La Lega merita di più di un leader come Salvini

di Gaetano Pedullà

Per Beppe Grillo l’addio di Matteo Renzi al Pd è stata una minchiata d’impulso, ma in realtà l’ex premier si preparava alla rottura da tempo, e la minchiata per ora l’hanno fatta i dem che speravano di scampare all’ennesima scissione. Per la stabilità della maggioranza non cambia molto, perché i Cinque Stelle e Conte sapevano perfettamente di essere passati da un Governo dove c’era un unico soggetto in grado di staccare la spina, Matteo Salvini, ad un nuovo Esecutivo dove a mettersi di traverso possono essere in due: Zingaretti e, appunto, Renzi.

La partita era dunque tra questi due, e tra loro resta anche adesso, mentre il campionato se lo giocano il premier e il leader della Lega. O se preferite, due idee molto diverse sul futuro del Paese. In apparenza su questo campo Salvini è il favorito. Gli spalti di Pontida, o della manifestazione con la Meloni a Montecitorio, erano pieni di ultras, mentre a casa c’è il 32-34% degli italiani che tifano. Ma questa folla è tenuta unita ed eccitata a suon di bugie, dal tradimento attribuito al Presidente del Consiglio quando a tradire il contratto gialloverde è stato il “capitano”, alla storiella dei porti tornati aperti a tutti gli immigrati (e in realtà non sono stati mai chiusi), fino all’arrivo della patrimoniale, la tassa sul contante, i finti bambini di Bibbiano esposti ai comizi e chi più ne ha più ne metta. Così è naturale che il popolo leghista, fatto nella quasi totalità da bravissime persone, si senta rappresentato solo ed esclusivamente da Salvini.

Ma via via che il tempo passa, se il Governo non si suiciderà, il capo del Carroccio finirà gli alibi e i trucchi da incantatore di serpenti, perderà la sua presa e a quel punto saranno i dirigenti leghisti più onesti con i loro elettori a chiedere conto al segretario dei suoi errori e far saltare il tappo sul partito. Per il momento però non c’è molto da fare. Le istanze populiste, di autonomia, di lotta agli sprechi, riduzione fiscale e quant’altro giustamente sostenute da milioni di elettori della Lega (in questo spesso a braccetto con i Cinque Stelle) sono confinate in una sterile opposizione da un leader che aveva vinto la lotteria e ha strappato il biglietto vincente.

Con questo popolo leghista, che non è l’Italia o la maggioranza degli italiani (come viene illuso ancora una volta) c’è oggi un solo esponente politico che può ragionevolmente parlare, e per questo è accusato del tutto ingiustamente di essere un traditore: Giuseppe Conte. Il premier, indicato da un Movimento che non ha perso per niente la sua vocazione anti-sistema, porta con se quegli elementi di concretezza e moderazione con cui si può cambiare sul serio il Paese – anche in un Nord con esigenze e paure molto diverse dal Centro e dal Sud – senza doversi lanciare in avventure sovraniste talmente inutili e pericolose da essere evitate persino dagli Stati del Gruppo di Visegràd.

Un’Italia orgogliosa, che sa chiedere e ottenere molto dall’Europa, a fronte della pretesa salviniana di tirarci fuori da tutto, facendoci perdere pure la congiuntura economica che farà piovere miliardi sull’intera Eurozona. Un salto nel buio che questo Paese non merita. E neppure gli elettori e i territorio tradizionalmente della Lega.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Uniamoci per fermare Erdogan. Ce lo impone il senso di umanità

Quando il mondo prende le strade peggiori, dovremmo sempre tenere a mente che nulla è più forte della volontà di ogni singolo uomo. E per questo tutti noi, anche di fronte a eventi apparentemente lontani, possiamo fare molto, e comunque molto più che semplicemente vergognarci per la guerra aperta da Erdogan contro i curdi al…

Continua

Una testa che salta per lesa onestà. La bocciatura della Goulard è più di un incidente di percorso

Verrebbe da dire che anche i ricchi piangono, ma la bocciatura di Sylvie Goulard per il ruolo di commissario Ue all’industria è più di un incidente di percorso. Per quanto Parigi sia democratica, tagliare la testa all’ex ministro indicato da Macron ha il sapore della lesa maestà. Quell’asse franco-tedesco che domina l’Europa non riesce più…

Continua

E’ colpa nostra se in Europa c’è tanta intolleranza

L’Europa che un secolo fa gettava le basi dei regimi fascista e nazista non può fare un’altra volta lo stesso errore. Quei fenomeni montarono nell’indifferenza delle forze democratiche, gonfiandosi del malcontento per la crisi lasciata dalla Grande guerra, e presentando come eroiche le azioni violente di assassini e squadristi. Esattamente quello che avviene in queste…

Continua

L’ergastolo se lo beccano gli onesti

Se a Berlino c’è rimasto un giudice, a Strasburgo non è poi così sicuro. Con un’altra delle sue decisioni lunari la Corte europea dei diritti di alcuni umani (e di tutti gli altri no) ha respinto il ricorso dell’Italia – Paese notoriamente forcaiolo – contro l’illegittimità del carcere a vita senza sconti e permessi. Il…

Continua

Un giorno di lutto per la casta

Comunque lo si giudichi, il taglio del numero dei parlamentari è un traguardo storico. Chi lo contesta usa da mesi gli stessi argomenti: è una mossa populista, priva di risparmi significativi per le casse dello Stato, persino controproducente perché rischia di lasciare alcuni territori senza rappresentanza. Per chi invece l’ha fortemente voluto – e qui…

Continua

I Benetton e Alitalia. Meglio divisi. Compagnia da salvare ma senza regali di Stato

Diciamo la verità: la decisione dei Benetton di sfilarsi dal salvataggio Alitalia è una buona notizia. Anzi buonissima. Tutti avevano capito che l’ingresso nel capitale della compagnia era stato concepito come una sorta di compensazione per le inadempienze di Autostrade per l’Italia, società che fa capo alla famiglia di Ponzano Veneto, gettando le basi per…

Continua

Su Salvini silenzi conniventi. Lascia perplessi l’inerzia della base leghista

Non servirebbe ma in certi casi è bene farla una premessa: il circa 30% di elettori che oggi sembra orientato a votare Lega è composto nella quasi totalità da persone per bene, oneste e giustamente indignate per le ruberie della politica. Cittadini prevalentemente di un Nord operoso, che sanno chi paga il conto del saccheggio…

Continua

Sedotti e scaricati all’Ama. Accusare la Raggi di inerzia è un alibi che non regge

Quando finisce un matrimonio è la regola che ciascun coniuge accusi l’altro, anche se in genere un po’ di colpa ce l’hanno entrambi. Ci sono divorzi, però, dove chi fugge non ha scuse, e dunque deve inventarsi qualunque cosa, anche a sprezzo del ridicolo. Facciamo il caso dei vertici dell’Ama – la municipalizzata dei rifiuti…

Continua

Un Paese che cresce. Nonostante la troppa zavorra

Una bugia anche ripetuta mille volte non diventerà mai verità, ma è inevitabile che la frottola più gira e più persone finiscono per crederci. Prendiamo la panzana da settimane ospite fissa sui giornali: il Governo aumenterà l’Iva, ci tasserà il contante, si mangerà persino un pezzetto delle nostre merendine. Previsioni ovviamente prive di riscontri, ma…

Continua

Le riforme nascoste dai teatrini. Sulla giustizia se il Governo manterrà fede all’impegno entro quest’anno avremo una legge

È incredibile quanto sia minimo il dibattito a fronte di grandissime riforme. In Germania affrontano la trasformazione industriale dalle energie fossili a quelle rinnovabili con un piano da cento miliardi di euro pagato con nuove tasse dai cittadini. In un Paese con una solida tradizione ambientalista è naturale contribuire per un obiettivo che tutti sentono…

Continua