtroppo il web consente di dare voce a chiunque, anche a chi non sa nemmeno di cosa sta parlando.

  • Ethan04

    @alessiaissela
    Intervengo anche su altra questione, ancorché non veda al momento pubblicato l’intervento della commentatrice alessia, poiché penso utile far partecipi di alcune informazioni coloro che sul newsgroup a cui mi riferivo quest’oggi, hanno riferito di non essere riusciti a trovare notizie concernenti altre condanne a eccezione di quella menzionata dal sig. Caselli. (Rif. Legge About-Picard) Resto francamente basito, per due motivi in particolare: 1) la ricerca è tutt’altro che complessa, è sufficiente consultare i siti e blog delle stesse fonti intervistate dal sig. Gazzanni, che oltre ad essere frequentemente aggiornati, non di rado traducono articoli di stampa estera in lingua italiana, a beneficio dei connazionali interessati; 2) è francamente curioso che in un newsgroup in cui si discute approfonditamente e animatamente di Scientology, sette e anti-sette, nessuno ricordi, ad es., un editoriale di Liberation dello scorso aprile, che ha fatto peraltro non poco discutere e in cui veniva ripercorsa la drammatica vicenda del suicidio della scientologa Gloria Lopez di cui già si preannunciava il non luogo a procedere, in relazione alla denuncia per abuso di debolezza depositata dai figli della sig.ra Lopez.
    L’editoriale titolato “Lutte contre les sectes : l’Etat à la dérive” prende in esame anche la legge in oggetto e riporta il numero delle condanne comminate sino alla data di pubblicazione. E’ peraltro in risposta a questo editoriale che l’allora vicepresidente FECRIS pubblicò la lettera a cui ho fatto riferimento nei miei precedenti interventi. Sul blog dell’associazione dei Familiari delle Vittime delle sette -FAVIS onlus-, il brano giornalistico è tradotto con il titolo SETTE: LA FRANCIA ABBASSA LA GUARDIA. Dallo scorso anno si sono celebrati altri procedimenti penali per il reato di abuso di debolezza in contesti settari e si possono analogamente reperire notizie consultando le pagine web delle fonti citate (CESAP e FAVIS) o i siti di altre associazioni francesi o ancora, se si preferisce, contattare direttamente lo studio legale dell’avv. Daniel Picotin, già deputato nel ’95 e uno dei commissari della Relazione dell’Assemblea Nazionale titolata “Les sectes en France” nonché principale esperto in diritto delle derive settarie. Sul suo blog, raggiungibile digitando online “Cabinet Daniel Picotin” si potranno consultare articoli e sentenze concernenti vicende processuali che hanno visto o vedono imputati guru, sedicenti maestri spirituali, pseudo-terapeuti, leader carismatici di vari gruppi, etc. Di seguito i riferimenti per contattarlo:
    A Bordeaux : 05 56 48 66 00
    A Saint-Ciers-sur-Gironde : 05 57 32 60 29
    A Coutras : 05 57 49 84 37
    Via Fax : 05 56 44 46 94
    Via mail picotin.d@wanadoo.fr

    Per concludere, evidenzio ancora una volta che le associazioni italiane, concordemente con il parere di autorevoli esperti francesi, della stessa MIVILUDES e della Federazione Europea dei Centri di Ricerca e Informazione sul settarismo (FECRIS), ritengono che la Legge About- Picard, che ha ispirato anche la normativa vigente in Belgio e Lussemburgo, sia strumento utile nella lotta al settarismo abusante, con dei limiti indubitabilmente rilevanti che si auspica possano essere superati: una legge non perfetta ma perfettibile.

    Cordialità

  • Pier Paolo Caselli

    @ethan04:disqus

    Ho l’impressione che lei attenderà invano Ethan. Alessia infatti capendo l’aria che tira quì, e rendendosi conto delle pessime figure finora rimediate su questi schermi, ha preso il pretesto dei problemi “tecnici” (che come abbiamo detto abbiamo avuto comunque sia io che lei, ma che a differenza sua siamo ancora quì) per ritirarsi nel suo loculo a fare quello che le è sempre riuscito meglio. La vittima.

    Ecco quello che ha scritto: “Non è mia intenzione continuare a farlo in un luogo in cui la comunicazione si è rivelata tecnicamente difficoltosa, perciò la mia frequentazione del forum del giornale è definitivamente conclusa.”

    Niente di nuovo per me, al di fuori del suo gruppo, in cui si fa forza grazie all’appoggio di aficionados insultatori a comando, dura meno di un gatto in tangenziale! 😉

    • Napo Orso Capo

      La vittima dopo aver manifestato doti ossessive nei confronti dei suoi ‘nemici’. Questa sì che fa ridere. Ci racconti dei blog anonimi che ha creato contro le persone che sembrano renderle le notti insonni e del perchè l’ha fatto …

      • Pier Paolo Caselli

        Di questo dovrà rendere conto nelle opportune sedi….ma forse pensa che potrà portarsi dietro i quattro gatti del suo forum per influenzare i giudici! :-)

        • Napo Orso Capo

          Al di là delle sedi opportune una che usa nick quali Martini, Alessia Guidi, Paolo Barisoni, Pierluigi Belisario tanto per
          menzionare solo alcuni degli pseudonimi coi quali è solita scrivere le
          sue invettive contro Scientology e i suoi colleghi “antisette”, quale credibilità ha quando scrive? Si definisce anche una ricercatrice, ancor prima di conseguire una laura, parrebbe in antropologia. Ma, in ogni caso, che credibilità ha una ricercatrice dell’antropologia che linka siti e blog anonimi?

          • Napo Orso Capo

            E vogliamo parlare del suo utile idiota Silvana Radoani?

  • Ethan04

    La ringrazio per la segnalazione sig. Caselli. Mi limito dunque a intervenire con una nota conclusiva traendo spunto dal commento a firma del presidente CESAP. Scrive il dott. Corvaglia in relazione alle critiche mosse dalla commentatrice alessia “…Vede, Alessia, un conto è discutere sul senso e l’efficacia della manipolazione mentale portando opposti argomenti a confronto, ed altro dare eguale voce a chi dice che i dati oggettivi sono veri e chi dice che non lo sono…”
    Critiche e polemiche a parte, se ci si pone la semplice domanda se lo stesso articolo di Gazzanni e quanto riferito dalle sue fonti sia oggettivo, non si può che giungere a conclusione affermativa. A oggi la risposta dello Stato evidenzia ancora gravi e inaccettabili lacune se rapportata alla pericolosità di un fenomeno in espansione e che presenta, peraltro, caratteristiche per taluni aspetti più insidiose che nel passato, si pensi, ad es., anche solo all’atomizzazione dei gruppi che ne rende maggiormente difficile il riconoscimento, al rafforzamento di organizzazioni estremiste o all’infiltrazione delle “sette” in ambiti come quello della salute.
    A quanto mi risulta, la commentatrice alessia, in anni passati, nel contesto di un suo intervento in sede istituzionale, evidenziava esattamente quanto posto in luce dall’articolista e dalle sue fonti di riferimento, ossia il profondo disinteresse e la generale latitanza delle istituzioni rispetto al fenomeno settario. In altri termini, come appropriatamente ha titolato il giornalista Gazzanni, “le sette guadagnano adepti e lo Stato sta a guardare”.
    Si può poi essere d’accordo o meno sulla necessità di introdurre una nuova norma giuridica che colmi il vuoto legislativo, (per chi lo ritiene tale), venutosi a determinare con l’abrogazione dell’art. 603, dichiarato costituzionalmente illegittimo con sentenza 9 aprile 1981, n. 96 ma risponde al vero rilevare che il nostro paese, a differenza di altri Stati, non ha assunto, a oggi, misure legislative in materia.
    Infine affermare che le associazioni di volontariato federate FECRIS e i loro rappresentanti, -che da un circa un ventennio operano sul territorio nazionale per fornire informazione e supportare le famiglie e le vittime di gruppi abusanti, supplendo anche alle menzionate lacune istituzionali-, siano oggetto di una reiterata campagna di discredito e di aggressivi attacchi che vanno ben oltre il legittimo esercizio del diritto di critica, come correttamente denunciato nell’intervento della dott.ssa Tinelli, è analogamente riferire fatti obiettivi. E non va dimenticato che si tratta proprio di quelle stesse associazioni che sollecitano, oramai da lungo tempo, i nostri rappresentanti politici a porre in essere strategie d’intervento finalizzate alla tutela dei connazionali e delle fasce maggiormente vulnerabili.
    In definitiva, se ci si chiede perché un articolista abbia dato voce a determinate fonti, forse la risposta è davvero molto più semplice di quello che qualcuno ha voluto, non proprio benevolmente, ipotizzare.

    Cordialità

    • Pier Paolo Caselli

      Concordo e per quello che mi riguarda penso di aver detto tutto quello che c’era da dire.

      Rinnovo il mio ringraziamento a Gazzanni e mi auguro che questo problema non rimanga ancora ignorato per altro, già troppo a mio parere, tempo.

      Un cordiale saluto.