Inqualificabile giravolta della Lega sul taglio dei parlamentari. Ecco chi tradisce davvero gli elettori

di Gaetano Pedullà

Che voltagabbana che sono i 5 Stelle, traditori e attaccati alle poltrone. Dal Tav in poi, ogni promessa non mantenuta è colpa loro. E pazienza se non è stato possibile fermare i cantieri in Val di Susa perché tutto il Parlamento ha votato contro. E che dire del voto alla von der Leyen? Il Movimento da sempre in guerra contro l’Europa del rigore nella spesa pubblica doveva continuare a bombardare Bruxelles, anche se quella politica rovinosa è cambiata grazie alle opportunistiche aperture tanto dei tedeschi – per salvare le loro banche e uscire dalla stagnazione – quanto dei francesi assediati da fortissime tensioni sociali.

Non parliamo poi degli stipendi di deputati e senatori, dove è indecente che qualcuno non ne restituisca una parte ai cittadini, mentre negli altri partiti nessuno ha mai tirato fuori un euro. Sia chiaro, l’elenco delle critiche non finisce qua, ma nonostante siano quasi tutte pretestuose, al tam tam della grande informazione questo basta e avanza per bombardare Di Maio e i suoi, e poi dedicare fiumi di inchiostro e di trasmissioni tv per vedere a che punto sono le macerie. Un gioco a cui si sta aggiungendo anche un consistente fuoco amico, con qualche eletto alle Camere che scappa, e per accasarsi altrove sputa nel piatto dove ha mangiato.

Se questo non è ancora sufficiente, al di là delle congetture sempre negative su qualunque cosa tocchino i 5S – dal Reddito di cittadinanza a uno sforzo diplomatico in Libia come non ha fatto nessuno – le normali riflessioni di un Movimento sulla propria struttura organizzativa sono rappresentate come ammutinamenti, e si fanno circolare voci incontrollate di divaricazioni senza fine tra Di Maio e il premier Conte. Un polverone, insomma, sotto al quale possono nascondersi i veri trasformisti della politica, a cominciare dall’inqualificabile giravolta della Lega sul taglio dei parlamentari. Nonostante l’abbia votato per ben quattro volte, Salvini ha gettato la maschera offrendo le firme necessarie per il più inutile dei referendum. Così finalmente vediamo chi è davvero attaccato alle poltrone, in compagnia dei fuoriusciti M5S, che con l’alibi di struggenti scelte di coscienza si tengono il seggio e tutto lo stipendio.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

M5S, Pd e la saggezza tra alleati

Quando si vede un brutto film è da matti pagare il biglietto per rivederlo ancora. Eppure nella politica italiana i casi da psichiatria non mancano e dunque non c’è da meravigliarsi di nulla. Il soggetto della vecchia pellicola è un tradimento ambientato sulla spiaggia del Papeete, quando l’estate scorsa Matteo Salvini pugnalò Luigi Di Maio…

Continua

Le Regionali e tre lezioni per il futuro di Governo e Cinque Stelle

La maledizione dei referendum sulla propria persona colpisce anche l’altro Matteo, dopo Renzi tocca a Salvini, e l’appuntamento col citofono di Palazzo Chigi per far sloggiare il premier Conte è rinviato almeno di un anno, ma forse per tutta la durata della legislatura. Il leader della Lega e i suoi improbabili esperti di democrazia parlamentare…

Continua

Un voto determinante per consentire al Governo di far ripartire il Paese

Quello del silenzio elettorale è il giorno in cui pensare che Paese siamo e dove vogliamo andare. Al di là degli aspetti locali e delle rassicurazioni che arrivano da Palazzo Chigi e dintorni, il voto in Emilia Romagna e Calabria avrà ripercussioni sull’Esecutivo e potenzialmente sulla fine della legislatura e sul ritorno al Governo del…

Continua

È Vespa il padrone della Rai

Se ne doveva andare Bruno Vespa e invece se n’è andato Luigi Di Maio. Basta questo per spiegare – meglio di tante raffinate analisi politiche – la parabola dei Cinque Stelle. La forza che aveva promesso un profondo cambiamento nel Paese ha tollerato che restasse intatto l’emblema più visibile, quasi sacro, della conservazione del vecchio…

Continua

Aspettate a seppellire Luigi

Chi ha tirato fuori lo Champagne per festeggiare la caduta di Luigi Di Maio aspetti a stappare. In un Paese dove le carriere politiche durano decenni, un leader di appena 33 anni, con capacità e un non indifferente seguito personale può rallentare a una curva, ma chissà poi quanta altra strada può fare. Luigi (come…

Continua

All’Ilva si è sventata una rapina

Strike sulle bugie dell’Ilva. Nelle memorie dei commissari straordinari depositate ieri al tribunale di Milano c’è finalmente la verità su mesi di battaglie per lo scudo penale. La decisione di togliere questa sorta di privilegio feudale (presa dal Governo Conte 1 su pressione del Movimento Cinque Stelle) fu usata dal colosso dell’acciaio ArcelorMittal per provare…

Continua

Silvio Pellico si rivolta nella tomba

Visto che Carnevale arriva dopo le prossime regionali, per fare in tempo a mascherarsi da Silvio Pellico e rendere credibile il travestimento annunciando il rischio di finire in prigione, a Matteo Salvini non restava che spararsi sui piedi. La maggioranza, altrettanto in vena di scherzi, gli ha giocato un brutto tiro non presentandosi in Giunta…

Continua

L’arbitro che diventa goleador

Ci mancava l’arbitro che si finge super partes e poi fa gol nella porta avversaria. Il voto decisivo della presidente del Senato Casellati sulla vicenda Gregoretti segna un altro cedimento delle nostre istituzioni alle logiche politiche di parte, in un contesto in cui persino la Corte costituzionale è attaccata violentemente da Salvini per aver bocciato…

Continua

Che errore le urne su misura

Se non l’avessimo letto con i nostri occhi non potremmo crederci: la bocciatura del referendum sulla legge elettorale proposto dalla Lega “è un furto di democrazia” da parte di “Pd e Cinque Stelle che sono e restano attaccati alle poltrone”. Parole di Matteo Salvini, lo stesso che vuole buttare 300 milioni di soldi pubblici per…

Continua

Chi sta lacerando il Paese

Fino al momento in cui scrivo questo fondo non è scoppiata alcuna bomba nella sede di Repubblica, ma l’allarme che ieri sera ha costretto giornalisti e personale ad evacuare di corsa l’edificio è solo l’ultimo segnale di un’insopportabile stagione di intolleranza. In tanti hanno commentato che quel giornale se l’è cercata, perché sempre ieri titolava…

Continua