Ecotassa sulla povertà. Il bonus sulle berline elettriche? Non può pagarlo chi ha l’utilitaria

di Gaetano Pedullà

Chi non vuole un mondo più pulito, dove l’energia non inquina e il progresso non è nemico della salute? Impegnarci per raggiungere questo scopo non è una prerogativa dei nostri non numerosi ambientalisti, ma di tutti noi attraverso azioni coerenti e virtuose. Dalla raccolta differenziata dei rifiuti all’utilizzo responsabile dell’acqua e del riscaldamento, non siamo ininfluenti per le sorti del pianeta. Certo, la politica, con la sua azione di indirizzo può fare ancora di più, ma anche in questo caso a patto di lasciar perdere i sogni e darci vere soluzioni. Perché certi spettacoli sono molto diversi tra palco e realtà. Così ieri è andato in scena uno scontro animato dalle migliori intenzioni tra chi vuole una supertassa sulle automobili a trazione diesel (e non si capisce bene se anche a benzina e Gpl) e chi invece si oppone parlando addirittura di operazione da Robin Hood alla rovescia. Tra le misure in ballo con la Manovra c’è infatti un bonus di seimila euro per chi compra auto elettriche, da finanziare sostanzialmente con i tremila euro di supertassa pagati da chi sceglie un’auto più inquinante. Apparentemente un ottimo incentivo a passare tutti alle vetture elettriche, ma si fatto una tassa sulla povertà e dai dubbi effetti sul mercato delle auto elettriche. Chi acquista questi modelli può permettersi infatti di pagare anche prezzi rilevanti, visto che il riferimento classico per il segmento è la Tesla, che costa fino a oltre centodiecimila euro nel caso in cui si voglia prendere quella con la maggiore autonomia. Chi compra le auto tradizionali e soprattutto chi le usa, anche di seconda mano, sono le persone con meno mezzi economici e quasi tutti i fornitori di servizi nelle nostre città. Piccoli padroncini che all’alba consegnano il latte e i cornetti nei bar, i giornali nelle edicole, i pacchi dei grandi distributori, ogni genere di beni per i commercianti, non possono permettersi un’auto elettrica. Parliamo di servizi che svolgono in grandissima parte lavoratori immigrati, che magari a forza di sacrifici si sono messi in proprio e a fatica si sono comprati l’auto o il furgoncino usato. Penalizzare questo mondo per fare uno sconto ai fortunati (e benestanti) acquirenti delle auto elettriche oltre che iniquo rischia di lasciare le città senza molti servizi o farne aumentare sensibilmente il costo. Di qui la richiesta di approfondire la faccenda arrivata dagli stessi leader Di Maio e Salvini (l’emendamento sulla supertassa è stato presentato da un parlamentare della Lega), perché si spinga un passaggio graduale alle forme di trazione automobilistica meno inquinanti (oltre all’elettrico ci sono l’ibrido e il Gpl), consentendo di abbattere l’inquinamento senza abbattere parallelamente il lavoro di migliaia di persone.

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