Che errore processare la polizia

di Gaetano Pedullà

Ha usato parole sbagliatissime, ma alla fine della fiera il povero poliziotto che ha difeso la vergogna del blitz alla scuola Diaz di Genova è sospeso mentre il capo della polizia che aveva la responsabilità di quel blitz fa indisturbato il presidente di una delle maggiori società industriali partecipate dallo Stato. Due pesi e due misure che sono il frutto amaro di un grande scandalo italiano con il quale questo Paese non ha mai voluto fare i conti fino in fondo. Le sentenze che hanno tagliato le foglie basse e lasciato al sole quelle in cima certo non aiutano. Ma è il giudizio politico quello che più manca. A farne le spese così restano le forze dell’ordine, ancora una volta vittime sacrificali di ogni disagio del Paese. C’è chi vi vede all’interno tracce di autoritarismo o addirittura fascismo, chi le bersaglia di sassi e vernice a ogni manifestazione, chi le lascia a pancia vuota con stipendi da fame. Certo, ci sono servitori dello Stato che sbagliano. È successo con Cucchi, con Aldovrandi, con Uva e alla Diaz. Ma tutta la polizia è un’altra cosa. E processarla un gravissimo errore.

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