La Chiesa perdona, i giudici No

di Gaetano Pedullà

Come volevasi dimostrare, un bel gruppo dei migranti arrivati in Italia con la nave Diciotti non ha perso tempo a dileguarsi. I magistrati però non corrono rischi: invece di dedicarsi a questi signori possono continuare a cercare capi d’accusa contro Salvini, il ministro che ha tenuto questa gente più a lungo possibile sul mezzo della Guardia costiera, l’unico luogo da cui non potevano fare i loro comodi. In punta di diritto, i 50 eritrei di cui non sappiamo più nulla non sono evasi. La Caritas che li ospitava è stata chiara: non si tratta di detenuti. Ma questa gente adesso vaga per l’Italia in modo clandestino, senza documenti e con generalità indimostrabili, in teoria senza un soldo e costretta ad arrangiarsi in qualunque modo per campare. Così la Chiesa che li ha presi in carico diventa responsabile di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e di chissà quanti altri reati. Ovviamente tutti già perdonati, prima che dal Padre eterno da quei giudici che non hanno niente di più urgente da fare che occuparsi del ministro dell’Interno.

Commenti

  1. honhil

    E’ tutta colpa dei “gelati bergogliani”. In quanto ai giudici (che tanto si sono battuti e si battano e contro questo governo e, soprattutto, contro la maggioranza degli italiani, per metterli in condizione di attuare ciascuno il proprio personale progetto), avevano messo in conto anche questo. Ma guai a chiamarlo tradimento. O incoraggiamento a venire. E’ soltanto amore fraterno. Quello che tuttavia non hanno, o mostrano di non averlo, per gli italiani. E sono in perfetta sintonia con quanto l’elemosiniere di Sua Santità, cardinale Konrad Krajewski, nel portare i gelati, regalo di Papa Francesco, ha detto, spiegando il motivo della visita: «È la benedizione del Santo Padre per loro. Soprattutto per quelli che partono. L’augurio è che trovino qui, in Italia, dappertutto, un cuore cristiano generoso e che si possano sentire finalmente a casa». E’ un esplicito incoraggiamento a venire, anzi un chiaro richiamo, che, con il vangelo e la predicazione del vangelo, non ha niente a che vedere. Ma nessuna procura indagherà. Nel segno della comune ideologia. Che, non solo, non prevede il perdono, nelle sue mille manifestazioni, per chi la pensa diversamente. Ma che, per giunta, vengono etichettati come rozzi razzisti.

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