Fermiamo le bugie sulle tasse

di Gaetano Pedullà

L’ultima novità è di ieri sera, e non sarebbe nemmeno una novità perché si tratta della tassa sugli affitti con la cedolare secca, che resta come prima, ferma al 10%. Da quando è partito l’iter della nuova manovra economica – cioè dal primo giorno del governo giallorosso, visto che mettere in sicurezza i conti era al primo punto dell’accordo politico – sulle tasse è però un rincorrersi di fake news. Nonostante sia visibile anche a un cieco che la sola sterilizzazione dell’Iva significa lasciarci in tasca 23 miliardi, la propaganda di Centrodestra non fa che seminare il panico raccontando di tasse da tutte le parti.

Su questo, Salvini, la Meloni e gli house organ di carta e tv di complemento le sparano talmente grosse da contraddirsi tra loro, tradendosi da soli con chi ha giusto un minimo di attenzione. Lunedì scorso ero in una trasmissione tv e nell’arco di pochi minuti le imposte messe da quei cattivoni di Cinque Stelle e Pd sono passate dai 5 miliardi di cui parlavano i giornali a 7 miliardi citati dal conduttore, a 10 miliardi denunciati dalla leader di Fratelli d’Italia a 12 miliardi buttati candidamente in caciara dall’opinionista di turno.

Cifre buttate a caso in modo ridicolo, ma che a ogni impennata istantanea da inflazione sud americana scurivano le facce del pubblico, giustamente preoccupato da un tale massacro. Ora è chiaro che la politica italiana è da tempo a un livello così basso da non stupirci per certi colpi sotto la cintura, così com’è evidente che a prestare il fianco a questa retorica è stato chi nella maggioranza ha parlato di tasse a cuor leggero in un Paese dove queste vanno solo diminuite, sempre e comunque.

Ma adesso non è più il momento di porgere l’altra guancia, perché non sono in ballo i flussi elettorali ma si stanno terrorizzando intenzionalmente gli italiani, e un governo serio dovrebbe rispondere a questo procurato allarme comprando spazi televisivi e sui giornali, per un’operazione verità, rassicurare i cittadini e togliersi di dosso l’immeritata nomea di gabelliere per attaccare a chi fa terrorismo fiscale l’etichetta di bugiardo.

 

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