La prova di maturità dei 5 Stelle. Oggi i veri attivisti del Movimento decideranno se far partire un Governo con il Pd al posto della Lega

di Gaetano Pedullà

Non giriamoci attorno con parole fintamente diplomatiche: oggi i veri attivisti Cinque Stelle (e non le migliaia di infiltrati e troll sui social network) devono decidere se far partire un Governo con il Pd al posto della Lega – sai che differenza! – oppure dare al Movimento una randellata letale, più profonda e dolorosa di quanto persino Salvini immaginasse di fare tradendo il contratto gialloverde. Dopo il suggerimento chiaro di Beppe Grillo, ieri molti portavoce eletti in Parlamento si sono dati da fare per spiegare il senso di un’operazione che sembra inconciliabile con la purezza di una forza politica nata per abbattere il vecchio sistema. Ma è proprio in quello che i leghisti chiamano ribaltone che sta l’essenza di un Movimento libero dai tradizionali schemi di partito, e per questo capace di proseguire nell’essere imprevedibile e dirompente. Votare sì significherà dunque continuare a immettere anticorpi in un organismo prostrato da logiche di potere, spreco e corruzione, mentre dire no non solo impedirà questo processo ma priverà di ogni credibilità la prima linea impegnata da giorni con il presidente incaricato Conte nel definire un programma. Uno degli effetti? Ieri il Tesoro ha fatto sapere che solo ad agosto abbiamo pagato 800 milioni di interessi in meno sul debito pubblico. Soldi nostri, e tantissimi. Il Pd ha le sue responsabilità, ed è tutto da dimostrare se ha davvero cambiato pelle, ma non c’è nulla di peggio che buttare il bambino insieme all’acqua sporca.

 

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