La frittura di sardine e CasaPound

di Gaetano Pedullà

Verrebbe da dire che non c’è più religione. Milano e centinaia di sindaci si stringono a Liliana Segre nella marcia contro l’odio raziale, e nel mazzo ci troviamo Roberto Di Stefano, cioè il primo sindaco di Destra dell’ex Stalingrado d’Italia, Sesto San Giovanni, che ha appena rifiutato di concedere la cittadinanza onoraria alla Segre medesima. A Roma, nelle stesse ore, le sardine organizzano la loro ennesima piazza antifascista e antileghista, prevista per venerdì prossimo, e chi ti invitano a cantare Bella Ciao? Ma ovviamente quei gigli di campo di CasaPound.

Signori che accettano, e quando le sardine cape emiliane prendono le distanze, precisando che quel movimento con i fascisti non vuole averci niente a che fare, il leader di CasaPound, Simone Di Stefano conferma che in piazza a fare pure lui la sardina ci andrà. Siamo in mezzo – si dirà – a un’epoca di grandi mistificazioni, dove la politica è la prima a giocare disinvoltamente più parti in commedia. Basti ricordare come nell’Esecutivo Conte 1, Salvini facesse contemporaneamente maggioranza e opposizione, oppure governasse a Roma contro la Meloni e Berlusconi lasciati all’opposizione, mentre poi ci corresse insieme nelle elezioni regionali.

E se tocchiamo il tasto delle contraddizioni, delle giravolte e delle promesse dimenticate ce n’è davvero per tutti. Per questo moltissimi cittadini hanno girato le spalle alla politica, che per una passerella mediatica o un titolo di giornale sembra disposta a tutto, in molti casi persino a tradire i propri valori fondanti. Ai 5 Stelle, che per realizzare il loro programma hanno governato per un po’ con la Lega e ora si appoggiano al Pd e persino all’indigeribile Renzi, questo sacrificio in nome della lealtà ai propri elettori è regolarmente bollato come trasformismo o mero attaccamento alla poltrona.

Quando invece l’arte della giravolta è sublimata in capolavori come la Lega che vuole l’italia fuori dal Meccanismo europeo di stabilità (Mes) ma poi propone Mario Draghi come Presidente della Repubblica, beh allora non stupiamoci se mezza Italia non vuole farsi prendere in giro da certa politica e mezza Europa non vuole farsi prendere in giro da certa Italia.

 

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