La Boschi e la sfiducia sul credito

di Gaetano Pedullà

Arriva oggi alla Camera la mozione di sfiducia dei Cinque Stelle al ministro Boschi. Il Parlamento respingerà, ma il disastro sulle banche ha sfiduciato ben altro: la credibilità di tutto il sistema creditizio e degli organi di vigilanza. L’inchiesta partita su Bankitalia a Consob scopre un segreto di Pulcinella. Ci sono banche che hanno truffato i loro stessi clienti, scaricando sui risparmiatori tanto i buchi delle gestioni allegre quanto gli stipendi milionari dei manager. Su tutto questo andazzo chi doveva controllare non l’ha fatto, se non tardivamente e quando i buoi erano scappati da un pezzo. In un Paese normale si trarrebbero poche conseguenze. Il governatore della Banca d’Italia rassegnerebbe senza indugio le sue dimissioni. Il Governo fisserebbe regole certe perché un suo ministro, con il papà vice presidente di una delle banche coinvolte, non finisca mai più in una posizione di oggettivo conflitto d’interesse. E si eviterebbe di ricorrere a misure ad effetto, come affidare a un già oberatissimo presidente dell’Anticorruzione, Cantone, pure il compito di coordinare gli arbitri per i risarcimenti. Tutto il contrario di quello che sta accadendo.

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