Azioni dolose per espugnare il Monte

di Gaetano Pedullà

Brutta storia se le banche centrali un giorno regalano miliardi di euro per sostenere il sistema finanziario e quello dopo indossano i panni dell’Isis, terrorizzando il comparto e in particolare – chissà come mai – qualche ben individuato istituto di credito. Questo è quanto succede da anni sotto gli occhi di tutti con il Monte dei Paschi di Siena. Una banca che paga certamente le scelte di vecchi amministratori scellerati, ma che adesso è chiaramente vittima di un disegno criminoso: farne crollare il valore per consentire a qualche cavaliere bianco di conquistarla con due soldi. Tra richiami, stress test, pressioni della vigilanza (certamente senza confronti con le banche finite in risoluzione) la Bce ha pesato non poco nella fuga degli investitori che ha fatto perdere a Siena il 73,3% di valore solo quest’anno. Un’azione che a questo punto ha molte ragioni per apparire premeditata, un tirare la volata a chi vuole espugnare Siena. Un mandante ancora segreto, che però conosceremo presto. Esattamente il giorno in cui il sicario di Francoforte avrà finito il suo compito. Nel silenzio colpevole di un Paese che non sa difendere neppure le sue grandi banche.

Commenti

  1. honhil

    A proposito di banche e di risparmi. Giampaolo Pansa, su Libero, stamane scrive: «Se toccate i risparmi veniamo a cercarvi». Su Repubblica, invece, campeggia un titolo di segno opposto: «La cricca delle nomine. “Così ho fatto assumere il fratello di Alfano alle Poste”». Come dire, in quei due titoli, c’è la fotografia dell’Italia di ieri e di oggi. Del domani, si sa, non c’è certezza. Anche se l’isis è da tempo che ci studia sopra. Di certo c’è, però, per rispondere a Pansa, che gli italiani sono un popolo di asini. Nel senso che sopportano ogni tipo di angheria, senza ribellarsi mai. Sì, l’uomo dalle almeno tre pensioni d’oro, l’Amato che il mondo ci invidia, almeno così la Stampa di sinistra ci ha raccontato di lui (anche quando di notte ha rapinato tutti i correntisti italiani con un decreto urgente), ha tradito gli italiani più volte. E prima ancora aveva tradito Craxi. Ma c’è un solo modo per cancellare una classe politica così disonesta. Entrare in Parlamento e prenderli tutti a calci in culo. Certo l’Isis agirebbe in modo diverso. Ma l’importante è trovare la risolutezza e agire. Invece, Angelino Alfano è sinonimo di africanizzazione. Il suo successo politico, oramai, l’ha alle spalle. Mentre il suo odierno appeal politico è dello 0,0001. E’ destinato a scomparire insieme al suo Ncd. L’assunzione di suo fratello è cosa vecchia. Che, di tanto in tanto, il tam tam del fango porta a galla. Detto questo, dov’è lo scoop? Repubblica cambia il pelo ma non il vizio. Adesso c’è da capire, tuttavia, cosa è che vuole coprire, con questo polverone di stagione alzato così maldestramente? Non è che sono proprio le “Azioni dolose per espugnare il Monte” che, Repubblica, sta coprendo?

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