Ecco il primo effetto Italicum. Lavori in corso per il Partito della Nazione

La metafora per provare a capire quale potrebbe essere il primo effetto pratico della legge elettorale lo confeziona il deputato del Pd, ex montiano, Andrea Romano. Per l’esponente dem  l’approvazione dell’Italicum è il fischio del calcio di inizio per il Partito della nazione, perché è “una legge che incoraggia e costringe ad una competizione tra vocazioni maggioritarie e lancia ai partiti una sfida dentro l’elettorato reale di riferimento”. L’immagine rende bene l’idea. Il problema è capire quanto l’elettorato di riferimento sia realmente in grado di comprendere il senso della metafora e della stessa legge elettorale. Perché se ogni riforma approvata è un passo avanti verso il futuro, è altrettanto vero che il corpaccione elettorale del Paese è tradizionalmente proporzionalista, legato al proprio simbolo. Il processo di personalizzazione  della politica,   anzi, la deriva leaderistica imposta da Matteo Renzi alla politica di casa nostra mira proprio a spezzare quella logica. Per Romano, quindi,  il PdN è una occasione da sfruttare. “L’Italicum è uno stimolo alla nascita del Partito della nazione perché normalizza la competizione politica tra centrodestra e centrosinistra, pur non escludendo l’esistenza di altre forze. Il Partito democratico il suo percorso, in parte, l’ha già fatto”.  E gli altri? In parte annaspano, come  Forza Italia che punta sul referendum per abrogare la legge. Oppure si attrezzano, come i grillini pronti e la Lega già pronti al voto. Oppure saltano il fosso come il Nuovo Centrodestra, diventato una corrente del Pd, ammettendo che il loro futuro, non avendo più passato, è nel Partito della Nazione. Soprattutto per coloro che hanno una poltrona da difendere . Però il vero nodo da sciogliere resta il percorso che intende seguire il premier.  Il quale, ovviamente, guarda già avanti , avendo “la testa dura”. “Ci sono tanti segnali che il Paese ha voglia di ripartire: basta lamentarsi, mettiamoci in gioco, è il momento in cui si riparte”, dice il presidente del Consiglio parlando a Bolzano, nello stabilimento Stahlbau Pichler dove ha fatto tappa per il tour elettorale a sostegno dei candidati del centrosinistra in vista della tornata delle amministrative. Per il premier “siamo a un bivio”, perché da un lato ci sono “quelli che protestano soltanto” e dall’altro lato ci sono quanti, come il governo, intendono “prendere per mano l’Italia e portarla fuori da questa rassegnazione”. E in questa logica s’inserisce l’Italicum.  “Ci siamo stancati di quelli che continuano solo a parlare e non mantengono le promesse. Per una volta che la politica fa qualcosa..”. “Avevamo promesso una nuova legge elettorale”, spiega Renzi, e ora “è realtà”. Questo “non è importante solo in quanto tale, ma perché permette di sapere chi vince le elezioni e dà a chi vince il compito e la responsabilità” di governare, “non di continuare a chiacchierare” aggiunge Renzi, convinto che con la legge elettorale, la riforma del lavoro e della Pa sia possibile “rimettere in moto le energie migliori”. Quindi la fulminante battuta: “Il Vaticano in 15 giorni ha fatto il Papa nuovo, immaginate se avessero accettato il sistema elettorale di prima: sarebbero usciti in quattro a dire di aver vinto il Conclave”. E l’Italicum bellezza…

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