Approfittare di Pechino che rallenta

di Gaetano Pedullà

Lasciata alle spalle la sbornia di fine anno, con il rialzo dei tassi Usa e la Banca centrale europea che continua a immettere grandi quantità di liquidità monetaria, i mercati sono tornati a farsi la stessa domanda che li allarmava nel 2015: quanto crescerà ancora la Cina? La risposta non deve essere stata entusiasmante vista la reazione sulle piazze finanziarie di tutto il mondo, a iniziare da quelle asiatiche venute giù il primo giorno di contrattazioni dell’anno. A spaventare sono anche le possibili reazioni di Pechino, che potrebbe tornare ad usare la leva della moneta per stimolare una produzione in continua flessione. Il segnale che arriva dal prezzo del petrolio è chiaro: l’industria lavorerà meno e pertanto avrà meno bisogno di energia. Per questo, insieme all’offerta in aumento, il barile oggi costa così poco. Per le Borse, già in allarme sulle tensioni in Mediorientale, lo scenario è preoccupante. Ma per l’economia reale il basso costo dell’energia e uno spostamento dei grandi capitali dall’Asia verso altri mercati, come l’Europa, è un’occasione. Che potremo sfruttare solo con più riforme e coraggio nelle nostre scelte di politica economica.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Un Paese senza patrioti

In politica i colpi bassi sono la regola, ma quando c’è di mezzo un grave pericolo per il Paese tutti dovrebbero far quadrato, rinviando a un momento più opportuno le legittime divergenze di interessi e di opinione. Ricordiamo, solo per fare un esempio, come reagirono gli Usa agli attentati dell’11 settembre. Democratici e Repubblicani si…

Continua

Grandi opere, un’analisi tra lealtà e benefici

Nel Paese dove la burocrazia può metterci anni solo per spostare una pratica da un tavolo a un altro, in queste ore c’è chi protesta perché il Governo si è preso pochi mesi per decidere se proseguire o no alcune costosissime opere. Così è stato per il Tap, il gasdotto sottomarino che arriverà in Puglia,…

Continua

L’Europa e i conti senza cuore

Va bene: come ci hanno abbondantemente illustrato diversi giornali, il paragone tra i conti di Italia e Francia non regge, e dunque è giusto che Roma messa molto peggio di Parigi strozzi le famiglie e quel poco di economia che resiste, mentre Macron potrà fare il doppio del nostro deficit per non farsi cacciare dall’Eliseo…

Continua

Non basta la resa di Macron

La capitolazione di Emmanuel Macron è completa, eppure del tutto insufficiente come fino a oggi ha dimostrato di essere il presidente francese. Rispondere ai gilet gialli ammettendo che nel Paese c’è un disagio profondo, e di conseguenza aumentando i salari di cento euro, non solo non servirà a niente ma è molto probabile che sarà…

Continua

Ecotassa sulla povertà. Il bonus sulle berline elettriche? Non può pagarlo chi ha l’utilitaria

Chi non vuole un mondo più pulito, dove l’energia non inquina e il progresso non è nemico della salute? Impegnarci per raggiungere questo scopo non è una prerogativa dei nostri non numerosi ambientalisti, ma di tutti noi attraverso azioni coerenti e virtuose. Dalla raccolta differenziata dei rifiuti all’utilizzo responsabile dell’acqua e del riscaldamento, non siamo…

Continua

Cambiare nella Sanità per curarla

Il professore Silvio Garattini, uno scienziato straordinario, ieri ha fatto una scoperta. Nei soli quindici anni passati nel Consiglio Superiore di Sanità – ci ha informato – non era mai successo che il ministro competente ne cambiasse tutti insieme i componenti. Insomma, chi entrava in questo prestigioso organismo, per quanto puramente consultivo, ci restava per…

Continua

Fango su Di Maio, una verità a sprezzo del ridicolo

Avevamo un delinquente seriale sotto al naso e ce lo stavamo facendo scappare. Il papà di Luigi Di Maio, e per osmosi ovviamente il figlio, sono i responsabili della piaga del lavoro nero al Sud e mentre ci siamo anche alle altre latitudini. Ma non è finita qui: il figlio ha un conflitto d’interessi che…

Continua

Il Governo durerà. Ecco perché

Alzi la mano chi è sfuggito in questi giorni ad almeno una discussione sulla tenuta traballante del Governo. I più accorti assicurano che lo show down arriverà alle europee, ma non mancano gli spericolati pronti a scommettere che a Palazzo Chigi la Troika fa sbaraccare prima, grazie alla miracolosa comparsa di moltitudini di parlamentari responsabili.…

Continua

Bruxelles ci ha tirato un osso

Il Governo ha promesso che non si attaccherà a qualche decimale in più di deficit, aprendo al diktat di Bruxelles sui conti, e il mercato ci ha tirato subito un osso, facendo riscendere un po’ lo spread, mentre gli investitori si ricoprivano in Borsa, soprattutto sui titoli bancari, riportando per qualche ora l’euforia a Piazza…

Continua

Sui giornali fantasia senza confini

Chi non legge i giornali non può immaginare i film di fantascienza che si perde ogni mattina. Ieri, per esempio, non c’era un solo quotidiano che non raccontasse di imminenti fratture nel Governo, con Di Maio e Salvini che addirittura non si parlano più personalmente, delegando le comunicazioni alle segretarie. I Cinque Stelle processavano Giorgetti…

Continua