Il Carroccio ha gettato la maschera

di Gaetano Pedullà

Quando si a ha che fare con gli ultrà della Lega centinaia di indizi non fanno una prova. L’avevamo appena visto con le penose accuse al premier Giuseppe Conte, colpevole di aver condotto in segreto la trattativa sul Fondo salva-Stati (Mes). Fesserie smentite con ben 26 tra stenografici, documenti e atti parlamentari. Invece di scusarsi i leghisti però continuano a raccontare balle spaziali, tipo quella che il Meccanismo europeo di stabilità serve a salvare le banche tedesche, mentre Alternative fur Deutschland, cioè l’estrema destra tedesca con cui sono alleati, protesta perché il Mes – secondo loro – serve a salvare le banche italiane.

Purtroppo in un Paese normale con un’informazione normale queste bugie produrrebbero un tale sdegno da costringere Salvini e i suoi a nascondersi, ma qui c’è la fila di chi è pronto raccontarci mille volte una castroneria per farla apparire verità. Ora il Mes non è uno strumento irrilevante, ma parliamo di niente rispetto all’euro, cioè la regina nemica sulla scacchiera dei sovranisti. Apertamente ostile in passato, il Carroccio e la destra più oscurantista non hanno mai mandato giù la moneta comune, per nostalgia della vecchia lira e assoluta incoscienza sulle conseguenze finanziarie in caso di uscita.

Ieri però per l’ennesima volta uno degli esponenti di punta della Lega, Claudio Borghi, ha ripreso l’idea di mollare la moneta europea, sostenendo che il 25% degli italiani lo vuole. Passa poco tempo e da Matteo Salvini in giù arrivano le solite tenui precisazioni e smentite, ma quella di Borghi non è una vóce dél sen fuggita e se gli italiani davvero vorranno mandare al governo il Capitano, la Meloni e i loro partiti sarebbe bene che sappiano a cosa vanno incontro.

 

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