Da Saviano uno spot alle cosche

di Gaetano Pedullà

Leonardo Sciascia, uno dei più grandi intellettuali italiani, mai accusato di aver saccheggiato lavori altrui per i suoi libri, aveva visto giusto: l’antimafia può essere una professione fruttuosa. Un concetto sicuramente chiarissimo a un altro brillante intellettuale come Roberto Saviano, da anni in prima linea contro le cosche, e ciò nonostante protagonista di attacchi durissimi contro il cuore dello Stato che combatte proprio quella criminalità. Definendo Matteo Salvini il ministro della malavita, lo scrittore diventato simbolo di una Sinistra tanto perbenista quanto ingenua (quando vuole), ha fatto un regalo insperato ai clan, la cui forza si genera e cresce lì dove lo Stato è assente. Mafia non è solo un insieme di attività illegali, ma un concetto culturale antico e solidissimo all’interno di comunità che hanno sempre visto le istituzioni democratiche in subordine alle tradizioni di affiliazione, ordine e controllo del territorio ereditate da lontano. L’onore, o quel mal interpretato senso della famiglia a cui si appartiene a costo di uccidere e morire, p un lascito che può spezzare solo l’istruzione, il senso civico, il riconoscersi nello Stato e non nell’antistato governato dai boss mafiosi. Se questo Stato però litiga al suo interno, con un grande accusatore dei criminali che dà sostanzialmente del malavitoso al ministro dell’Interno, cioè il primo responsabile delle Forze di polizia, allora è chiaro che l’antistato è più serio e credibile del suo concorrente. Se a questo si aggiunge che lo Stato non offre da mangiare mentre i clan sì, ecco che lo spot per le bande è tragico e irresistibile. Salvini, si dirà, aveva ipotizzato di togliere la scorta a Saviano. Una scelta rischiosa perché le mafie non dimenticano, ma questa decisione spetta alle autorità preposte e la reazione preventiva di Saviano ne ha fatto un fortissimo oppositore politico della Lega con la scusa della pelle da difendere. Insomma, un capitolo per certi aspetti sovrapponibile ai veleni di cui parla la sentenza di primo grado sulla presunta trattativa tra Stato e mafia, con la politica che gioca sottobanco e i difensori della legalità più in vista – come è naturalmente percepito Saviano – che si fanno i cazzi loro.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Autostrade per l’Alitalia

I due dossier resteranno separati, e così si eviterà ogni conflitto d’interesse. Alitalia dove entrano i Benetton sarà una cosa e le Autostrade, dove gli stessi Benetton sono messi alla porta, saranno un’altra. Possiamo crederci? Se le cose andranno effettivamente così – come ha promesso ancora ieri Luigi Di Maio – lo vedremo molto presto,…

Continua

Una regolata al motore gialloverde

A chi si domanda se il Governo va avanti o cade, suggerisco il sondaggio che pubblichiamo oggi nelle pagine interne, realizzato per La Notizia dalla società Gpf di Roberto Baldassarri. I 5 Stelle e la Lega, come vediamo ogni giorno, non nascondono obiettivi e sensibilità diverse, ma la netta maggioranza degli italiani approva l’Esecutivo gialloverde,…

Continua

Alitalia può essere un affare

Nessuno più di questo giornale ha scritto peste e corna dei Benetton e di come hanno fatto i soldi veri, grazie a una concessione autostradale con condizioni talmente vantaggiose (per loro) da essere stata segretata fino alla caduta del ponte Morandi, quando i Cinque Stelle hanno preteso che quel contratto diventasse pubblico. Elemento centrale dell’accordo…

Continua

Sdoganato il salario minimo Ue

Promettere mari e monti è la regola quando si vuole qualcosa. Specialità della casa per i politici italiani, c’è da dire che su questo fronte tutto il mondo è paese, e ci sarebbe poco da stupirsi se i tedeschi notoriamente tutti d’un pezzo volessero provare l’ebbrezza dell’allievo che supera il maestro. A fare la promessa…

Continua

Un altro passo falso su Salvini

Ieri sulle pagine social della Notizia c’è stato un boom di commenti e visualizzazioni su tre fatti che avevamo in prima pagina: lo stop della Cassazione ai vitalizi dei parlamentari, il sistematico linciaggio dei Cinque Stelle su giornali e trasmissioni tv, e infine le responsabilità di Nicola Zingaretti e non di Virginia Raggi sui rifiuti…

Continua

Putin non passa per caso. Il raccontino di un’Italia isolata dal resto del pianeta non regge più

Sarà capitato anche a voi di sentire degli acutissimi analisti politici e di amenità assortite secondo cui un signore di nome Vladimir Putin ha così poco da fare a Mosca da concedersi una vacanza a Roma per farsi fotografare col Papa, Mattarella e Conte. Solo così regge il raccontino di un’Italia isolata dal resto del…

Continua

Un premier tutt’altro che isolato

Attenti a leggere le nomine europee con gli occhiali della politica italiana. Era l’autunno del 2014 quando il governo dell’epoca guidato da Matteo Renzi cantava vittoria per la nomina di Pierre Moscovici commissario Ue agli affari economici. Questo signore a casa sua era stato una colomba quando c’era da lasciar correre sui vincoli di bilancio.…

Continua

Autostrade e Benetton, lo Stato torni a farsi rispettare

Autostrade per l’Italia aveva così tanti sospetti sulla sicurezza del ponte Morandi da aver chiesto già nel 2003 un preventivo per demolirlo. A rivelarlo è stata la stessa società che ieri ha fatto esplodere i piloni risparmiati dal crollo dell’anno scorso. Non bastassero i 43 morti, i feriti, la cicatrice lasciata su Genova e sull’immagine…

Continua

Uno Stato più forte dell’acciaio. L’Ilva e la minaccia di ArcelorMittal

La legge è uguale per tutti ma se hai l’immunità della legge te ne freghi. Neanche fossimo nel Medioevo, quando gli imperatori la concedevano ai vescovi per tenersi buono il Papa, nel 2015 il Governo Renzi regalò lo stesso privilegio alla multinazionale ArcelorMittal, come benefit per l’acquisto degli ultimi scampoli della fallimentare industria italiana dell’acciaio.…

Continua

Il saggio No della Capitale alle Olimpiadi

Qualche lettore ci ha scritto che La Notizia è ondivaga quanto Salvini che nel 2014 tweettava contro la candidatura alle Olimpiadi in Italia e ora invece festeggia l’aggiudicazione dei Giochi a Milano e Cortina. Motivo della critica sono gli articoli che pubblicammo nel 2016 contro la sindaca Raggi, nei giorni in cui da sola si…

Continua